lunedì 24 luglio 2017

Viticoltura Sostenibile. Biodiversità: ecco il modello di gestione avanzata del Soave

Ufficializzate in un unico documento le pratiche e linee guida che il Consorzio di Tutela persegue all’interno di tutta la filiera produttiva dal 1982 sul fronte della sostenibilità.

Si chiama “Modello di gestione avanzata del Soave – La biodiversità in vigna” ed è l’insieme delle linee guida che il Consorzio di Tutela attiva all’interno di tutta la filiera produttiva sin da 1982 e che adesso ha finalmente riunito all’interno di un documento di sintesi presentato e approvato nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, a validazione dei diversi percorsi intrapresi dalle singole aziende in tema di sostenibilità

Scopo di questo modello è ottimizzare dal punto di vista della sostenibilità i risultati tecnici, l’attenzione ambientale e la tutela dell’operatore su tutto il comprensorio di riferimento per ridurre al minimo l’uso di fitofarmaci. In vista di tale obbiettivo sono coinvolti al massimo livello tutte le filiere collegate alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici. I documenti di riferimento sono i disciplinari di produzione e le linee tecniche di difesa integrata che il Servizio fitosanitario regionale aggiorna di anno in anno.

Cinque le parole chiave di questo approccio: conoscenza, competenza, condivisione, misurazione, validazione.

Conoscenza
Grazie a 15 stazioni agro-metereologiche vengono rilevati i dati meteo nei 7000 ettari vitati del Soave in tempo reale. Questo garantisce un monitoraggio continuo dell’andamento stagionale ed è alla base di decisioni tempestive ed efficaci.

Competenza
Sulla base dei dati agro-metereologici raccolti la commissione fitosanitaria, che dal germogliamento alla fine della vendemmia si riunisce settimanalmente al Consorzio, monitora l’andamento climatico, effettua prelievi fogliari, di prodotto e di terreno e, infine, fornisce assistenza tecnica ai produttori, stilando le linee di pronto intervento in vigna.

Condivisione
La sostenibilità è un valore condiviso dalle oltre 3000 aziende produttrici che operano all’interno della filiera. Sulla base di questo valore condiviso ogni azienda ha individuato il percorso più idoneo – biodinamico, biologico, integrato… -  in vista di una gestione del vigneto “amica dell’ambiente”, per tutta la stagione vegetativa.

Misurazione
A fine campagna fitosanitaria il Consorzio di tutela, in base agli indici di Biodiversità previsti dal protocollo Biodiversity Friends, misura la qualità ambientale del “vigneto Soave” raggiunta attraverso i differenti “percorsi verdi” intrapresi dalle singole aziende. Questo protocollo, messo a punto nel 2010 dalla World Biodiversity Association, oltre alla qualità ambientale, considera anche i metodi di difesa dalle avversità, il ripristino della fertilità del suolo, la gestione delle risorse idriche, la presenza di siepi e boschi, la conservazione della biodiversità agraria, l’utilizzo di energie rinnovabili e le particolarità naturalistiche dell’area utilizzando gli Ortotteri come bioindicatori.

Validazione
A fronte dei parametri d’analisi utilizzati (indici di biodiversità per aria, acqua, suolo) il “Sistema Soave” viene validato dal Consorzio di tutela che è così in grado di rilevare l’impatto dell’attività vitivinicola sul territorio. Nella stagione 2016, in base all’indice di biodiversità del suolo IBS-BF, l’indice di biodiversità delle acque superficiali IBA-BF e l’indice di biodiversità lichenica per l’aria, il Sistema Soave ha raggiunto il risultato complessivo del 70% a fronte di una soglia minima del 60% per potersi certificare “Biodiversity friend”.

Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura – un vero e proprio termometro – in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria. In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” che gradualmente conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso il vero obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

Città del Vino. Opportunità del P.S.R. dell'Umbria per il settore vitivinicolo al Simposio Europeo sull’Enoturismo

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha recentemente organizzato a Torgiano (PG) un “Simposio Europeo sull’Enoturismo: Marketing e redditività d’impresa” incentrato sull’approfondimento degli aspetti tecnici imprescindibili allo sviluppo dei territori del vino italiani e non, all’internazionalizzazione dell’offerta, alla qualificazione degli standard, alla brand reputation. 

Sono stati chiamati a confrontarsi alcuni prestigiosi protagonisti del mercato del turismo del vino (docenti, responsabili di progetti nazionali e internazionali per la promozione del turismo enogastronomico, esperti di internazionalizzazione, giornalisti del settore ed esperti di comunicazione on line). Dei loro interventi vogliamo darvi nota, anche alla luce della rilevanza e delle opportunità che sempre più possono svilupparsi dall’enoturismo e dal marketing territoriale.

La 4° Sessione del Simposio - “IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE. Illustrazione degli strumenti e delle possibilità per il territorio umbro: interventi, strategie, obiettivi” - è stata animata dall’intervento del Dott. Giuseppe Antonelli (Assessorato Agricoltura Regione Umbria) che ha illustrato misure, investimenti e priorità del P.S.R. per il settore vitivinicolo umbro che rappresenta una delle più importanti filiere del sistema agroalimentare regionale. Una realtà caratterizzata da una superficie vitata di 12.700 ettari (dato 2016), 985 ettari (di cui 760 ex diritti e 225 nuove autorizzazioni) di autorizzazioni all’impianto/reimpianto e 240 strutture di trasformazione (circa il 20% condotte da giovani imprenditori), 2 DOCG:Torgiano Rosso Riserva e Montefalco Sagrantino, 13 DOC: Amelia, Assisi, Colli Altotiberini, Colli Martani, Colli Perugini, Colli del Trasimeno, Lago di Corbara, Montefalco, Orvieto, Rosso Orvietano, Spoleto, Todi, Torgiano e 6 IGT: Umbria, Spello, Cannara, Allerona, Bettona e Narni.

La dimensione media delle aziende viticole umbre è di poco superiore all'ettaro. La produzione regionale di vino, a seconda delle annate, è pari a circa l'1-1,5% del totale nazionale. Qualità delle produzioni, investimenti nei vigneti e nelle cantine, promozione, innovazioni e sostenibilità ambientale delle produzioni, rappresentano le linee guida delle politiche regionali per aumentare la competitività del settore vitivinicolo.

Gli interventi a sostegno del settore sono attuati e finanziati attraverso le misure previste dall'OCM Vino - Programma nazionale di sostegno del settore vino (P.N.S.) che finanzia gli interventi gli interventi strutturali nelle cantine, per il rinnovamento dei vigneti, e la promozione sui mercati extra U.E., le assicurazioni per il settore, vendemmia verde e distillazione dei sottoprodotti, per il periodo 2014 – 2018 e dal P.S.R. per l'Umbria 2014 – 2020 che finanzia invece le misure dell'innovazione, la promozione sul mercato interno, le misure agroambientali, ovvero: Servizi di consulenza (Misura 2), Sostegno alla partecipazione a sistemi di qualità (Misura 3.1.1), Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori (Misura 6.1.1), Produzione integrata (Misura 10), Agricoltura biologica (Misura 11), Innovazione e cooperazione per lo sviluppo di filiere corte (Misura 16).

La Regione ha scelto di fissare una demarcazione per la misura investimenti (esclusività del sostegno), per la misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura promozione sul mercato interno e nei Paesi terzi (le risorse disponibili sono gestite per il 70% a livello regionale con progetti regionali ed il restante 30% dal MIPAAF con progetti nazionali).

Vendemmia 2017. Cortona Doc: caldo e siccità non precludono una buona annata, ma cala la quantità

Sarà una vendemmia all’insegna del calo delle uve raccolte quella che ci si aspetta nel territorio della Denominazione della Cortona Doc. 

Sono positive a oggi le previsioni di annata fatte dalle aziende del Consorzio Vini Cortona. Nei vigneti della Cortona Doc, lavoro importante per tutelare la qualità dell’annata. Per il Syrah, vitigno principe della Denominazione, vendemmia prevista nei tempi canonici. Gelo prima, caldo torrido e siccità poi, eppure è il lavoro in vigna a non compromettere la qualità del prodotto.

E' presto, naturalmente, per fare previsioni precise su quantità e qualità del prodotto finale, ma il Consorzio Vini Cortona ha comunque voluto valutare in anticipo quello che sarà il risultato di un’annata che al momento si presenta con il minimo storico di acqua piovana degli ultimi 50 anni.

Da un primo saggio nelle aziende della Doc un dato condiviso è il calo delle quantità, che al momento è calcolato in previsione sul -15% rispetto alla media stagione. Un calo dipeso soprattutto dalle alte temperature e dalla siccità che si stanno registrando tra giugno e luglio, due dei mesi più caldi degli ultimi cinquant’anni. «Nonostante questo sappiamo che i nostri viticoltori stanno applicando in vigna le misure per tutelare la qualità del prodotto finale – spiega il presidente del Consorzio Vini Cortona, Marco Giannoni – e anche le piogge dei giorni scorsi hanno aiutato a una migliore gestione del suolo, tutto ciò a oggi ci fa comunque ben sperare in una annata positiva dal punto di vista della qualità del prodotto finale».

Il punto di vista tecnico. Entrando nei dettagli tecnici, l’annata 2017 ha visto la vegetazione delle viti in anticipo rispetto alla media stagionale con una ottima cacciata e una buona fioritura tuttavia in parte a rischio per la gelata storica di aprile. Il risultato della gelata sono grappoli più spargoli con acini molto più piccoli, soprattutto per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa del territorio, Sangiovese e Syrah. Questo comporterà un calo della qualità del raccolto. Il caldo torrido e la siccità storica del mese di giugno e luglio sono stati invece amministrati dai vignaioli della denominazione intanto con una diversa gestione del suolo, attraverso pratiche che hanno migliorato il livello di umidità del terreno. Dall’altro con la gestione della spalliera che ha visto potature meno importanti, lasciando il verde a copertura del grappolo e senza l’eliminazione totale di femminelle. Per quanto riguarda i tempi tecnici di vendemmia non si prevedono grandi anticipi dal momento che le alte temperature hanno comunque contribuito alla parziale chiusura degli stomi e quindi a una sorta di blocco del metabolismo che invece sta riprendendo in questi giorni con una invaiatura di buon livello. Il caldo comporterà un leggero aumento della gradazione delle uve, con un grado babo in media più alto di 2 o 3 punti rispetto alla media stagionale degli altri anni.

Vendemmia a Cortona vuol dire anche impiego. Sono centinaia infatti gli avventizi, soprattutto studenti e giovani, che in questi giorni stanno contribuendo al lavoro delle aziende. Il vino a Cortona rappresenta infatti sempre di più un importante indotto economico. Dalla creazione della Doc Cortona le aziende si sono moltiplicate di anno in anno e il settore ha richiamato numerosi investimenti. Attualmente vengono prodotte in media circa 700 mila bottiglie all’anno, mentre il valore economico, con un fatturato medio che supera i 3 milioni di euro. Oltre 500 sono gli addetti ai lavori coinvolti, senza contare l’indotto (tra turismo e aziende artigiane) che rappresenta per questo borgo toscano. A livello di mercati nel 2016 la bilancia è protesa verso l’estero per il 70% circa. Usa, Nord Europa sono i principali mercati, ma sono in crescita il Canada, Brasile, Cina e Giappone. La restante fetta percentuale va in Italia, Toscana, Lombardia e Lazio in particolare.

Ricerca e crescita costante, si alza il livello qualitativo delle produzioni vinicole al 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or

Sono 48 i vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, il doppio rispetto alla passata edizione. Ecco tutti i vincitori dell’annuale edizione del Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 


La Camera di Commercio di Asti con la collaborazione tecnica dell’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), come ogni anno bandisce il Concorso Enologico Nazionale per vini a DOC e a DOCG denominato “Premio Douja d’Or“ dove le aziende vinicole interessate inviano ad Asti i campioni di vino delle loro produzioni più prestigiose per le verifiche qualitative.


Sono stati resi noti, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio di Asti, i vincitori del 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 316 produttori hanno presentato 863 vini doc e docg. Le aziende premiate, che hanno dovuto ottenere una valutazione minima pari a 87/100, sono state 175 per un totale di 299 vini. Tra i 90 produttori piemontesi che hanno ottenuto il riconoscimento, ben 40 sono della provincia di Asti. Come ha dichiarato lo stesso Presidente della Camera di Commercio Erminio Renato Goria.

I vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, quest’anno sono 48, il doppio rispetto alla passata edizione, e sono stati insigniti dell’Oscar della Douja. Solamente nel Piemonte 19 aziende si sono meritate l’Oscar, 11 in più rispetto al 2016. Le aziende astigiane che hanno ottenuto l’ambito premio sono 6, quattro in più confrontate con l’anno precedente, con 7 etichette premiate a fronte delle 2 dello scorso anno.

L’organizzazione del Concorso è stata affidata come per le passate edizioni all’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) la cui sede nazionale è ad Asti. Rispetto alla passata edizione, che ha introdotto per il primo anno una soglia di valutazione più elevata, abbiamo assistito ad un incremento della qualità delle produzioni vinicole presentate in degustazione, ha precisato il Presidente Goria, segno di una costante crescita e ricerca da parte delle aziende del territorio per raggiungere sempre più alti livelli qualitativi. Tra le novità, la scelta della formula della valutazione dei campioni da parte di ogni singolo degustatore, rispetto a quella collegiale utilizzata nelle passate edizioni.

Altra novità di questa edizione del Concorso, l’attribuzione delle menzioni speciali alle imprese delle provincia di Asti i cui vini doc e docg del territorio hanno ottenuto il punteggio più elevato nell’ambito delle selezioni. 8 sono state le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento per le seguenti denominazioni: Alta Langa, Asti, Moscato d’Asti, Barbera d’Asti Superiore Nizza, Brachetto d’Acqui, Grignolino d’Asti e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.

Il punteggio finale attribuito ad ogni campione, spiega il Direttore dell’Onav Michele Alessandria, è il risultato della media delle valutazioni dei componenti la commissione escludendo la votazione più alta e quella più bassa. Da quest’anno è stato anche inserito un tetto massimo per i vini premiati pari al 35%. Tale tetto non è stato raggiunto anche se ci si è avvicinati molto a tale percentuale, tenuto conto che il 2017 è stata un’ottima annata come confermato dall’attribuzione di molti più Oscar rispetto allo scorso anno.

Il Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or è una manifestazione che, selezionando il meglio del patrimonio enologico del nostro Paese, riesce sempre più ad essere volano di promozione per le eccellenze vinicole non solamente di Asti e del Monferrato. Parte del territorio astigiano è uno dei migliori esempi di sviluppo integrato e sostenibile, dove natura, cultura e storia, grazie al secolare lavoro dell’uomo, hanno saputo creare un paesaggio dalle peculiarità uniche in tutto il mondo, fino a ottenere dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio Mondiale ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Ecco l’elenco dei vini premiati che prenderanno parte al Salone Nazionale che si terrà dall’8 al 17 settembre a Palazzo Ottolenghi www.doujador.it/tutti-i-vini-premiati-2017/

Agroalimentare. Il marchio "Qualità Trentino" per assicurare qualità e riconoscibilità delle produzioni del territorio

Sono i disciplinari a definire la zona delle produzioni e vincolano la provenienza dei prodotti al territorio della provincia di Trento, specificata sul marchio di qualità. Oltre alla zona di provenienza, specificate anche le caratteristiche e le modalità di lavorazione. Da oggi adottati anche per birra, miele e prodotti da frutto.


Assicurare la riconoscibilità nei confronti del consumatore dei prodotti agroalimentari territoriali trentini ad elevato standard di qualità nelle attività di distribuzione, commercializzazione e vendita attraverso un rigoroso processo di certificazione: è questo l’obiettivo che ha portato ad istituire il marchio “Qualità Trentino”.

Il forte legame con il territorio assicurato dai disciplinari quindi. Un impegno che prosegue e anzi si incrementa oggi, con la decisione della Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola, di adottare i disciplinari per i settori agroalimentari della birra, del miele e dei prodotti da frutto e di aggiornare quello della produzione degli ortaggi e loro trasformati e che si vanno ad aggiungere a quelli già approvati per Lampone, Mora, Mirtillo, Ribes, Uva Spina, Mela, Fragola e Fragolina, Ciliegia, Patata, ortaggi e loro trasformati, farina di mais da polenta, latte vaccino o ovicaprino e prodotti lattiero caseari, carni bovine e/o suine lavorate e loro trasformati, prodotti dell’acquacoltura e carni bovine fresche.

Nei disciplinari vengono individuati criteri oggettivi e selettivi e norme più rigorose e specifiche di quelli istituiti dalla legislazione comunitaria e nazionale. Come ha tenuto a sottolinare l’assessore Dallapiccola: “La qualità di vita di un territorio si misura anche dalla qualità delle sue produzioni agroalimentari. E’ anche con questi strumenti che vogliamo vincere la sfida dell’attrattività del nostro territorio”.

“Quello della valorizzazione della qualità dei prodotti del nostro territorio – ha aggiunto l’assessore – è un percorso destinato a proseguire ampliando ulteriormente l’elenco delle eccellenze agroalimentari della nostra terra, che sono frutto di un ambiente sano ma anche di una storia e di una identità”.

Prosegue quindi in Trentino l’investimento, in termini di promozione, di un settore, l’agroalimentare, che riveste un ruolo fondamentale per la tutela dell’agricoltura e favorisce l’inserimento dei giovani agricoltori. Considerando anche che la produzione, la distribuzione e la promozione dei prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità riveste un ruolo rilevante anche a livello comunitario.

Il Marchio di Qualità con indicazione di origine si prefigge in primo luogo di comunicare e identificare la qualità del prodotto agroalimentare territoriale secondo criteri noti, oggettivi e selettivi e, in secondo luogo, di specificare l’origine del medesimo. Di conseguenza la conformità ai requisiti di qualità sarà verificata da organismi di controllo indipendenti ed accreditati.

Nel caso di prodotti agroalimentari trentini il marchio, sotto il profilo grafico, sarà armonizzato con il Marchio territoriale, a cui si affiancherà nella prospettiva di sviluppare ulteriormente la promozione di un'immagine unitaria del Trentino sui mercati nazionali ed internazionali, ma anche di promuovere e valorizzare le complementarietà e le sinergie funzionali con le altre forme di promozione dell’offerta distintiva del territorio provinciale.

Il marchio Qualità Trentino è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento e la sua gestione è affidata a Trentino Sviluppo S.p.A.  (delibera di Giunta nr. 986 del 13 maggio 2011), oggi Trentino Sviluppo S.p.A.. La proposta grafica risulta conforme alle indicazioni degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale approvati dalla Commissione europea nel 2006.

venerdì 21 luglio 2017

Al via la quarta edizione di Che Grana... il Grignolino, l’evento che si propone di contribuire a promuovere e divulgare la conoscenza dello storico vitigno piemontese

Incontri, degustazioni abbinate a prodotti tipici e lo speciale wine tasting alla scoperta delle anime del Grignolino.

Che Grana... il Grignolino si svolgerà come di consueto a Grana, piccolo comune del basso Monferrato nel cuore della produzione del Grignolino d’Asti, che per l'occasione si trasformerà in un banco d’assaggio tutto dedicato allo storico vitigno piemontese. Il Comune di Grana ospita la manifestazione, d’intesa con l’associazione Go Wine da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani.

Go Wine, da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, ha raccolto l’attenzione di una pattuglia di produttori vinicoli del territorio intenti a richiamare una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, a favore di uno dei vini che storicamente firmano il patrimonio viticolo della regione Piemonte.

I produttori presenti direttamente e disposti lungo il Corso Garibaldi, animeranno le degustazioni raccontando il territorio ed i vini in degustazione. Una speciale Enoteca raccoglierà le etichette di altre aziende in modo da offrire uno spaccato significativo sulla produzione in Piemonte, e nelle diverse denominazioni.

Uno spazio infine sarà riservato ai prodotti tipici, presenti: la Pro Loco di Grana, la Pro Loco di Montemagno e la Farinata "Da Fabrizio", che prepareranno alcune specialità creando un menù da gustare in abbinamento alle degustazioni del Grignolino. Ed inoltre.. Camminata al tramonto nei Vigneti e non mancherà l’intrattenimento musicale a cura di TRIOLINA.

L’ appuntamento è fissato per sabato 22 luglio 2017 dalle ore 19.00 alle ore 23.30.

Le aziende presenti direttamente al banco d'assaggio:

AMELIO LIVIO – Grana (At) ameliovini@virgilio.it
Grignolino d’Asti 2016

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO            
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti Terre dei Roggeri 2016

CASTAGNERO – Agliano Terme (At) silvia.castagnero@gmail.com
Grignolino d’Asti Ferlingot 2015

CRIVELLI MARCO – Castagnole M.to (At) info@ruchecrivelli.it
Grignolino d’Asti 2016

GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana (At) azienda.garrone@libero.it
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti 2015

LA FIAMMENGA – Penango (At) tenutalafiammenga@gmail.com
Grignolino d’Asti Gioan 2015

TENUTA DEI RE – Castagnole M.to (At) info@tenutadeire.it
Grignolino d’Asti 2016

TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno (At) info@tenutamontemagno.it
Grignolino d’Asti Ruber 2016

I vini delle aziende presenti in Enoteca:

Grignolino d’Asti Emilio 2016
Alemat, Ponzano Monferrato (Al)

Grignolino d’Asti PiandelPrete 2016
Bersano, Nizza Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Limonte 2016
Braida di Bologna Giacomo, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, Agliano Terme (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale di Casorzo e zone limitrofe, Casorzo (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantine Post dal Vin, Terre del Barbera, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti San Patelu 2016
Crotin 1897, Maretto (At)

Grignolino d’Asti Il Grignolino di Gianni Doglia 2016
Doglia Gianni, Castagnole Lanze (At)

Grignolino d’Asti L’Anarchico Testabalorda 2016
Durando Fratelli, Portacomaro (At)

Grignolino d’Asti Montalto 2016
Gatto Pierfrancesco, Castagnole Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Brunot 2016
Goggiano, Refrancore (At)

Grignolino d’Asti 2016
Marchesi Incisa della Rocchetta, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti Fiortere 2016
Rabino Marco, Montaldo Scarampi (At)

Grignolino d’Asti Casalina Bio 2016
Rovero Fratelli, Asti

Grignolino d'Asti Arlandino 2015
Tenuta Santa Caterina, Grazzano Badoglio (At)

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2016
Accornero Giulio, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Grignò 2016
Beccaria Davide, Ozzano Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2016
Buzio Oreste, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2015
Canato Marco, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Il Ruvo 2016
Castello di Gabiano, Gabiano (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Gaudio 2016
Gaudio, Bricco Mondalino, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Tumas 2014
La Scamuzza, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2015
Olivetta, Castelletto Merli (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese .G 2016
Vicara, Rosignano Monferrato (Al)

Vino Rosso Ciuchinoi (100% uve Grignolino) 2016
Carussin, San Marzano Oliveto (At)

Vino Rosso Il Cornalasca (100% uve Grignolino)
Saccoletto Daniele, San Giorgio Monferrato (Al)

IL PROGRAMMA

SABATO 22 LUGLIO 2017

ore 17.00: convegno di presentazione

 ore 19.00: apertura dei banchi d’assaggio alla presenza dei produttori; punto gastronomicoe intrattenimento musicale.

 ore 20: wine tasting libero e alla cieca (a favore di professionisti ed enoappassionati, gratuito su prenotazione)

 Ore 23.30: chiusura delle degustazioni.

Costo delle degustazione del Grignolino euro 8,00 (degustazioni illimitate)

Un wine tasting per saperne di più…
Nell’ambito del programma dell’evento, Go Wine promuove un tasting alla cieca, riservato a quanti intendano approfondire le loro conoscenze sulla varietà e sui diversi stili di produzione.Il tasting si svolgerà con orario libero dalle 20, esclusivamente si prenotazione e a favore di coloro che partecipano come pubblico al banco d’assaggio.

Per prenotazioni contattare il numero 0173 364631 oppure inviare una e-mail a stampa.eventi@gowinet.it

Il menù di “Che Grana…il Grignolino”

Pro Loco di Grana
Acciughe Fritte
Agnolotti
Panna Cotta

Pro Loco di Montemagno
Verdure in pastella
Bruschette

Da Fabrizio
Farinata

Convengo inaugurale
Ore 17,00 in Via delle Scuole

 Intervengono:
sig. Cristiano Gavazza
Sindaco del Comune di Grana

dott. Filippo Mobrici
Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato

sig.ra Piera Genta
Giornalista de italiaatavola.it

sig. Mauro Giacomo Bertolli
Giornalista de food24 (Il Sole 24 Ore) e italiadelvino.it

avv. Massimo Corrado
Presidente Associazione Go Wine

Con la collaborazione e organizzazione  del Comune di Grana

Per informazioni

tel. 0173 364631
stampa.eventi@gowinet.it
www. gowinet.it

50 TOP PIZZA: È “PEPE IN GRANI” DI FRANCO PEPE LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA DEL 2017

Nella top 50 “comanda” la Campania con 19 locali; staccate Lazio (6) e Toscana (5). Ecco la classifica completa.

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi). A Enzo Coccia il Premio alla Carriera, Ciccio Vitiello Giovane dell’anno. Seguono sul podio “Gino Sorbillo ai Tribunali” e “Francesco & Salvatore Salvo”. A Francesco Martucci de “I Masanielli” il Premio Speciale Pizzaiolo dell’anno. 

È “Pepe in Grani” la migliore pizzeria d’Italia del 2017 secondo 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata alle pizzerie del Bel Paese, firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, da Albert Sapere e Barbara Guerra, curatori delle Strade della Mozzarella (LSDM), ed edita da Formamentis. Il locale di Caiazzo (Caserta) del maestro Franco Pepe si è aggiudicato il gradino più alto del podio della classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca e dell’arredamento. In seconda e terza posizione altre due mete sacre dell’arte pizzaiola partenopea: Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli) e Francesco & Salvatore Salvo di San Giorgio a Cremano (Napoli).

Nella serata che ha avuto come teatro la suggestiva sede di Castel dell’Ovo a Napoli, sono state svelate le prime 50 posizioni della classifica. Tra queste ben 19 i locali campani, a conferma della naturale leadership che la regione “madrepatria” della pizza continua a detenere. Ad essere ben rappresentata è però tutta la Penisola, a cominciare dal Lazio, che piazza 6 insegne nella top 50; la metà di queste tra l’altro (Sforno, Tonda e Sbanco), portano la firma di un unico interprete: Stefano Callegari. Solo un gradino sotto c’è la Toscana (5); seguono ex aequo Lombardia ed Emilia Romagna (4). Folto il gruppo a quota 2, con Puglia, Sicilia, Abruzzo e Trentino Alto Adige che si uniscono al Veneto, le cui 2 pizzerie sono entrambe posizionate tra le prime 10 dello Stivale. E stiamo parlando de “I Tigli” di Simone Padoan (San Bonifacio - Verona) e “Saporè” di Renato Bosco (San Martino Buon Albergo - Verona). Chiudono Piemonte e Basilicata con un locale.

Assegnati inoltre diversi Premi Speciali. Oltre a quelli, già annunciati, a Isabella De Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) come Pizzaiola dell’anno, a Pierluigi Roscioli (Antico Forno Roscioli, Roma) come Fornaio dell’anno e a “Morsi & Rimorsi” (Aversa - Caserta) come Pizzeria novità dell’anno, sono stati premiati:

Francesco Martucci de I Masanielli (Caserta) come Pizzaiolo dell’anno

Ciccio Vitiello di Casa Vitiello (Caserta) come Giovane dell’anno

Bonci – Pizzarium (Roma) per la Pizza dell’anno (Mozzarella di Bufala Campana a crudo, Funghi Prataioli e Prosciutto Crudo)

Francesco & Salvatore Salvo per la Miglior Carta dei Vini

La Gatta Mangiona (Roma) per la Miglior Carta delle Birre

Berberè (Castelmaggiore - Bologna) per la Miglior Carta degli Oli Extravergine di Oliva

I Tigli per il Miglior Servizio di Sala

La Masardona (Napoli) per la Miglior Proposta dei Fritti

Concettina ai Tre Santi (Napoli) per il Miglior Asporto

Di Matteo (Napoli) per la Frittatina di Pasta dell’anno

Dry (Milano) per il Miglior Comfort e Benessere Complessivo

Fandango Racconti di Grani (Filiano - Potenza) per la Sostenibilità Ambientale

Tonda per la Valorizzazione del Made in Italy

Gino Sorbillo ai Tribunali per la Miglior Comunicazione Web e Social

A Enzo Coccia (Pizzaria La Notizia 94, Napoli) è stato assegnato l’importante Premio alla Carriera

Carmine Donzetti e Vincenzo Esposito, a sorpresa, hanno ricevuto il Premio del Cuore per aver messo la loro arte della pizza al servizio di chi ha bisogno, senza cercare alcuna pubblicità

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi)

“50 Top Pizza - spiegano i tre curatori della guida, Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere – oltre ad essere un utilissimo vademecum per chiunque sia in cerca di un’ottima pizza (e noi ne segnaliamo ben 500) in qualsiasi angolo del Paese, rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso i diversi stili e prodotti tipici d’Italia. Un omaggio quindi al concetto di alta qualità Made in Italy, legato al totem gastronomico tricolore che ci ha resi celebri nel mondo.”

Ecco la classifica finale dal primo al cinquantesimo posto di 50 Top Pizza:

1 Pepe in Grani – Caiazzo (CE), Campania

2 Gino Sorbillo ai Tribunali – Napoli, Campania

3 Francesco & Salvatore Salvo - San Giorgio a Cremano (NA), Campania

4 Pizzaria La Notizia 94 – Napoli, Campania

5 I Tigli - San Bonifacio (VR), Veneto

6 I Masanielli – Caserta, Campania

7 Concettina Ai Tre Santi – Napoli, Campania

8 50 Kalò - Napoli , Campania

9 La Gatta Mangiona – Roma, Lazio

10 Saporè - San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

11 L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli, Campania

12 ‘O Fiore Mio – Faenza, Emilia Romagna

13 Dry – Milano, Lombardia

14 Santarpia – Firenze, Toscana

15 Pizzaria Starita a Materdei – Napoli, Campania

16 Sforno – Roma, Lazio

17 Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane - Napoli, Campania

18 La Masardona – Napoli, Campania

19 La Sorgente - Guardiagrele (CH), Abruzzo

20 La Kambusa - Massarosa (LU), Toscana

21 in Fucina – Roma, Lazio

22 Pizzeria Da Attilio – Napoli, Campania

23 Piccola Piedigrotta - Reggio Emilia, Emilia Romagna

24 Carmnella – Napoli, Campania

25 Pomodoro & Basilico - San Mauro Torinese (TO), Piemonte

26 Percorsi Di Gusto - L'Aquila, Abruzzo

27 Pizzarium – Roma, Lazio

28 Il Vecchio Gazebo - Molfetta (BA), Puglia

29 Berberè - Castelmaggiore (BO), Emilia Romagna

30 Pizzeria Da Albert – Trento, Trentino Alto Adige

31 Casa Vitiello – Caserta, Campania

32 Tonda – Roma, Lazio

33 Korallo Pizza & Drink – Trento, Trentino Alto Adige

34 La Braciera – Palermo, Sicilia

35 La Divina Pizza – Firenze, Toscana

36 Pizzeria Apogeo - Pietrasanta (LU), Toscana

37 Ranzani13 – Bologna, Emilia Romagna

38 Lievito Madre al Duomo – Milano, Lombardia

39 Ristorante Pizzeria Le Parule – Ercolano (NA), Campania

40 Mistral dal 1959 – Palermo, Sicilia

41 La Pizzeria Sud – Firenze, Toscana

42 Pizzeria Montegrigna Tric Trac – Milano, Lombardia

43 10 Diego Vitagliano Pizzeria – Pozzuoli (NA), Campania

44 La Campagnola – Bitritto (BA), Puglia

45 Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 – Aversa (CE), Campania

46 Sbanco - Roma, Lazio

47 Marghe – Milano, Lombardia

48 Lievito Madre al Mare – Napoli, Campania

49 Fandango Racconti di Grani - Filiano (PZ), Basilicata

50 Pizzeria Di Matteo – Napoli, Campania

http://www.50toppizza.com/ - redazione@50toppizza.com - FB

giovedì 20 luglio 2017

Vino&Ricerca. Nasce la rete SUSGRAPE, il progetto italo-sloveno per l’innovazione sostenibile in viticoltura

Grazie a soluzioni ICT, il progetto SUSGRAPE punta ad abbattere l'uso di sostanze chimiche ed emissioni di CO2 nei vitigni. Allo studio anche lo sviluppo di nuovi biopesticidi.

Introdurre innovazioni a sostegno dei viticoltori italiani e sloveni per produzioni migliori sia dal punto di vista del prodotto sia per quanto riguarda il minor impatto ambientale. E’ questa l’esigenza da cui prende le mosse il progetto transfrontaliero SUSGRAPE – avviato grazie a un finanziamento Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 –  coordinato da AREA Science Park.

Attraverso l’adozione di tecnologie ICT in viticoltura, si punta a ottenere  la riduzione dell’uso di sostanze chimiche, delle emissioni di CO2, dei consumi d’acqua per l’irrigazione, aumentando allo stesso tempo la salubrità e la qualità del prodotto finale. L’idea di SUSGRAPE nasce dalla necessità delle aziende vitivinicole partner del progetto di transitare verso modalità di lavorazioni agricole più sostenibili, rispetto a quelle attualmente in uso, nel contrasto alle due patologie che solitamente pregiudicano la salute della pianta e ne compromettono la produzione: la peronospora e l’oidio. Uno dei principali obiettivi è anche saggiare le potenzialità della microbiologia applicata all’agricoltura, attraverso analisi genetiche transfrontaliere delle popolazioni batteriche che caratterizzano le viti, con lo scopo di sviluppare nuovi biopesticidi.

Intorno al progetto è già nata una rete stabile composta da diciassette imprese, due centri ricerca, un’università  –  aperta a nuovi ingressi futuri – tra cui, oltre ad AREA Science Park di Trieste, spiccano il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB, Primo Principio, Camera di Commercio Italo-Slovena di Capodistria, Università del Litorale in Slovenia, Consorzio di Tutela Vini del Collio e Vinakoper, storica azienda vitivinicola slovena con più di 500 ettari di produzione.

“La penetrazione della tecnologia digitale nelle aziende agricole italiane è una priorità inserita nel piano Industria 4.0 del Governo, che nel giro di cinque anni dovrebbe proiettare l’Italia ai vertici europei, aumentando gli ettari lavorati con tecnologie innovative dall’1 al 10% – sottolinea Federico Longobardi, direttore tecnico di Primo Principio. Con SUSGRAPE contiamo di dimostrare al mercato agricolo che chi investe in tecnologie e competenze appropriate ottiene risultati di eccellenza. Poniamo le basi per la diffusione capillare di tecnologia IoT (internet delle cose, o meglio delle piante) in agricoltura, il cui successo sarà ovviamente legato alla sostenibilità economica dell’investimento richiesto ai produttori”.

Con SUSGRAPE sarà sperimentato un Sistema di Supporto Decisionale (DSS) nella gestione della vigna da adottare in due diverse zone agricole sul confine italo-sloveno. Il DSS è composto da un sistema di monitoraggio ambientale associato allo sviluppo di due modelli previsionali agronomici integrati in un software.

Offerte di lavoro. L'OIV cerca un gestore di database vitivinicoli. Data di inizio dell'incarico: 1 ottobre 2017

Le mansioni del canditato ideale, sotto l'autorità del direttore generale, si sostanziano nella creazione e implementazione di un database unico su SQL Server con integrazione, raccolta e utilizzo dei dati esistenti. Partecipazione all'analisi statistica e lo svolgimento di altre funzioni connesse e di segreteria eventualmente necessarie.

L'OIV è un'organizzazione intergovernativa che stabilisce le norme scientifiche e tecniche della filiera vitivinicola a livello mondiale. Si occupa inoltre della raccolta, dell'elaborazione e della diffusione di dati statistici e tecnici, in particolare mediante database statistici relativi alle varietà di vite, alle indicazioni geografiche e ai corsi di formazione internazionali.

I database esistenti sono attualmente gestiti in modo indipendente in Excel e Access e vi è consentito l'accesso parziale e statico attraverso il sito web dell'OIV. Il fine è disporre di un database permanente
che in una fase successiva possa essere utilizzato (per ricerche, rapporti, grafici, ecc.) sia internamente sia attraverso il sito web dell'OIV mediante estrazioni che permettono l'esplorazione visiva e ludica di dati configurabili.

Le condizioni di assunzione sono:

1 – Classificazione: categoria III
Statuto del personale dell'OIV (www.oiv.int – L’OIV – Documenti fondamentali);
2 – periodo di prova di 3 mesi;
3 – regime fiscale proprio delle organizzazioni internazionali (esenzione dalle imposte
sulle retribuzioni);
4 – orario di lavoro: settimana di 39 ore;
5 – congedi annuali: 30 giorni lavorativi;
6 – previdenza sociale e copertura sanitaria;
7 – trattamento retributivo lordo mensile tra 2.523 € e 3.013 € (13 mensilità) [pari a uno
stipendio netto annuale non imponibile compreso tra 25.500 € e 30.600 €], in base alle
qualifiche e all'esperienza + regime indennitario specifico (bonus, indennità di trasferta,
buoni pasto, assegni famigliari e altri).

Qualifiche richieste:

1 – Studi superiori scientifici (laurea specialistica o master) con specializzazione o
conoscenze approfondite in informatica e statistica; esperienza di almeno 3 anni;
2 – padronanza degli strumenti informatici specialistici (Excel, Access, SQL,
HTML, PHP, ecc.);
3 – ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due delle lingue ufficiali
dell'Organizzazione: francese, tedesco, inglese, spagnolo e italiano;
4 – essere cittadino di uno Stato membro dell’OIV;
5 – capacità di sintesi e buona capacità analitica e redazionale per l'elaborazione di
rapporti e analisi congiunturali;
6 – la conoscenza del settore vitivinicolo e il possesso di competenze statistiche
settoriali costituiscono un punto a favore;
7 – capacità di gestire il lavoro in funzione delle priorità;
8 – attitudine al lavoro di squadra e alla comunicazione interna ed esterna.

Termine per la presentazione delle domande di assunzione: 31 agosto 2017

Modulo di candidatura

Guide Enogastronomiche. New York Style, Chicago Style, Oceania Style, Asia Style, Nord Europa Style, Giappone Style, Sud America Style, ecco le migliori pizzerie d'oltreoceano

Tappa internazionale per 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata al mondo della pizza, con una classifica stilata in forma anonima da un team di ispettori che si sono basati, oltre che ovviamente sulla qualità delle pizze, anche sul servizio, la carta dei vini e delle birre, la capacità di ricerca e l’arredamento.

Edita da Formamentis, realtà la cui attività è dedicata soprattutto alla formazione professionale nel settore agroalimentare ed enogastronomico, e curata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori del fortunato format LSDM (Le Strade della Mozzarella), e da Luciano Pignataro, giornalista che da anni si dedica alla scoperta delle migliori pizzerie italiane, la guida proprio in questi giorni entra nella fase “calda” del suo countdown che porterà proprio oggi, giovedì 20 luglio, negli splendidi spazi di Castel dell’Ovo a Napoli, a scoprire i primi 50 maestri pizzaioli della penisola.

“Ma la pizza ormai è una sorta di patrimonio comune – hanno spiegato i curatori – e quindi, sin dall’inizio, abbiamo pensato che non potesse mancare, nella nostra guida, una sezione internazionale. Abbiamo dunque coinvolto ispettori di tutti i continenti che ci hanno segnalato quei locali che, nei quattro angoli del mondo, fossero in grado di distinguersi nella proposta di uno tra i prodotti più iconici del panorama gastronomico mondiale”.

E dato che, come dicono i newyorkesi “se non accade a New York, semplicemente non è accaduto”, gli organizzatori hanno scelto proprio la Grande Mela come teatro di questa sfida. Location d’eccezione il ristorante Ribalta di Rosario Procino, un posto di cultura e gastronomia partenopea oltreoceano che porta la firma in cucina dello chef Pasquale Cozzolino. In gara i campioni di 7 differenti stili di pizza per un challenge serrato che ha visto arrivare alla finalissima 5 candidati per ognuna delle categorie previste.

Ecco i vincitori, premiati alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Melara, Direttore di Formamentis:

Migliore Pizzeria New York Style: Di Fara Pizza, Brooklyn, NY;

Migliore Pizzeria Chicago Style: The Art of Pizza, Chicago;

Migliore Pizzeria in Oceania: Rosso Pomodoro, Sidney (Australia);

Migliore Pizzeria in Asia: Fire and Ice Pizzeria, Kolkata (India);

Migliore Pizzeria in Nord Europa: Baest, Copenaghen (Danimarca);

Migliore Pizzeria in Giappone: I Love Pizza, Osaka;

Migliore Pizzeria in Sud America: Bràz Pizzeria, Rio de Janeiro (Brasile).

La giuria ha inoltre voluto assegnare un premio speciale sul tema dell’innovazione e sostenibilità a Matthew Kenney’s Vegan Pizzeria 00+Co di New York.

http://www.50toppizza.com/  -  ispettore@50toppizza.com - FB

Dalla viticoltura alla ristorazione: il territorio casertano celebra le sue eccellenze. Ecco il programma

Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta).

Vite centenaria di Casavevecchia
Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. 

Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).

mercoledì 19 luglio 2017

Gli effetti dei cambiamenti climatici in viticoltura, nel Vigneto Italia, da nord a sud, si guarda già alla vendemmia 2017

11 luglio, inizio invaiatura Pinot Nero
In gran parte d’Italia, si tratti di Chardonnay, Nebbiolo o Sangiovese, è quasi tempo di tirar fuori le presse e organizzare la vendemmia. Toscana, Alto Adige e Trentino, Lombardia, Campania, Puglia, Basilicata: ecco le interviste sull'andamento della stagione 2017.

Si comincia con la Toscana, dove l’assenza di piogge in inverno – primavera ha creato una situazione di grande complessità. Le radici della vite si spingono in profondità e le consentono di soffrire meno di tante altre colture ma comunque lo stress idrico comincia a farsi sentire ed è una delle ragioni che determinerà un raccolto anticipato. Si aggiunga la mitezza della stagione primaverile che ha determinato germogliamento e fioritura precoci. Ma ecco alcuni sintetici commenti dalla Toscana, tutti accomunati dal tema della siccità e della gelata di metà aprile, si tratti delle zone interne o della fascia costiera.

Marco Fizialetti, responsabile vendite di Castello di Querceto, Greve in Chianti: Annata difficile la 2017, prima la gelata di metà aprile che fortunatamente non ha interessato i nostri appezzamenti più significativi data la loro altitudine. E poi la carenza di precipitazioni: la situazione al momento non è critica, le piante non sono in sofferenza ed il loro sviluppo vegetativo ci fa pensare ad una vendemmia anticipata di circa due settimane. Certo non dovesse piovere da qui a settembre potremmo entrare in una fase complicata.

Alessandro Campatelli, direttore ed enologo di Riecine, Gaiole in Chianti: Annata di impegnativa gestione della vigna, per supportarla sono state fondamentali le lavorazioni primaverili e il non ricorrere a pratiche come la sfogliatura e la cimatura che avrebbero tolto copertura ed energia alle piante. Finalmente nella prima settimana di luglio una pioggia intensa ha ridato vitalità e spinta alle viti.

Giulio Carmassi, responsabile tecnico di Gagliole, Castellina in Chianti: Fa parte del dna della vite e del sangiovese in particolare sopportare livelli di stress idrico elevati ma quest’anno siamo pressoché al limite, con un 50% in meno di piovosità nei primi sei mesi dell’anno rispetto ai valori di quello precedente. L’invaiatura sta iniziando con 15 giorni circa di anticipo e in questa fase sarebbe essenziale per la vigna contare su un apporto idrico per sintetizzare gli antociani e iniziare i processi di maturazione. Che dire? Auguriamoci che piova!

Paola De Blasi, responsabile di produzione a I Veroni, Rufina: In una situazione come l’attuale è stata davvero preziosa l’attenta gestione del verde con costanti cimature e la sfemminellatura manuale, che ha permesso di portare avanti solo le foglie primarie e destinare solo a loro le risorse idriche. Ad oggi la stagione sembra molto avanti ma i giochi sono tutti da farsi ed è difficile prevedere se la vendemmia rispetterà i suoi tempi, per ora possiamo solo sperare che i bellissimi e numerosi grappoli che riempiono le nostre vigne trovino le riserve idriche necessarie per invaiatura e maturazione fenolica.

Fabrizio Lazzeri, tecnico di Tenute Silvio Nardi, Montalcino: Nonostante siccità e afa la maggior parte delle nostre vigne stanno reagendo bene perché insistono su terreni profondi, provvisti di buone riserve idriche. La maturazione è in anticipo, i vinaccioli sono già in fase di indurimento  ed il diradamento dei grappoli in atto. I grappoli sono piccoli e ben formati, con acinellatura nella norma, peso contenuto, buona buccia e consistenza. Presumibilmente l’anticipo sarà di circa 10/15 giorni.

Simone Mariotti agronomo di Tenuta di Trinoro, Val d’Orcia: L’innalzamento delle temperature oltre le medie del periodo si è svolto gradualmente e ha consentito alle piante di adeguarsi a questo regime anche se non si possono negare le avvisaglie di qualche sofferenza. Oggi possiamo ipotizzare una decina di giorni di anticipo rispetto al consueto ma i giochi sono ancora tutti da fare.

Stefano Di Blasi, enologo consulente di Campo alle Comete, Bolgheri: La stagione 2017 sarà ricordata come una delle più asciutte degli ultimi anni, fortunatamente i nostri vigneti sono impiantati su terreni profondi e le radici possono spingersi verso il basso alla ricerca dell’acqua. Quanto alle temperature non sono state molto più alte della media grazie alla costante ventilazione garantita dalla prossimità del mare. Anticipo di raccolta? Non posso dirlo, sarà il prossimo mese e mezzo a decidere i giochi.

Al nord la situazione è diversa, in Alto Adige ad esempio a inizio luglio varie precipitazioni hanno assicurato ai terreni un buon apporto idrico. Dice il duo Gerhard Sanin e Andrea Moser, rispettivamente agronomo ed enologo di Cantina Kaltern:  La vigoria generale delle viti va da moderata a normale, sicuramente un buon segno dal punto di vista qualitativo. I tralci hanno già cominciato il loro processo di lignificazione e maturazione, la pianta quindi si sta fin d´ora concentrando sull´accumulo di sostanze negli acini, tant’è che a inizio luglio si sono già avvistati nei vigneti più precoci di Pinot nero i primi segni di invaiatura. Tutte le carte sono in regola per un’ottima vendemmia ma solo quando l’ultimo grappolo sarà in cantina potremo affermarlo in modo certo.

Per il Trentino parla Anselmo Guerrieri Gonzaga di San Leonardo: Il problema siccità non ha interessato le nostre vigne, l'uva è molto bella e perfettamente sana, anche grazie alla conduzione biologica che si sta rivelando preziosa nello sconfiggere la peronospera, molto insidiosa quest’anno nella nostra regione.

Aggiunge Matteo Moser, enologo di Moser Trento: Le abbondanti precipitazioni di fine giugno, inizio luglio unite ad un importante calo delle temperature  hanno da un lato attenuato i problemi di siccità e dall’altro ritardato la maturazione dell’uva. Al momento la vendemmia 2017 per il Trentino si prospetta molto buona, con corretto equilibrio qualitativo e quantitativo, di poco anticipata rispetto alla media.

Lombardia: dalla Franciacorta Giulio Barzanò afferma che a Mosnel Dopo le piogge degli ultimi giorni le riserve idriche sono buone, si prevede la vendemmia attorno a ferragosto per le vigne che non sono state colpite dalla gelata di metà aprile. Dovremo invece attendere l’inizio di settembre per quelle danneggiate e che hanno dovuto ricacciare una seconda gemma, dalla quale deriverà una sia pur contenuta produttività.

Della situazione in Oltrepò ne parla Ottavia di Vistarino, Conte Vistarino: Le dimensioni della proprietà, con 200 ettari vitati su un totale di 800, ci consentono di poter contare su situazioni molto diverse e di individuare appezzamenti che per la loro conformazione reagiscono meglio anche in annate non semplici come la 2017. Ad oggi è in corso l'invaiatura con un anticipo di circa 10 giorni rispetto alla media stagionale. Nel nostro caso non si può parlare al momento di stress idrico ma non guasterebbe qualche giorno di pioggia per garantire le giuste riserve di nutrimento e avere un’equilibrata maturazione dell’uva.

E infine il sud Italia, dove sono altri gli scenari ad iniziare dalla Campania. Dice Pierpaolo Sirch, agronomo e Ceo di Feudi di San Gregorio: Per quanto riguarda l’Irpinia difficile parlare di anticipi, è troppo presto per varietà che si inizieranno a raccogliere a ottobre. Al momento l’escursione termica tra giorno e notte è molto accentuata, i pochi millimetri di pioggia caduti di recente assieme alle contenute temperature notturne (15-20 gradi) hanno portato un po' di refrigerio in vigna. Ma Feudi può parlare anche di Puglia, con le sue due aziende di Cefalicchio nelle Murge e Ognissole nel Tarantino. Nonostante i nostri vigneti siano assistiti dall'irrigazione – prosegue Sirch - certamente la mancanza di precipitazioni si fa sentire e le temperature elevate stanno rallentando le funzioni delle piante. Si notano i primi segnali d'invaiatura ma al momento non ci sembra si possa parlare di anticipi rilevanti.

E poi la Basilicata con il Vulture, Basilisco e Viviana Malafarina: Annata veramente anomala per il nostro territorio, poca neve e pochissima pioggia ad eccezione di un paio di precipitazioni ad aprile e giugno, la seconda anche importante. Ma la peculiarità del Vulture è avere terreni vulcanici che negli strati tra ceneri e basalto custodiscono sacche di umidità, preziose nei periodi più siccitosi. Sui tempi di maturazione siamo in linea con gli standard e ci attendiamo per metà agosto l’invaiatura del nostro Aglianico.

Alla fine, il filo conduttore di tutte le interviste è stata la considerazione che è inutile sbilanciarsi, nelle annate difficili come in quelle da manuale, fin quando l’uva non è in cantina. E a volte è ancora troppo presto!

Formazione. Sommelier con AIS Veneto: mettersi sotto esame per poter rispondere delle aspettative

L’Associazione Sommelier regionale ha realizzato un sondaggio tra i corsisti degli ultimi 12 mesi per valutarne il livello di soddisfazione. Un ulteriore passo avanti per migliorare il dialogo con il grande pubblico e con i tanti aspiranti sommelier. Il calendario dei corsi città per città.

Valutare sé stessi prima di valutare gli altri. Sembra essere questo il concetto di partenza di AIS Veneto, associazione dei sommelier della regione che ha deciso di realizzare una vera e propria indagine tra i corsisti.

“Nel corso dell’ultimo anno è stato realizzato un sondaggio a campione su diversi livelli che ha coinvolto più di un migliaio di corsisti – spiega Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – perché volevamo capire più chiaramente quale fosse il profilo dell’aspirante sommelier veneto ma anche se la nostra formazione rispondesse alle aspettative e quale fosse il livello di soddisfazione dei partecipanti. E i risultati sono stati decisamente interessanti…”.

Parlando di età, infatti, il sommelier è giovane, dato che il 53% dei partecipanti risulta essere tra i 18 e i 35 anni, il 41% tra i 36 e 55 anni ed il restante 6% un over 55. Quasi colmato invece il divario donne-uomini: il 42% dei corsisti è rappresentato dal gentile sesso, il 58% da uomini. Ancor più interessante illivello di scolarizzazione, con il 41% di laureati, il 53% di diplomati e solo il 6% con una licenza di scuola media inferiore.

Significativa la motivazione che spinge ad iscriversi ad un corso AIS: se il 20% decide di farlo per qualificare ulteriormente le proprie competenze lavorative, più del 53% dei corsisti dichiara di essersi iscritto per seguire la propria passione per il mondo del vino.

Le maggiori sorprese sono però arrivate dalle risposte sulla valutazione della formazione: “Eravamo pronti a qualche tirata d’orecchie, lo ammetto –prosegue Aldegheri – ed effettivamente qualche critica costruttiva ci ha dato grandi spunti di riflessione. Verificare però, nero su bianco, che oltre il 92% dei corsisti giudica la nostra formazione di livello buono e addirittura ottimo è stata una bella soddisfazione, che ci fa capire quanto sia importante il confronto diretto con il pubblico per offrire un servizio sempre più personalizzato e all’altezza del mercato”.

In questo percorso si inserisce anche la collaborazione con la finanziaria Consel/Banca Sella, attivata già da gennaio 2017, che per la prima volta ha reso possibile dilazionare il pagamento del costo d'iscrizione in più rate

Un’opportunità in più che l’associazione veneta, tra le prime in Italia, ha voluto avviare per rispondere alle tante richieste arrivate da aspiranti sommelier“Questo servizio aggiuntivo – conclude Aldegheri - ci ha consentito di aprire il mondo della sommellerie a quante più persone possibile, con un occhio di riguardo per i più giovani. Un servizio fondamentale per un pubblico come il nostro, che rappresenta un target piuttosto giovane ed evoluto, che non ha alcuna difficoltà ad utilizzare un tablet o uno smartphone, anche per realizzare i propri sogni. Questa opzione è solo la logica conseguenza di un percorso evolutivo con tante novità che abbiamo realizzato negli ultimi anni, come i sistemi di registrazione e di pagamento on-line in tutte le iniziative targate AIS Veneto, attraverso l’accesso del nostro portale”.

Ed accedere al finanziamento è davvero semplice: non appena raggiunto il numero minimo di allievi previsto, gli utenti registrati riceveranno la comunicazione di avvio del corso unitamente a tutte le modalità di pagamento, compreso il link attraverso cui richiedere l'attivazione del finanziamento. E per tutti coloro che si iscriveranno al primo livello sarà possibile beneficiare anche quest’anno della promozione ad Interessi Zero.

Un modo nuovo e veloce per avvicinarsi al mondo del vino da protagonisti. Il percorso didattico per diventare sommelier è infatti alla portata di tutti, grazie ad un programma di studio sviluppato su tre livelli che permette di accedere al settore enologico cogliendone il profilo tecnico, culturale e professionale.

Il calendario dei corsi che verranno attivati da AIS Veneto, città per città.

BELLUNO: A Belluno si terrà un corso di 2° livello, che si svolgerà dal 26 settembre al ristorante De Gusto Dolomiti di Belluno.

PADOVA: Nella provincia di Padova si terranno corsi di tutti i livelli.

Due quelli di 1° livello: dal 18 settembre, tutti i lunedì, presso il Ristorante al Tezzon di Camposampiero (PD); dal 19 settembre, tutti i martedì, all’Hotel Galileo di Padova;

Tre i corsi di 2° livello: da sabato 9 settembre all’Hotel Galileo di Padova inizierà il corso mattutino (9.30 – 12.00); da lunedì 11 settembre presso SB Hotel di Padova e dal 18 settembre al Ristorante La Bulesca di Selvazzano Dentro (PD) si svolgeranno invece i consueti corsi serali.

Infine si terrà 1 corso di 3° livello che comincerà l’11 settembre presso l’Hotel Galileo di Padova.

ROVIGO: La delegazione di Rovigo organizza un corso di 1° ed uno di 3° livello.

Il 1° livello inizierà il 20 settembre presso Hotel Villa Regina Margherita di Rovigo (RO) e si terrà tutti i mercoledì.

Il 3 ottobre prenderà invece il via il corso di 3° livello, che avrà luogo tutti i martedì, presso Al Ponte di Luisia (RO).

TREVISO: La delegazione trevigiana avvierà sei corsi di diversi livelli.

Due i corsi di 1° livello: tutti i lunedì, a partire dal 2 ottobre, si terrà il corso a Vittorio Veneto (TV), presso Ipssar Beltrame. Da Lunedì 9 ottobre si svolgerà invece la formazione presso l’Hotel Maggior Consiglio di Treviso

Tre i corsi di 2° livello: a Oderzo (TV) il corso si svolgerà presso il PrimHotel, da lunedì 25 settembre. Lunedì 2 ottobre prenderà invece il via a Valdobbiadene il ciclo di lezioni che si terranno all’Hotel Diana.

Infine martedì 3 ottobre comincerà il corso all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso.

Infine il 3° livello inizierà il 25 e si svolgerà tutti i lunedì sempre all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso.

VENEZIA: Nella provincia di Venezia prenderanno il via cinque corsi di vari livelli.

Saranno due i corsi di 1° livello: inizieranno Lunedì 25 settembre presso Hotel Base di Noventa di Piave (VE) e martedì 26 settembre presso Novotel di Mestre (VE).

Due anche i corsi di 2° livello, che prenderanno il via entrambi martedì 27 settembre nelle diverse sedi del Novotel di Mestre (VE) e Hotel Amadeus di Venezia.

Infine, lunedì 2 ottobre, comincerà il corso di 3° livello a Mestre (VE) nella sede del Novotel.

VERONA: La delegazione veronese attiverà sei diversi corsi su più livelli.

1° livello: Dal 20 settembre presso l’Hotel Borghetti di Verona e dal 2 ottobre all’Hotel Expo Verona di Villafranca di Verona.

I corsi di 2° livello saranno 2 e si terranno a partire dal 20 settembre alla Tenuta San Martino di Legnano (VR) e dal 25 settembre al CTC Hotel di SanGiovanni Lupatoto (VR).

Due anche i corsi di 3° livello: il 26 settembre partiranno le lezioni al CTC Hotel di San Giovanni Lupatoto (VR), il 4 ottobre quelle che si svolgeranno alla Novatek di Bosco Chiesanuova (VR).

VICENZA: Per concludere, la delegazione AIS Vicenza attiverà quattro corsi sui tre livelli.

Il 1° livello prenderà il via lunedì 18 settembre nella sede dell'Istituto San Gaetano di Vicenza.

Due i corsi di 2° livello che partiranno il 18 settembre all’hotel Cà Sette di Bassano del Grappa (VI) e il 19 settembre all’Istituto San Gaetano di Vicenza. Il corso di 3° livello si svolgerà tutti i mercoledì, a partire dal 13 settembre, sempre presso l'Istituto San Gaetano di Vicenza.

Per informazioni, dettagli sul calendario, costi ed iscrizioni: www.aisveneto.it

lunedì 17 luglio 2017

Viticoltura sostenibile e tutela del paesaggio, il Consorzio Vini Collio punta ancora sul territorio

Due giorni di formazione per una viticoltura attenta all’ambiente. La tutela del paesaggio, obiettivo di ogni attività del Consorzio. Focus su ruscellamento e deriva.


 Il  Consorzio scende di nuovo in campo a favore del suo territorio, organizzando due giornate di corsi teorico-pratici per formare i viticoltori a contrastare l’inquinamento e promuovere una viticotura sostenibile. 


Nelle giornate del 19 e 20 luglio 2017, il Consorzio Collio, assieme al Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DiSAFA) dell’Università di Torino e ad Agrofarma, organizza corsi di formazione e dimostrazione volti a sensibilizzare un uso corretto degli agrofarmaci.

L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto TOPPS, si terrà presso l’azienda Venica & Venica a Dolegna del Collio, localita Cerò 8.

Il tema della prima giornata sarà la riduzione del rischio di ruscellamento da agrofarmaci che approfondirà i concetti di bacino idrografico, diagnosi di bacino e di campo e il livello di rischio. L’obiettivo sarà individuare le best practices da adottare per prevenire il rischio di ruscellamento. L’attività si concluderà con una visita in campo.

La giornata di giovedì sarà invece focalizzata sulla riduzione del rischio di deriva e inquinamento puntiforme da agrofarmaci. Dopo una prima fase teorica che esaminerà, tra gli altri, il concetto di deriva, la definizione delle aree di rispetto e le linee guida da seguire, seguiranno esercitazioni pratiche presso il centro aziendale per analizzare le soluzione tecniche che possono ridurre la deriva e l’inquinamento puntiforme.

A coronamento dei due giorni di formazione seguirà la manifestazione dimostrativa “Collio in campo: tecnologie innovative per una distribuzione sostenibile dei prodotti fitosanitari nel vigneto” che si terrà sempre presso l’azienda Venica & Venica a partire dalle 16:45. Durante la manifestazione saranno presentate le attrezzature esposte e saranno effettuate prove dimostrative in vigneto.

venerdì 14 luglio 2017

INCENDI: COLDIRETTI: A FUOCO 2500 ETTARI TRA PASCOLI, VIGNETI E ULIVETI AL VIA PRIMA TASK FORCE DEGLI “AGRICOLTORI RANGER”

Non solo boschi, ma anche animali allevati e almeno 2500 ettari di terreno a pascolo, vigneti e uliveti andati a fuoco nell’ultimo mese concentrati soprattutto in Sicilia, ma sparsi lungo tutta la Penisola. 

E’ quanto stima la Coldiretti che di fronte alla devastante ondata di incendi che mette a rischio, l’ambiente, l’economia il lavoro il turismo e purtroppo anche le vite umane ha immediatamente promosso l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, prevenzione e valorizzazione dei boschi. 

La prima rete nazionale degli agriturismi a tutela dei boschi italiani fondata sull’azione di monitoraggio di “agricoltori ranger” diffusi capillarmente in tutte le aree agricole italiane, decisa dall’Assemblea di Terranostra sarà impegnata nella prevenzione degli incendi con la segnalazione alle autorità responsabili delle emergenze. Una azione di difesa dei campi coltivati e dei 12 miliardi di alberi presenti nei boschi italiani che coprono ormai 1/3 della superficie nazionale.

 “Nella lotta agli incendi è determinante la tempestività di intervento ed è importante creare una rete diffusa di sorveglianza grazie alla presenza capillare degli agricoltori” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “le imprese agricole sono disponibili ad impegnarsi nelle attività di manutenzione, gestione, prevenzione e sorveglianza d di boschi e foreste nei confronti degli incendi. Occorre cogliere - sottolinea Moncalvo - le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale”.

L’emergenza è drammatica anche perché nel primo semestre del 2017 in Italia sono caduti appena 251 millimetri di pioggia, ben il 30% in meno rispetto alla media di riferimento che hanno causato una storica siccità e creato le condizioni per la siccità e il diffondersi degli incendi provocati spesso da atti criminali. Gli incendi provocano danni incalcolabili dal punto di vista economico e ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del paese e concorrono ad assorbire l'anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici.

Ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi, e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

Solo il sostegno al lavoro nei boschi può, effettivamente, rappresentare la condizione per una manutenzione ordinata a disinnescare fenomeni spesso dolosi di incendi e attivare reti di volontariato in grado di supportare l’attività degli organi preposti all’attività di spegnimento, nell’evidenziare la necessità di dare attuazione immediata all’articolo 70 della delega ambientale che prevede che siano in ogni caso remunerati i seguenti servizi: fissazione del carbonio delle foreste a dell’arboricoltura da legno di proprietà demaniale, collettiva e privata; regimazione delle acque nei bacini montani; salvaguardia della biodiversità delle prestazioni ecosistemiche e delle qualità paesaggistiche; utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per produzioni energetiche.

DONNE DEL VINO: «I VITIGNI AUTOCTONI RARI SONO UN’OPPORTUNITÀ DI BUSINESS»

LO DICONO LE PRODUTTRICI DAL FESTIVAL COLLISIONI DI BAROLO DOVE SONO IMPEGNATE NELLE DEGUSTAZIONI INTERNAZIONALI CURATE DAL GIORNALISTA IAN D’AGATA.


I vitigni autoctoni rari non sono solo delle “curiosità turistiche” da assaggiare visitando i territori del vino: possono diventare un progetto economico che caratterizza le aziende più piccole.


Da Collisioni 2017, Barolo, inizia una nuova sfida delle Donne del Vino italiane: «I vitigni autoctoni rari sono un patrimonio eccezionale di oltre 800 varietà – dice la presidente Donatella Cinelli Colombini - interessano gli stranieri in quanto espressione più autentica della territorialità e sono sempre più presenti nelle carte dell’alta ristorazione. Crediamo possano diventare un’opportunità di business per numerose cantine italiane guidate da donne».

Da sempre, le donne sono custodi di questo tesoro inestimabile e silenzioso: tutte le cantine italiane guidate da donne hanno almeno una vigna in cui viene coltivata un’uva autoctona, spesso molto rara. Molte varietà ancora non si conoscono bene, altre sono addirittura a rischio di estinzione. Da sempre le Donne del Vino sono consapevoli di questa ricchezza che viene dalla terra e quest’anno al Festival Collisioni di Barolo, nelle Langhe, la hanno raccontata a 30 esperti provenienti da tutto il mondo.

Da Singapore, Corea, Stati Uniti, Australia, Dubai, Canada, Russia, sono giornalisti, sommelier, ristoratori e wine educator arrivati in Langa per il Progetto Vino, iniziativa collegata al festival musicale e orchestrata dal giornalista Ian D’Agata, uno dei massimi esperti al mondo di vitigni autoctoni. È autore di “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year. Senior editor Vinous, è anche il direttore scientifico Vinitaly International Academy.

«Scelte coraggiose, di investimento a lungo termine, che vogliamo raccontare al mondo – ricorda la presidente - abbiamo cominciato durante l’ultimo Vinitaly con una delle più grandi degustazioni mai fatte davanti a un pubblico di cento esperti internazionali. Ora a Collisioni sempre affiancate da Ian D’Agata: in lui le Donne del vino hanno trovato un grande alleato, capace di incoraggiarle e di comunicare il loro importante lavoro di salvaguardia del patrimonio ampelografico italiano».

E le Donne del Vino sembrano aver convinto gli esperti di Collisioni: «Avete scelto la direzione giusta – è opinione unanime - siamo interessati ai vostri vitigni autoctoni e rari, vogliamo conoscere le storie che nascondono, vogliamo berli. Comunicate come dobbiamo berli, con quali cibi si abbinano meglio».

Ecco i vitigni autoctoni e le donne del vino che hanno partecipato alla degustazione di Collisioni:

PIEMONTE

Giulia Alleva

Vitigni: Grignolino e Freisa

Tenuta Santa Caterina – Grazzano Badoglio (Asti)

http://www.tenuta-santa-caterina.it

Elena Bonelli

Vitigni: Nascetta e Barolo

Ettore Germano – Serralunga D’Alba (CN)

http://www.ettoregermano.com

Mariuccia Borio

Vitigni: Uvalino e Moscato d’Asti

Cascina Castlet – Costiglione D’Asti (AT)

http://www.cascinacastlet.com

Silvia Castagnero

Vitigni: Grignolino e Barbera

Silvia Castagnero – Agliano Terme (AT)

http://www.cascinacastlet.com

Cinzia Travaglini

Vitigni: Nebbiolo

Giancarlo Travaglini – Gattinara (VC)

http://www.travaglinigattinara.it

LOMBARDIA

Giovanna Prandini

Vitigni: Turbiana

Perla del Garda - Lonato del Garda (BS)

http://www.perladelgarda.it

VENETO

Noemi Pizzighella

Vitigni: Corvina, Rondinella, Corvinone

Le Guaite di Noemi – Mezzane di Sotto (VR)

http://www.leguaite.it

FRIULI VENEZIA GIULIA

Annalisa Zorzettig

Vitigni: Pignolo e Tocai Friulano

Zorzettig – Cividale del Friuli (UD)

http://www.zorzettigvini.it

EMILIA ROMAGNA

Silvia Mandini

Vitigni: Ortrugo e Malvasia di Candia aromatica

Mossi 1558 – Ziano Piacentino (PC)

http://www.mossi1558.com/it/

TOSCANA

Donatella Cinelli Colombini

Vitigni: Sangiovese e Foglia tonda

Donatella Cinelli Colombini – Montalcino (SI)

http://www.cinellicolombini.it/it/

Antonella Manuli

Vitigni: Procanico

La Maliosa – Manciano (GR)

http://fattorialamaliosa.it

MARCHE

Angiolina Velenosi

Vitigni: Pecorino e Montepulciano

Velenosi – Ascoli Piceno (AP)

http://www.velenosivini.com

LAZIO

Marina Perinelli

Vitigni: Olivella e Cesanese d’Affile

Casale della Ioria – Acuto (FR)

http://www.casaledellaioria.com

CAMPANIA

Lucia Ferrara

Vitigni: Pallagrella Bianco e Casavecchia

Sclavia – Liberi (CE)

http://www.sclavia.com

Info: www.ledonnedelvino.it 

VERTICE SUI BALCANI OCCIDENTALI. A TRIESTE PROTAGONISTI I VINI SIMBOLO DEL COLLIO

Ribolla e Collio bianco, questi i vini che, dopo un’attenta selezione, sono stati scelti dal cerimoniale di Palazzo Chigi, in collaborazione con l’Enoteca di Cormons, la Cantina Produttori e l’azienda Edi Keber. 


Vini del Collio per la cena dei Capi di Stato e dei Ministri di tredici Paesi europei (Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia) che ha concluso il IV Vertice dei Balcani Occidentali. 


Si è svolto il 12 luglio 2017 a Trieste il IV Vertice dei Balcani Occidentali, strutturato in tre sessioni di lavoro politiche (Capi di Stato e/o di Governo, Ministri degli Affari Esteri, Ministri dello Sviluppo Economico), in una sessione plenaria e in alcuni side events, il vertice ha dato particolare rilievo ai temi economici con un focus su ampliamento della rete infrastrutturale balcanica e collegamento con quella europea, energia, crescita delle Piccole e Medie Imprese, innovazione e  sviluppo,  mercato comune.

Il summit nel capoluogo giuliano ha seguito quello dello scorso anno tenutosi a Parigi, ed ha previsto la partecipazione dei rappresentanti di sei Paesi balcanici - Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedona, Albania - e degli Stati membri dell'Ue, tra cui l'Italia, dell'Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, e le grandi istituzioni finanziarie internazionali come la Berd e la Bei.

In sostanza è di futuro che si è parlato. Prospettive per il futuro di una delle regioni più complesse del mondo per storia, composizione culturale e tradizioni. Comprendere i Balcani infatti, significa comprendere il pensiero delle popolazioni che vi abitano, onde valutare in modo corretto i simboli, le date, gli usi, i costumi, le nostalgie e le ambizioni di questi popoli. Una crescita economica sostenibile costituisce la base per un futuro prosperoso nella regione e per raggiungere questo obiettivo è necessario incrementare la connettività e le opportunità di approfondimento dell’integrazione economica.

Già a pranzo i partecipanti all’incontro internazionale sono stati accolti con la Ribolla gialla brut, spumante metodo Charmat, e con la Ribolla gialla ferma Doc Collio della Cantina Produttori, entrambi vini perfetti come aperitivo. Da poco entrata nel Consorzio Vini Collio, la Cantina Produttori Cormons è ormai leader nella produzione di Ribolla spumantizzata, valida alternativa al solito Prosecco, con ben 500 mila bottiglie annue, di differenti formati.

Una varietà tipica delle colline friulane e goriziane, diffusa anche nella vicina Slovenia, la Ribolla è il vino simbolo dell’incontro tra popoli del centro Europa. Nel medioevo era oggetto di omaggi ai potenti, dai Patriarchi agli imperatori. È anche la componente del Collio bianco di Edi e Kristian Keber, storico uvaggio di (Tocai) Friulano, Ribolla e Malvasia, la stessa tipologia di vino che fu offerto ai sovrani italiani per la loro prima visita a Gorizia, nel 1922.

Con il parallelo incontro trilaterale Gentiloni-Merkel-Macron, Trieste si è rivelata una prestigiosa vetrina per tutto il Collio che punta alla Docg e che si candida ad entrare nella tentative list dell’Unesco, per diventare patrimonio dell’umanità.

La Cantina Produttori Cormons ha, peraltro, una lunga tradizione di legami internazionali, da quando nel 1985 ci fu la prima vendemmia del Vino della Pace, inviato annualmente ad ogni Capo di Stato del mondo, con etichette realizzate da artisti di tutto il pianeta. La prima giornata del “Western Balkans Summit”, l’11 luglio, si era conclusa con un cocktail di benvenuto in Prefettura, a base di bollicine della Cantina Produttori e polipo, con ospite il ministro agli Esteri Angelino Alfano.

Colline di Conegliano e Valdobbiadene. Ruolo dell'Unesco per la tutela di un paesaggio sostenibile

Dopo il grande successo del primo appuntamento, Insieme per l'Unesco torna a parlare della grande opportunità che la Candidatura a Patrimonio dell'Umanità rappresenta per le Colline di Conegliano e Valdobbiadene. 


L'evento, organizzato da Regione del Veneto in collaborazione con ATS, è previsto il 19 luglio all'auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, alle ore 20.30. Questa volta il focus sarà il Ruolo dell'Unesco per la tutela di un paesaggio sostenibile. 


L’appuntamento è aperto alla cittadinanza, agli imprenditori, a operatori e amministratori dei Comuni del territorio. Il programma prenderà il via con i saluti di Innocente Nardi, presidente ATS “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” di Regione del Veneto. Amerigo Restucci, responsabile Comitato Scientifico del sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” introdurrà i lavori che inizieranno con la relazione tecnica di Leopoldo Saccon, coordinatore in loco del Dossier candidatura.

Interverranno Sandro Cinquetti, direttore Dipartimento di Prevenzione presso ULSS 7 "Fitofarmaci e salute" e Diego Tomasi, direttore CREA-VE Conegliano "Quale paesaggio per la DOCG Prosecco Patrimonio UNESCO?". A moderare la giornalista Elisabetta Gavaz..

L'invito all'evento è inoltre disponibile qui, e alla pagina Facebook della candidatura.

Maggiori informazioni sulla candidatura, e il dossier sfogliabile e scaricabile, sono a disposizione nel sito dedicato www.collineconeglianovaldobbiadene.it.

VALORIZZAZIONE E RICONOSCIBILITA’ DEL TERRITORIO MAREMMANO ATTRAVERSO IL VINO: OBIETTIVO PRIMARIO DEL CONSORZIO TUTELA VINI DELLA MAREMMA TOSCANA

A tre anni dalla sua fondazione, nel 2014, il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana è in continuo sviluppo con nuove idee per rafforzare la conoscenza della Maremma partendo dal suo prodotto principe, il vino. 


Fondamentali sono stati l’adesione al piano di sviluppo biennale di promozione e comunicazione della Regione Toscana e l’accesso a co-finanziamenti europei a cui ha preso parte questa realtà giovane, dinamica e con un grande potenziale di crescita, ottenendo ottimi risultati a livello nazionale e internazionale.


Ne sono un esempio gli eventi oltreconfine a cui ha partecipato il Consorzio nei mesi scorsi, come Wein Kultur a Vienna (Austria) seguito da Prowein in Germania e poi gli appuntamenti italiani come le Anteprime Toscane e il Vinitaly, grandi momenti di scambio accanto ad iniziative organizzate sul territorio come la kermesse enoica appena conclusa, Maremmachevini, che ha ospitato pubblico italiano e straniero. L’utilizzo meticoloso delle risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana e dall’Unione Europea ha favorito la partecipazione a manifestazioni di questo calibro che hanno il pregio di promuovere la scoperta di un territorio ancora poco conosciuto, ma ricco di storia che caratterizza questa zona vitivinicola.

La grande diversità del terroir permette infatti di offrire, come non succede in altre zone toscane, un’ampia scelta di vini, grazie sia all’apporto di una notevole biodiversità nelle varietà coltivate – dalle internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot, alle tradizionali Ciliegiolo, Alicante, Vermentino, Sangiovese, Ansonica – sia alla grande varietà delle condizioni pedoclimatiche che contraddistinguono un territorio così vasto come quello della provincia di Grosseto. Il risultato è un’offerta più “equilibrata” di vini – non esclusivamente basata sul vitigno Sangiovese come accade in buona parte delle altre aree toscane – in grado di soddisfare palati ed esigenze diverse, dai bianchi freschi della costa a base perlopiù di Vermentino - la tipologia di bianco della DOC più imbottigliata e più richiesta sul mercato – a quelli più strutturati delle aree interne a ridosso delle Colline Metallifere e del territorio del Tufo, ai rosati sempre più oggetto di interesse da parte del mercato, ottenuti con l’utilizzo di Sangiovese, Syrah, Ciliegiolo, Alicante, Merlot fino all’Aleatico, per finire con i rossi ottenuti dall’impiego in purezza o in blend di varietà autoctone e/o internazionali, dal Sangiovese al Cabernet Sauvignon e Merlot, dal Ciliegiolo e Alicante al Syrah, Cabernet franc e Petit Verdot, per citare ovviamente i più diffusi.

Ma un altro punto di forza di questo territorio e della Denominazione che meglio esprime le sue varie sfumature e complessità, ovvero Maremma Toscana, è rappresentato dal concetto di sostenibilità associato ai vini provenienti da queste terre. Sono pochi, infatti, i territori viticoli – e, più genericamente, rurali - che possono vantare un’associazione quasi naturale col concetto di sostenibilità come la Maremma e i suoi vini sono in grado di fare, suscitando nel consumatore sempre più interesse. E sono molte le aziende maremmane che producono i propri vini nel rispetto assoluto per il territorio secondo un approccio sostenibile, tanto che il Consorzio si è fatto promotore di progetti che tendono proprio a valorizzare tali aspetti, facendosi agente comunicatore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le caratteristiche naturali della zona, con l’obiettivo di proporre al mercato un territorio e una Denominazione che non si caratterizzi soltanto per la qualità dei suoi vini ma che esprima attenzione e rispetto per il luogo di origine.

Il vino resta perciò il motore trainante che grazie alle operazioni realizzate dal Consorzio mira ad ottenere effetti positivi su tutta la filiera produttiva agro-alimentare, ma anche turistica e culturale. Si muove in questa direzione anche il sodalizio di successo tra i tre Consorzi della zona: Doc Maremma Toscana – Montecucco – Morellino di Scansano, che è stato fondamentale in diverse occasioni per offrire una rappresentanza sostanziosa delle aziende vitivinicole della zona, dando un’immagine coesa e compatta al fine di promuovere le proprie eccellenze.

“È nostro compito garantire un’offerta promozionale efficace agli associati e proporre nuovi spunti ai produttori e viticultori che mostrano interesse per la nostra realtà”, afferma il Presidente del Consorzio, Edoardo Donato, e conclude: “Il nostro progetto è in continuo divenire e ha lo scopo primario di aiutare la nostra terra, la Maremma, a varcare i confini locali”.

L’impegno del Consorzio nelle attività di promozione della Denominazione Maremma Toscana e del territorio stanno portando non solo ad un incremento dei dati riferiti alle rivendicazioni e alla commercializzazione dei prodotti della DOC, con una visibilità sempre più crescente sul mercato, ma anche ad una crescita continua degli associati, a testimonianza della bontà del lavoro impostato dal Consorzio e delle azioni promozionali messe in atto.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Ad oggi il Consorzio conta 262 aziende associate, di cui 186 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 75 aziende “verticali” - che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno.