lunedì 25 settembre 2017

Vino&Ricerca. Difesa della vite, miglioramento genetico, viti resistenti, FEM torna nel palinsesto RAI

Oggi a Geo la ricerca FEM per difendere la vite con le vibrazioni. Domani a Memex focus su miglioramento genetico e viti resistenti.

La Fondazione Edmund Mach torna a Geo, il programma di natura e scienza di Rai Tre, condotto da Sveva Sagramola. Oggi, alle 17.30, circa, nell'ambito dell'approfondimento curato dal naturalista Emanuele Biggi, il ricercatore Valerio Mazzoni, parlerà di biotremologia, la nuova scienza di cui FEM si pone all'avanguardia a livello internazionale che studia la comunicazione vibrazionale degli insetti con l’obiettivo di abbattere la riproduzione e ridurre le popolazioni senza l’uso di sostanze chimiche.

Sempre sul tema della viticoltura la Fondazione Mach sarà presente domani 26 settembre, alle 21.31 a Memex - I luoghi della scienza su Rai Scuola (canale 146 DT) con Marco Stefanini sul tema miglioramento genetico e viti resistenti, mentre la scorsa settimana Michele Perazzolli ha parlato dei meccanismi di difesa della vite a “I Signori del Vino” di Rai Due.

In merito all'intervento di oggi a Geo, Valerio Mazzoni spiegherà che alcuni insetti comunicano con feromoni e suoni, altri comunicano per mezzo di vibrazioni, ossia di segnali microscopici impercettibili ai sensi umani. Attraverso l’uso di strumentazioni laser, in camere insonorizzate, è possibile registrare e decifrare il linguaggio di questi insetti con cui poi redigere un vero e proprio dizionario. Una volta identificate le regole base della grammatica e attribuito il significato ai segnali è possibile, attraverso sofisticati strumenti elettronici, riprodurre tali segnali per interagire con le specie studiate. In questo modo è possibile dare ordini oppure confondere gli insetti, impedendo loro di fatto una corretta comunicazione.

Su questo principio si basa il metodo della confusione sessuale vibrazionale, vale a dire un metodo finalizzato a impedire l’accoppiamento di insetti nocivi del vigneto attraverso la trasmissione di segnali vibrazionali di interferenza.

Vino&Scienza. Un possibile utilizzo dei batteri nello sviluppo degli off flavour

Una rivoluzionaria ricerca universitaria sull'utilizzo di batteri magnetotattici per la rimozione dei derivati solforati off-flavour.

Tra le malattie del vino, quella del gusto di ridotto risulta essere una delle più frequenti. Anche se alcune sostanze solforate prodotte durante la fermentazione possono avere una valenza positiva per l’aroma di un vino, come nel caso del Sauvignon, che contiene tioli ed in particolare il 4-metil-4-mercaptopentanone, nella maggioranza delle uve sottoposte a vinificazione, i derivati solforati determinano difetti organolettici nel vino. 

Esistono molteplici composti che concorrono alla loro manifestazione e tra questi lo zolfo utilizzato nei trattamenti agronomici, o quello che viene sprigionato da micce solforose con lo scopo d’inibire la moltiplicazione di muffe e batteri. L'anidride solforosa che, se presente in eccesso, conferisce un odore di zolfanelli accesi ed un sapore amaro e sgradevole al vino. I mercaptani, composti organici di atomi di carbonio, zolfo e idrogeno, caratterizzati da un odore intenso e sgradevole di aglio e cipolla e non ultimo il cosiddetto "gusto luce".

A tutt'oggi, igiene e prevenzione, sono e devono essere le armi più utilizzate in tutte le fasi di vinificazione, con controlli periodici che permettono di rilevare i primi sentori del difetto ancora facilmente risolvibile. Le cure altrimenti, quando il difetto è ormai presente nel vino, prevedono l'utilizzo del solfato di rame e trattamenti con azoto gassoso e aereazioni ripetute sono tecniche utili per eliminare gli odori solfidrici. Per i mercaptani le difficoltà sono maggiori in quanto trasformare i mercaptani in mercapturi inodori risulta essere molto complicato. Il "gusto luce" si palesa invece attraverso prodotti solforati volatili di origine fisico-chimica, la luce appunto, specialmente nel vino bianco e negli spumanti, che porta alla sintesi di prodotti solforati. Il difetto deriva quindi da un agente fisico quale la radiazione luminosa dei neon. Ne ho parlato qui.

Un nuovo possibile aiuto potrà arrivare quindi dai risultati di questa nuova ricerca che avrà un programma della durata di due anni. Lo studio ha coinvolto ricercatori della Lincoln Agritech, società di ricerca e sviluppo multidisciplinare indipendente di proprietà della Lincoln University, in Nuova Zelanda e l'Università Aix-Marseille, in Francia, e prevede l'utilizzo di batteri dalle caratteristiche uniche: sono magnetici e per vivere si alimentano di composti dello zolfo.

I batteri magnetotattici sono una particolare classe di microrganismi descritti per la prima volta da Richard Blakemore negli anni 60, appartenenti al genere solfato-riduttori anaerobi, ovvero utilizzano il solfato come composto da cui ricavare energia, al posto dell'ossigeno come fa la maggior parte degli organismi viventi. Sono organismi unicellulari presenti in quasi tutte le fonti acquose e si orientano navigando lungo campi magnetici come fa un ago di una bussola. E' stato scoperto che questo comportamento è dovuto alla presenza di nanocristalli di greigite, un solfuro di ferro equivalente alla magnetite che è un ossido di ferro. Ciò significa che potranno essere controllati e veicolati utilizzando la creazione di campi magnetici per rimuovere il solfuro di idrogeno dal vino, responsabile dei cosiddetti sapori "off".

Il dottor Weld, a capo del programma di studio, afferma che la ricerca sarà rivolta non solo per l'industria del vino, ma questa nuova tecnologia potrà essere d'aiuto anche ad altre realtà produttive dove i composti solforati possono rappresentare un problema.

Eventi. Cantine aperte in vendemmia con i migliori produttori del Lazio MTV

Nella giornata del 1° ottobre per “Cantine Aperte in Vendemmia” i produttori laziali associati al Movimento Turismo del Vino Lazio, guideranno i turisti tra botti e gallerie, per degustare il loro vino abbinato ai prodotti tipici della gastronomia locale accompagnati da manifestazioni culturali e di folklore durante il periodo della vendemmia.

Andare in cantina a vedere come nasce una bottiglia di vino; dalla raccolta dell’uva all’assaggio del mosto per seguire e approfondire il processo di trasformazione dell’uva in vino e magari vederselo spillare direttamente dalla botte per richiamare alla memoria un gesto antico nel nostro mondo consumistico, che spesso appiattisce le antiche culture contadine. Un invito a vivere con i produttori la festa della vendemmia con curiosità e allegria in un’atmosfera ricca di profumi autunnali. 

Gli enoturisti avranno l’opportunità di visitare cantine molto diverse fra loro, da quella costruita in una cisterna romana all’altra in un castello medievale fino a quelle situate vicino a insediamenti archeologici, in casali del ‘600, ville del ‘700/’800 e primi '900 e siti archeologici.

Ogni azienda proporrà degustazioni di mosto, di vino e assaggi “nell’angolo dei sapori” dei prodotti territoriali tipici delle Province del Lazio (Olio extravergine di oliva, Pane, salumi, formaggi, porchetta, prodotti biologici e sottolio, dolci, miele, marmellate ed altre golosità, per promuovere oltre al vino i prodotti agricoli e gastronomici autunnali dei territori della Regione Lazio.

Si replica inoltre “a pranzo con il vignaiolo”. Il turismo del vino anche nell’ambito di Cantine Aperte in Vendemmia, unisce la cultura della vendemmia alla cultura dell’Arte. Nella prossima manifestazione vi saranno eventi culturali e di tradizione (in alcune aziende si potrà provare l’emozione di pigiare l’uva a piedi nudi, come si usava nei tempi passati). “Il vino è la poesia della terra”, così sosteneva Mario Soldati. Da anni il Movimento Turismo del Vino del Lazio sostiene la festa della vendemmia per vedere come si ottengono i migliori vini delle cantine associate. È un’occasione unica per incontrare gli enoturisti in un’atmosfera permeata di profumi di mosto e dell’autunno.

Le aziende che partecipano:

Ø Nell’Az. Agr. Cantina del Tufaio a Zagarolo (RM) Banco di assaggi con tutti i vini aziendali; possibilità di visite guidate nella grotta di tufo dove vengono affinate le bottiglie dello spumante metodo classico. Per l’ora di pranzo, saranno preparati dei pasti veloci da poter consumare tra i vigneti. Vedi sito. Tel. 06-9524502 Cell. 339-6380419; www.cantinadeltufaio.it

Ø L’Az. Agr. Casale Marchese a Frascati (RM) Degustazione dei vini aziendali, preparazione focacce nel forno a legna. Vedi sito. Tel. 06-9408932; www.casalemarchese.it

Ø L’Az. Agr. Donnardea ad Ardea (RM) Visite ai vigneti e degustazione dei vini di produzione in abbinamento a piccoli assaggi di gastronomia locale. Pranzo con il "fagotto del vignaiolo" su prenotazione via sms al 3357573789. Nel pomeriggio apertura della ciambella al mosto da guinness e degustazione mosto fresco. Possibilità di acquisto prodotti aziendali. Dettagli su nuovo sito aziendale e su pagina Facebook. Tel. 06 9115435 – 335 7573789; www.donnardea.it

Ø L’azienda Casale Cento Corvi Menadi S.r.l. Cerveteri (RM) Visite guidate ai vigneti per scoprire tutte le fasi di lavorazione dell’uva, degustazioni guidate di tutti i vini dell’azienda.

Per sottolineare inoltre il forte legame con il territorio e con la cultura Etrusca, la giornata prosegue con la possibilità di visitare la Necropoli della Banditaccia (sito UNESCO). Possibile gustare prodotti locali all’interno dello showroom. Vedi sito. Per informazioni, prenotazioni e orari contattare Tel. 06-9903902; www.casalecentocorvi.it

Ø L’Az. Agr. Biologica La Luna del Casale Lanuvio (RM) Visite alla cantina, degustazione vini aziendali abbinati a prodotti tipici del territorio. Vedi sito. Tel. 06-9370036 Cell. 347-8248506; www.lalunadelcasale.it

Ø L’Az. Agr. Tenuta Le Quinte a Montecompatri (RM) Visite ai vigneti e alla cantina; degustazione mosti e vini aziendali abbinati a prodotti tipici del territorio. Interverranno: Maria Grazia Pellicano, riflessologa facciale, presente tutta la giornata dedicandosi agli ospiti con il massaggio facciale vietnamita Dien Chan Zone; Natalia Mancini, pittrice, con l'esposizione dei suoi suggestivi quadri; Giulia Mizzoni, violinista, che intratterrà gli ospiti con alcuni brani classici. Vedi sito. Tel. 06-9438756; info@tenutalequinte.it www.lequinte.it

Ø L’Az. Agr. Cantina Sant’Andrea a (Sabaudia) Terracina (LT) Visite ai vigneti e alla cantina; degustazione mosti e vini aziendali abbinati a prodotti tipici del territorio. Vedi sito. Tel. 0773-755028; www.cantinasantandrea.it

Ø L’Az. Agr. Biologica Roberta Scarpellini a Cisterna di Latina (LT) Dalle 10 alle 19 visite guidate dell'azienda con illustrazione dei metodi di agricoltura biologica, degustazione guidata dei vini aziendali, piccolo buffet di prodotti del territorio. Alle ore 17 presentazione del libro di Antonio Scarsella "La scimmia, il grifone e l'usignolo". Vedi sito. Tel. 06-9601036 Cell. 349-2883659; www.ilcasaledeglioleandri.it

Ø Nell’az. Agr. Casale del Giglio a Le Ferriere (LT) Visita per un'ora circa a gruppo; degustazione di prodotti tipici: Pane casereccio, Pecorino Romano, Porchetta di Ariccia, Crostate con confettura di albicocca produzione artigianale dell’azienda. Vini in ordine di degustazione: Satrico 2016, Chardonnay 2016, Sauvignon 2016, Viognier 2016, Petit Manseng 2016, Antinoo 2015, Anthium Bellone 2016, Albiola 2016, Merlot 2015, Shiraz 2016, Petit Verdot 2015, Tempranijo 2015, Cabernet Sauvignon 2014, Madreselva 2014, Mater Matuta 2013. Visita guidata e gratuita al Museo di Satricum dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Vedi sito. Tel. 06-92902530; www.casaledelgiglio.it.

Ø Az. Agr. Biologica Ganci a Borgo Grappa (LT) Visite ai vigneti e alla cantina; degustazione mosti e vini aziendali abbinati a prodotti tipici del territorio. Vedi sito. Tel. 0773-208219; www.cantinaganci.com

Ø Nell’Az. Agr. Marco Carpineti a Cori (LT) Ingresso: € 10 a persona con calice, degustazione dei vini, spumante, grappa biologici dell’azienda. Attività: visite della cantina durante tutta la giornata per tutti, laboratori didattici a numero chiuso, gratuiti, prenotazione obbligatoria su visit@marcocarpineti.com. Possibilità acquisto cibo in loco. Su Facebook e sul sito aziendale verrà pubblicato il programma dettagliato con le fasce orarie delle diverse attività. Tel. 06-9679860; www.marcocarpineti.it

Ø Nella Tenuta Pietra Pinta a Cori (LT) Visite ai vigneti e alla cantina; degustazione mosti e vini aziendali abbinati a prodotti tipici del territorio. Vedi sito. Tel. 06-9678001; www.pietrapinta.com

venerdì 22 settembre 2017

Vinitaly apripista del piano strategico di VeronaFiere per promuovere il made in Italy in Cina

Vino e food italiani protagonisti da oggi al 24 settembre al Wine&Dine Festival di Shangai nel Padiglione Italia, organizzato per il terzo anno consecutivo da Vinitaly International. 


Alla manifestazione saranno presenti alcuni tra i più prestigiosi marchi dell’agroalimentare, i principali importatori di vino e i migliori ristoranti italiani della città cinese, per presentare l’eccellenza della produzione e della cultura enogastronomica italiana agli oltre 100.000 visitatori attesi.


«La partecipazione alla più importante fiera b2c del Paese conclude un mese particolarmente intenso per Veronafiere sul fronte della promozione del vino in quello che si avvia a diventare il più importante mercato asiatico per l’enologia nazionale – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere S.p.A.. Tra le iniziative di punta di questa lunga missione, i primi corsi di certificazione della Vinitaly International Academy a Beijing e Shangai, per la formazione di una rete esperta di ambasciatori del vino italiano. Si tratta - continua Mantovani -  di alcune attività che fanno parte dell’ampio progetto strategico di promozione che come Fiera di Verona stiamo realizzando per il made in Italy in Cina in collaborazione con Mise e ICE, che si concretizzerà entro fine anno con una serie di accordi anche per settori diversi dal vino».

Secondo importatore mondiale di vino dietro agli Usa, la Cina ha ancora un consumo pro capite molto basso, con il mercato concentrato nelle grandi città. Questo significa che le potenzialità di crescita sono ancora enormi e il trend delle importazioni degli ultimi anni lo dimostra. L’Italia occupa, tra i competitor, una posizione di rincalzo, molto lontana da Francia e Australia, dietro a Cile e Spagna. Le buone performance di quest’anno (+29% sia in valore che in quantità nei primi 7 mesi) fanno però finalmente sperare nel recupero di una posizione, se la Spagna confermerà la contrazione in atto nel 2017. Nel 2016, l’import dall’Italia è stato pari a quasi 324.000 ettolitri, con una crescita di circa il 12% in quantità sul 2015, ma di quasi il 33% in valore per un totale di oltre 120 milioni di euro.

Wine&Dine Festival. Per la terza volta il Padiglione Italia è rappresentato da Vinitaly International.
Fitto il calendario degli eventi, che coinvolgono importanti nomi del food e del vino (Illy caffè, Granarolo, Fabbri, Cantine Mezzacorona, Bonacchi) e grandi importatori attivi in tutto il Paese asiatico (Sinodrink, Interprocom Cantine Divine, Miash, Roque, Hangshou Vitae, Kingdo e Yitang).

Tra questi il Panel di giornalisti di Vinehoo, Penguin Guide, Lookvin e Wine Times organizzato in collaborazione con Ice Shanghai, che abbina vini e musica, mentre per promuovere il consumo quotidiano di vino è dedicato l’appuntamento che accosta lo Street Food cinese con i vini italiani. Dedicato invece alla Festa di Metà Autunno, seconda per importanza dopo il Capodanno cinese, l’abbinamento di sette vini proposto da altrettanti importatori con il Moon Cake, il dolce che si consuma tradizionalmente durante questa ricorrenza.

Ormai una tradizione, invece, gli Sparkling Wine Festival, quest’anno con due appuntamenti, uno dedicato alle bollicine bianche e uno a quelle rosse.

Prima volta in Cina dei corsi di certificazione VIA. Inseriti nella strategia di Veronafiere anche i primi corsi certificarti della Vinitaly International Academy. Il secondo, iniziato il 17 settembre, si è concluso proprio ieri a Shanghai; il primo si è tenuto a Beijing dall’11 al 14 settembre. Dopo quattro giorni di formazione, con cinque tasting di oltre 50 vini forniti da 16 importatori provenienti da tutta la Cina, solo 15 persone in tutto hanno ottenuto la qualifica di Italian Wine Ambassador VIA, su 66 candidati provenienti principalmente da Cina, oltre che da Taiwan, Hong Kong, Macau e Singapore (http://www.vinitalyinternational.com/vinitaly-international-academy/expert-ambassador).

Obiettivo della Vinitaly International Academy è quello di realizzare una rete di persone esperte, in grado di far conoscere e diventare promotori nelle rispettive attività professionali e nei propri Paesi delle tante peculiarità del vino italiano. In tutto sono ora 29 gli Italian Wine Ambassador VIA in Cina e due gli Italian Wine Expert, tutti professionisti di primarie aziende importatrici, del commercio di fine wine, dell’horeca e di formazione enologica. Tra questi due Master of Wine e l’unico Master of Sommelier del Paese.

Eventi. #FeelVenice. Nel Convento dei Carmelitani i vini della Serenissima

Al via domani la prima edizione di #FeelVenice, manifestazione promossa dal Consorzio Vini Venezia dedicata ai vitigni della Serenissima. Una full immertion presso il Convento dei Carmelitani Scalzi - Venezia. Focus sul Raboso con la presentazione del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro” di Ulderico Bernardi. 


#FeelVenice si svolgerà presso l'antico Brolo degli Scalzi dove è custodito uno dei più antichi vigneti della Serenissima e punterà i riflettori, di volta in volta, a cadenza annuale, su un aspetto delle diverse denominazioni e delle varie ricchezze enologiche del territorio.


In programma per questa prima edizione un doppio appuntamento con il Consorzio Vini Venezia a partire dalle 9.30 con la presentazione dell libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro” nuova pubblicazione del noto scrittore e sociologo, il Prof. Ulderico Bernardi presso il Convento dei Carmelitani (prenotazioni all’indirizzo elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it).
La giornata continuerà con l’evento degustazione aperto agli eno-appassionati che a partire dalle 14.00 incontrenno i vini del Consorzio Vini Venezia e le eccellenze dei produttori gastronomici del territorio nel magnifico brolo del complesso del Convento dei Carmelitani Scalzi, a due passi dalla Stazione di Santa Lucia, che ospita dal 2014 il vigneto-collezione della biodiversità viticola veneziana, con più di 20 varietà presenti recuperate da diversi orti e giardini veneziani.

Eccezionalmente aperta al pubblico durante l’evento, sarà possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento ora in restauro e l’antico Brolo. Durante l’evento si potranno conoscere e degustare i vini più rappresentativi del territorio di aziende note come: Ai Galli, Astoria, Bellussi Vittorio, Bonotto Giorgio, Bonotto delle Tezze, Casa Roma, Castello di Roncade, Conte di Collalto, Espedito vini, Frassina, Frassinelli, Mazzolada, Molon Traverso, Ornella Bellia, Paladin, Stefano Collovini, Tessere.

La rinascita di quelli che furono i vigneti della Serenissima, si deve ad un progetto di ricerca che nasce nel 2010, ad opera del Consorzio in collaborazione con l'Università di Padova e Milano, il CRA-Vit di Conegliano e altri soggetti con lo scopo di salvaguardare la biodiversità del patrimonio viticolo lagunare, creando una banca dati genetica, attraverso lo studio del Dna, delle varietà di viti presenti da centinaia di anni tra Venezia e laguna. Tra le varietà presenti a bacca bianca troviamo Albana, Dorona, Garganega, Glera (o Prosecco), Malvasia istriana, Moscato giallo, Tocai friulano, Trebbiano toscano, Trebbiano romagnolo, Verduzzo trevigiano e Vermentino; quelle a bacca nera, Marzemino, Merlot e Raboso veronese.

La partecipazione all’evento vede il versamento di un’oblazione di minimo 10 euro che saranno interamente devoluti al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth.

Orari sabato 23 settembre:

Apertura evento al pubblico dalle 14.00 alle 19.30 – oblazione minima di 10 euro

Presentazione del libro alle ore 9.30 - Prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it - 347 3441102

www.docvenezia.it - www.consorziovinivenezia.it

giovedì 21 settembre 2017

Cibo&Cultura. Presentato a Roma Food&Book, il Festival del libro e della cultura gastronomica

La cultura del cibo, il cibo nella cultura: una perfetta fusione che rappresenta da qualche anno il claim di Food&Book, il Festival del libro e della cultura gastronomica diretto da Carlo Ottaviano e Sergio Auricchio che torna, nella storica e suggestiva cornice liberty delle Terme Tettuccio di Montecatini per la sua quinta edizione.

 Dal 13 al 16 ottobre, protagonisti saranno scrittori, per i quali vino e cibo sono spesso elementi di ispirazione delle proprie opere narrative, e chef che raccontano il cibo con le loro ricette e spesso con libri di successo. Un programma specifico sarà poi dedicato agli Istituti alberghieri che arriveranno per Food&Book da tutta la Penisola e che avranno anche la possibilità di visitare Pistoia, Capitale italiana della cultura 2017.

Come da tradizione del festival, si inizierà venerdì 13 ottobre con la serata dedicata ai padri nobili dell’alta cucina d’autore italiana. Dopo Ezio Santin e Gualtiero Marchesi, sarà la volta di Aimo e Nadia Moroni, nativi della vicina Pescia, ristoratori di successo a Milano. I Moroni saranno ospiti d’onore della Cena di apertura al Grand Hotel La Pace e incontreranno gli studenti degli Istituti alberghieri provenienti da tutta Italia (oltre 500 lo scorso anno) per una lezione-testimonianza sulla propria esperienza. Sempre nella giornata di venerdì, dopo la Cena di Gala, alle 23.00 apertura straordinaria del MOCA - Montecatini Contemporary Art per una visita guidata dall’Assessore alla cultura Bruno Ialuna al museo che espone una delle più grandi tele di Mirò. La sera del sabato Cena della Legalità con lo Chef calabrese Filippo Cogliandro che sarà ospite del Grand Hotel Croce di Malta.

Anche per questa edizione continua la collaborazione con Slow Food che a Food&Book porterà il meglio dell’enologia italiana: migliaia di appassionati potranno infatti degustare le circa 800 etichette migliori d’Italia selezionate dai degustatori per la guida Slow Wine 2018, che sarà presentata in anteprima per l’occasione sabato 14. Lunedì 16 si svolgerà l’incontro nazionale dell’Alleanza Slow Food dei cuochi, un progetto che mette assieme cuochi e produttori per valorizzare le produzioni agricole italiane e i loro artefici. Da tutta Italia arriveranno dunque a Montecatini cuochi e contadini, ristoratori e responsabili dei Presìdi.

Tra gli appuntamenti di maggiore curiosità, si segnalano la Corsa dei Camerieri, una sfida all’ultimo piatto che vedrà competere allievi degli Istituti alberghieri e camerieri professionisti, e la prima finale del Campionato Italiano del Salame, organizzato dall’Accademia delle 5T con il patrocinio del MIPAAF: con un obiettivo espressamente formativo che consentirà ai candidati di presentare storicamente e contestualmente il proprio prodotto, saranno in gara i salami di quasi 50 produttori realizzati con carne di suino rosa o razze miste provenienti da 15 regioni selezionati durante le 5 semifinali.

“Una formazione senza confini per un mondo senza muri” è il titolo del workshop organizzato da ANP - Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola ed Intercultura che vedrà partecipare docenti e dirigenti scolastici sul tema dell’importanza della formazione all’estero.

Tanti appuntamenti e incontri nel programma di Food&Book.

Solidarietà e cucina andranno a braccetto con il progetto Amatricianae – Grandi Chef italiani insieme per Amatrice, a cura della Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma: Marchesi, Cracco, Vissani, Bottura, Scabin, Crippa, Lopriore, Oldani, Cedroni, Leemann, Klugmann, sono solo alcuni dei grandi chef italiani che hanno voluto omaggiare Amatrice e il piatto che si identifica con quel territorio, proponendo versioni d’autore di quella ricetta, con straordinaria creatività gastronomica e sapienza culinaria.

Food&Book sarà anche un’interessante occasione per tutti i giornalisti di frequentare due giorni di corso professionale per i crediti formativi, a cura di EACI (European Association Consumer Information): sabato 14 il tema sarà “Consumi fuori casa ed enogastronomia: comunicazione e giornalismo nel settore enogastronomico”; domenica 15 “Quando il cibo fa paura: storia e analisi della comunicazione di crisi”. I corsi, oltre che ai giornalisti, sono aperti, nel limite della capienza della sala, a tutti coloro che sono interessati ai temi trattati.

Il festival attirerà appassionati di libri e di gastronomia, che potranno liberamente partecipare agli incontri e alle cene “A tavola con lo scrittore”, visitare il bookshop con tutti i libri presentati durante la manifestazione, oltre ai desk di diverse case editrici allestiti come ogni anno nella splendida Sala Scritture delle Terme Tettuccio. Negli ampi spazi delle Terme, durante i quattro giorni del festival, saranno inoltre allestite una cinquantina di postazioni con produttori di specialità alimentari.

Tante le presentazioni in programma: tra gli autori interverranno Ketty Magni (Rossini, la musica del cibo), Maria Camilla Pagnini e Anna Agostini (Tavoli nobili e pietanze quotidiane. Cultura alimentare in Toscana tra Medioevo ed Età Moderna), Simonetta Simonetti (Fame di guerra. La cucina del poco e del senza), Carlo Ottaviano (Il sapere culinario. Ricette di un monsù siciliano al fronte), Fabio Pracchia (I sapori del Vino. Percorsi di degustazione per palati indipendenti), Mario Liberto (Cento e più idee per valorizzare le aree rurali. Finanziamenti, multifunzionalità e sistemi territoriali), Mariella Carrossino (Mangiare con gli occhi. Iconografie del cibo nell’arte), Domenico Monteforte (L’arte in cucina), Giuseppe Nocca(Cecubo. Dalle anfore da vino al vino in anfora), Morello Pecchioli (I frutti dimenticati. Conoscere e cucinare prodotti antichi, insoliti e curiosi),Michele Mirabella (Cantami o mouse), Gaetano Savatteri (Non c’è più la Sicilia di una volta), Carmine Abate (Il banchetto di nozze e altri sapori),Filippo Nicosia (Un’invincibile estate), Simone Bonini (Il gelato a modo mio – Tutto l’anno nella cucina di casa),Oscar Farinetti (Ricordiamoci il futuro), Livia Aymonino (La lunga notte di Adele in cucina), Daniela Mancini (Per distrazione), Beniamino Baleotti (Il re della sfoglia), Andrea Berton (Non è il solito brodo), Antonio Puzzi (Pizza. Una grande tradizione italiana), Eugenio Signoroni (Il piacere della birra. Viaggio nel mondo della bevanda più antica), Francesco Sottile (Agricoltura slow), Luciano Pignataro (La cucina napoletana), Gianpaolo Ghilardotti (Irresistibile salmone. Il buono e il bello di un pesce dal grande nord), Roberto Riccardi (La notte della rabbia). Spazio anche ai più giovani con l’area Food&Book Junior, che il sabato ospiterà laboratori creativi e inviti alla lettura a tema per bambini dai 5 ai 10 anni.

Evento speciale per le Fettuccine Alfredo, famose in tutto il mondo: Agra editrice presenterà il volume Le Fettuccine Alfredo, una storia d’amore, a cura di Clementina Pipola, cui seguirà la degustazione delle mitiche fettuccine preparate dallo chef Sergio Peri di Alfredo alla Scrofa di Roma, lo storico ristorante da cui tutto ebbe inizio.

L’ingresso alle Terme per Food&Book è gratuito ma è obbligatoria la registrazione. Per evitare lunghe file è consigliato registrarsi sul sito www.foodandbook.it dove sono segnalati tutti gli eventi del festival. Per i partecipanti che ne faranno richiesta, sempre attraverso il sito, sono attive delle convenzioni con hotel e ristoranti della zona, oltre alla possibilità di visite turistiche personalizzate nella Montecatini Liberty. Alcuni pullman con partenze da Roma saranno messi a disposizione gratuitamente per il fine settimana (maggiori info su www.leggeretutti.net).

Food&Book è un’iniziativa organizzata dall’Associazione Leggere Tutti in collaborazione con Agra Editrice, Comune di Montecatini Terme, Terme di Montecatini Spa, Istituto Alberghiero di Montecatini Terme, Slow Food.

http://www.foodandbook.it - https://www.facebook.com/foodebook - https://twitter.com/FoodeBook

Eventi. Al via il Wine Summit di Bolzano con il convegno "Lo sviluppo della viticoltura in Alto Adige"

Si svolgerà oggi il convegno che darà il via alla prima edizione dell'Alto Adige Wine Summit in programma a Bolzano il 22 e 23 settembre che metterà in scena il meglio della produzione enologica della regione. In programma, anteprime, degustazioni guidate al buio, workshop e degustazioni verticali. 

Saranno le straordinarie storie che si nascondono dietro il vino altoatesino il filo conduttore del Wine Summit, la nuova manifestazione dedicata al vino altoatesino, organizzata dal Consorzio Vini Alto Adige in occasione del decimo anniversario dalla sua fondazione insieme con IDM Alto Adige, che si terrà al Bolzano Meeting and Event Centre (MEC). Riflettori puntati quindi sulla vitivicoltura di una delle regioni più rappresentative del panorama vitivinicolo italiano con produzioni il cui denominatore comune è massima qualità e rispetto per l'ambiente. Oggi, pur rappresentando una piccola percentuale del totale nazionale, il vino del Südtirol è uno dei prodotti più apprezzati – a livello locale e internazionale – e più variegati del settore. 

Nella giornata di oggi alle ore 17.00, prenderà il via la tavola rotonda “Lo sviluppo della viticoltura in Alto Adige”. Un convegno che vedrà tra gli altri partecipanti, Alois Lageder, uno dei pionieri della vitivinicoltura altoatesina. La sua azienda vitivinicola di Magrè, vanta una tradizione nel vino di quasi due secoli ed oggi sempre più affermato produttore modello di vini che nascono in totale armonia con la natura.  Per Alois Lageder questa prima edizione dell’Alto Adige Wine Summit sarà l’occasione perfetta per presentare il suo “30 anni Löwengang Cabernet”, che, nella sua annata 2014 e come si evince dal nome stesso del vino, celebra un anniversario molto importante per la Tenuta.

Gli ospiti della kermesse – stampa, buyer e partner internazionali – lo potranno degustare a partire dall’“Anteprima” di venerdì 22 settembre insieme al 2015 Casòn Bianco Viognier–Petit Manseng e il 2014 Cor Römigberg Cabernet Sauvignon. “Löwengang” ricordo, è il nome della storica Tenuta di famiglia, da cui derivano i pregiati Chardonnay e Cabernet, base del successo che la griffe altoatesina ha ottenuto a livello internazionale negli ultimi trent’anni. Alcune delle viti da cui nasce il Löwengang Cabernet raggiungono un’età di 140 anni e sono annoverate fra le più antiche dell’Alto Adige. La storia iniziò con il conte Melchiori, allora proprietario del podere e del vigneto, che nel 1885 piantò delle barbatelle di Cabernet in diverse particelle del comune di Magrè. Per conservare intatto un patrimonio genetico così prezioso, la Tenuta Alois Lageder isolò per selezione massale nuove piantine, estendendo la superficie di questi vigneti. Con l’annata 2014, per la prima volta sono state selezionate e vinificate solo le viti di questo antico DNA, ottenendo un vero salto di qualità. Nella giornata di sabato il 30 anni Löwengang Cabernet sarà proposto anche al grande pubblico di “Wine Stories”, momento che accompagnerà i visitatori attraverso un percorso di degustazione alla scoperta delle sessantotto cantine presenti, dove i produttori si racconteranno con esperienze, scelte e storie delle proprie etichette.

Il vino e la sua storia, nella giornata di sabato, metterà in contatto poi i visitatori con le storie sul vino così come non sono ancora mai state raccontate. Un percorso espressamente allestito consentirà di conoscere i territori di produzione dell’Alto Adige, le varietà vinicole e il paesaggio vinicolo in tutta la sua varietà. Durante questo viaggio di scoperta entreranno in scena il vino e i suoi creatori. E non si tratta di un vino qualsiasi dell’assortimento dei complessivamente 68 produttori presenti, ma di una scelta che incarna la storia di successo della cantina o della tenuta ed è quindi in grado di esprimere un’immagine in parte anche assai personale.

Programma completo www.vinialtoadige.it

Eventi. Ad Alba ideale "via del vino", tutte le tipicità che firmano le colline di Langhe e Roero

Domenica 24 settembre 2017, torna la Festa del Vino. La XIX edizione della manifestazione che porta in scena, lungo tutto il centro storico della città, le espressioni vinicole più rappresentative del territorio di Langa e Roero. 

Alba, nota come capitale delle langhe per la sua felice posizione nel cuore delle colline, oggi patrimonio Unesco, è un vero polo attrattivo dell’enogastronomia a livello internazionale che ogni anno richiama migliaia di turisti da tutto il mondo. Sarà il suo centro storico, la cornice ideale di uno degli appuntamenti più amati dal pubblico degli appassionati enoici, italiani ed esteri. L'iniziativa promossa da GoWine, nel tempo è diventata un format che, anche quest’anno, consentirà di percorrere l'itinerario da Piazza Risorgimento (Piazza Duomo) lungo tutta la “Via Maestra”, trasformando per un giorno, il centro in un’ideale ‘via del vino’.

La manifestazione coinvolge le realtà vinicole dei Comuni di Langa e Roero, mantenendo la sua connotazione di evento festoso, che richiama il tempo e il carattere  gioioso della vendemmia, con la presenza delle realtà di promozione locale, delle cantine, delle botteghe del vino e delle associazione di produttori.

Dalle ore 14.00 alle ore 20.00 i produttori, organizzati attraverso i Comuni partecipanti, presenteranno in degustazione le loro produzioni e promuoveranno la loro realtà territoriale e le loro manifestazioni.

La disposizione dei banchi d’assaggio sarà organizzata per aree omogenee affinché i visitatori possano idealmente percorrere le varie aree di produzione. Dai celebri Barolo e Barbaresco, fiori all’occhiello del territorio, agli altri nobili vini delle Langhe e del Roero: il Nebbiolo d’Alba, il Roero, il Roero Arneis, la Barbera d’Alba, il Dolcetto d’Alba, di Diano e di Dogliani, e molti altri vini ancora.

Si annuncia un banco d’assaggio straordinario con oltre 700 etichette rappresentate: un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino di un percorso nel centro storico della città, conoscendo le tipicità che firmano le colline attorno ad Alba. Ogni visitatore potrà effettuare le degustazioni acquistando il calice e la taschina, con la possibilità poi di scegliere e confrontare i vini proposti in degustazione.

Ospite dell'edizione 2017 l'Associazione Produttori del Ruchè di Castagnole Monferrato.

I COMUNI DI LANGA E ROERO PROTAGONISTI DELL'EVENTO

ALBA: Langhe Arneis; Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Barbaresco; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Freisa; Nebbiolo d’Alba; Moscato d’Asti
BAROLO: Roero Arneis; Barbera d'Alba; Barolo; Langhe Nebbiolo; Langhe Riesling; Nebbiolo d'Alba; Birbet
CANALE: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba; Roero; Passito
CASTELLINALDO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Spumante da uve arneis; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d’Alba; Roero; Spumante da uve nebbiolo; Grappa di Roero e Arneis
CASTIGLIONE FALLETTO: Barbera d’Alba; Barolo; Nebbiolo d’Alba
CASTIGLIONE TINELLA: Barbera d’Asti; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Moscato d’Asti
CISTERNA D’ASTI: Arneis Terre Alfieri; Barbera d’Asti; Cisterna d’Asti; Roero
DIANO D’ALBA: Dolcetto di Diano d’Alba
DOGLIANI: Dogliani
GOVONE: Arneis Terre Alfieri; Roero Arneis; Barbera d’Alba; Langhe Pinot Nero; Langhe Rosso; Nebbiolo d’Alba; Roero; Vino da uve stramature
GUARENE: Langhe Arneis; Langhe Favorita; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba
MAGLIANO ALFIERI: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba
MANGO: Piemonte Chardonnay; Barbera d'Asti; Dolcetto d'Alba
MONFORTE D’ALBA: Langhe Sauvignon; Barbera d’Alba; Barolo; Dolcetto d'Alba; Langhe Nebbiolo
MONTALDO ROERO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Barbera d'Alba; Langhe Dolcetto; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d'Alba; Roero; Nebbiolo Chinato
MONTELUPO ALBESE: Langhe Chardonnay; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Nebbiolo d’Alba;
MONTEU ROERO: Langhe Favorita; Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d'Alba; Roero; Birbet
NEIVE: Langhe Arneis; Barbaresco; Barbera d’Asti; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo
PRIOCCA: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba; Roero
RODDI: Barbera d'Alba; Barolo; Verduno Pelaverga
RODDINO: Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Langhe Nascetta; Langhe Rossese; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Nebbiolo d’Alba
SANTO STEFANO BELBO: Langhe Arneis; Langhe Chardonnay; Langhe Nascetta; Barbera d'Asti; Piemonte Albarossa; Piemonte Pinot Nero; Moscato d'Asti; Piemonte Moscato Passito
SANTO STEFANO ROERO: Roero Arneis; Barbera d’Alba; Nebbiolo d’Alba; Roero
TREISO: Barbaresco; Barbera d’Alba; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo
VERDUNO: Langhe Chardonnay; Langhe Favorita; Barbera d’Alba; Barolo; Dolcetto d’Alba; Langhe Nebbiolo; Verduno Pelaverga

Info: GoWine

mercoledì 20 settembre 2017

The Winesider Best Italian Wine Awards 2017. Ecco tutti i premiati

Si è svolta a Milano la grande kermesse dedicata al vino italiano che premia le 50 migliori etichette con l'obbiettivo di mettere in luce e raccontare alla e raccontare alla stampa nazionale ed internazionale le eccellenze italiane del settore vitivinicolo. La classifica inserita in Wine-Searcher.

Una classifica dei migliori 50 vini selezionata da una giuria internazionale composta da alcuni dei migliori palati provenienti da 5 Paesi diversi. Undici massimi esperti hanno degustato alla cieca, votato e classificato oltre 350 etichette provenienti da tutta Italia per scegliere le 50 che sono entrate a far parte della classifica 2017 di The Winesider Best Italian Wine Awards. 


La giuria internazionale

I giurati arrivano da quattro Paesi di riferimento per il vino italiano: Kenichi Ohashi (Giappone) l’unico Master of Wine giapponese, Sake Expert Assessor e Master Of Sake, Amaya Cervera (Spagna) fondatrice del sito internet spanishwinelover.com e wine journalist con un’esperienza di oltre 15 anni, Christy Canterbury (Stati Uniti), giornalista, giudice, formatrice e Master of Wine e Tim Atkin (Inghilterra) Wine Writer tra i più premiati al mondo e Master of Wine con più di 25 anni di esperienza.

Wine-Searcher

Si tratta della sesta edizione per l’evento inserito nel 2016 da Wine-Searcher - il più grande database e motore di ricerca dedicato al vino nonché lo strumento maggiormente utilizzato al mondo per le quotazioni delle bottiglie - fra i premi e i concorsi di maggior rilievo del settore a livello mondiale.

The Winesider

Dal 2016 BIWA, il premio che ogni anno punta a valorizzare le eccellenze italiane e a raccontare la passione, la dedizione e il duro lavoro che stanno dietro a ogni etichetta premiata, è organizzato in main partnership con The Winesider, l’innovativa piattaforma per la gestione della cantina dei ristoranti di qualità creata da Gianni Miscioscia e dal figlio Giacomo. Modernità e tecnologia in supporto alla qualità garantita da un’attenta selezione delle referenze che raccontano le migliori realtà italiane nel mondo del vino sono i valori che accomunano BIWA e The Winesider.

PREMIO AZIENDA E TRADIZIONE
POLIZIANO - TOSCANA
Per quella cantina che ha saputo, vendemmia dopo vendemmia, preservare e rilanciare
le tradizioni enologiche del proprio territorio.

PREMIO VINO PROMESSA
I SABBIONI - ROMAGNA SANGIOVESE ORIOLO 2016 - EMILIA ROMAGNA
Un’etichetta da poco arrivata sul mercato o recentemente riscoperta che si prepara
ad entrare nel pantheon dei grandi vini italiani.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE ROSSE
ORLANDO ABRIGO - BARBERA D’ALBA MERVISANO 2012 - PIEMONTE
Per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio
attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca rossa.

PREMIO VINO DA UVE AUTOCTONE BIANCHE
BROGLIA - GAVI VECCHIA ANNATA 2009 - PIEMONTE
Per quell’etichetta che continua a portare avanti il messaggio enologico del proprio territorio
attraverso l’utilizzo di una o più varietà autoctone a bacca bianca.

PREMIO VINO POP
ZUCCHI - LAMBRUSCO DI SORBARA RITO 2016 - EMILIA ROMAGNA
Semplice ma sanguigno, schietto ma di carattere. È il vino pop, il giusto mix tra genuinità e originalità.

PREMIO MIGLIOR SOMMELIER
ILARIO PERROT - SETA MANDARIN ORIENTAL MILANO
Classe, eleganza e professionalità. Le autentiche e imprescindibili credenziali di un ambasciatore
del vino italiano nella ristorazione italiana di eccellenza.

PREMIO ALFIERE DEL TERRITORIO
SALVATERRA -VENETO
Per quell’azienda che riesce a mostrare le potenzialità di un territorio nel suo complesso.

I 50 premiati

1) Oreno 2015 Tenuta Sette Ponti - Toscana
2) Terlaner Rarity 1991 Cantina Terlano Alto Adige
3) Giulio Ferrari Riserva del Fondatore Trentodoc 2006 Ferrari F.lli Lunelli - Trentino
4) Barolo Ravera 2013 - Elvio Cogno - Piemonte
5) Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2012 - Casanova di Neri - Toscana
6) Valtellina Superiore Rocce Rosse Sassella Riserva 2007 - AR.PE.PE. - Lombardia
7) Bolgheri Sassicaia 2014 - Tenuta San Guido - Toscana
8) Gewürztraminer Epokale Spätlese 2009 - Tramin - Alto Adige
9) Trebbiano d’Abruzzo 2013 - Valentini - Abruzzo
10) Barolo Monprivato 2012 Giuseppe Mascarello e figlio - Piemonte
11) Brunello di Montalcino Poggio di Sotto Riserva 2011 - Poggio di Sotto- Toscana
12) Furore Bianco Fiorduva 2015 - Cantine Marisa Cuomo - Campania
13) Vin Santo di Vigoleno 2007 - Alberto Lusignani - Emilia Romagna
14) Vecchio Samperi - Marco de Bartoli - Sicilia
15) Brunello di Montalcino Pianrosso 2012 - Ciacci Piccolomini d’Aragona - Toscana
16) Brunello di Montalcino 2012 - Biondi Santi - Toscana
17) Il Caberlot 2014 - Podere il Carnasciale - Toscana
18) Vernaccia di Oristano Riserva 1991 - Azienda Vinicola Attilio Contini - Sardegna
19) Barolo Monvigliero 2013 - Comm. G.B. Burlotto - Piemonte
20) Barolo Ciabot Tanasio 2013 - Francesco Sobrero - Piemonte
21) Barolo Parussi 2013 - Massolino Vigna Rionda - Piemonte
22) Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo 2012 - Quintodecimo - Campania
23) Barolo Margheria 2013 - Azelia - Piemonte
24) Mossone 2015 - Santa Barbara - Marche
25) Brunello di Montalcino Riserva 2011 - Le Potazzine - Toscana
26) Morellino di Scansano Riserva Calestaia 2011 - Roccapesta - Toscana
27) Gattinara Pietro 2013 - Paride Iaretti - Piemonte
28) Montevetrano 2015 - Montevetrano - Campania
29) Nathan 2014 - Ermes Pavese - Valle d’Aosta
30) Barolo Parafada 2013 - Palladino - Piemonte
31) Barbaresco Rabajà 2014 - Giuseppe Cortese - Piemonte
32) Barolo Bricco delle Viole 2013 - Mario Marengo - Piemonte
33) Barolo Gramolere 2013 - Fratelli Alessandria - Piemonte
34) Brunello di Montalcino 2012 - Col d’Orcia - Toscana
35) Arcurìa Etna Rosso 2014 - Graci - Sicilia
36) Barolo Vigna Rionda Ester Canale 2013 - Giovanni Rosso - Piemonte
37) Faro 2012 - Azienda Agricola Palari - Sicilia
38) Barbaresco Pora 2014 - Musso - Piemonte
39) Romagna Sangiovese Riserva Vigna 1922 2013 - Torre San Martino - Emilia Romagna
40) San Leonardo 2011 - Tenuta San Leonardo - Trentino
41) Turriga 2013 - Argiolas - Sardegna
42) Amarone della Valpolicella Ca’ del Lupo 2013 - Azienda Agricola Rizzi Luigino e Claudio - Veneto
43) Franciacorta Cabochon Brut 2012 - Monte Rossa - Lombardia
44) Private Cuvée Andreas Huber 2015 - Pacher Hof - Alto Adige
45) Amarone della Valpolicella Classico Riserva La Mattonara 2006  Zýmē - Veneto
46) Franciacorta Berlucchi Palazzo Lana Riserva Satèn 2008 - Guido Berlucchi - Lombardia
47) Malvasia 2015 - Skerk - Friuli Venezia Giulia
48) Castelli di Jesi Verdicchio Classico Riserva San Paolo 2015 - Pievalta - Marche
49) Vintage Tunina 2015 - Jermann - Friuli Venezia Giulia
50) Kamen Pietra 2015 - Azienda Agricola Zidarich - Friuli Venezia Giulia

SITO WEB www.biwawards.it

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Vino&Mercati. Le aziende IGM pronte al debutto in Svizzera

Evento istituzionale a Zurigo per l'Istituto Grandi Marchi per valorizzare le diversità vitivinicole regionali e presidiare il posizionamento di pregio del prodotto italiano. 

E’ Zurigo la città prescelta dall’Istituto del Vino Italiano di Qualità - Grandi Marchi per il suo evento istituzionale annuale. L’evento, che avrà luogo lunedì 25 settembre al Park Hyatt, è organizzato in collaborazione con la celebre rivista di settore Vinum e prevede una giornata dedicata alla presentazione delle punte di diamante del Made in Italy del vino. 

Per l’Italia, il mercato svizzero è in crescita costante negli ultimi anni con un valore di oltre 550.000 euro, secondo i più recenti dati Wine Monitor. D’altro canto, l’Italia detiene il primo posto in termini di importazioni in Svizzera con il 36,5%, seguita dalla Francia (con il 31,1%).

La posizione dell’Italia in Svizzera è pertanto consolidata, ma la competizione resta accesa, dunque, secondo il presidente dell’Istituto, è opportuno mantenere un legame solido attraverso azioni mirate e specifici programmi di informazione e divulgazione.

Il programma si articola in tre momenti principali: una Masterclass guidata da Christian Eder, giornalista esperto e da anni corrispondente per l’Italia della pubblicazione svizzera, due momenti di degustazione – una riservata ai media e professionisti di settore, l’altra ai winelover, e infine una cena con abbinamenti esclusivi. Una giornata intensa che rappresenta un’occasione unica per scoprire o approfondire la conoscenza della vitivinicultura di qualità del nostro paese e per confrontarsi direttamente con i produttori che saranno tutti presenti all’evento.

“E’ la prima volta che IGM organizza un evento in Svizzera e l’attesa è fervida. Per il vino italiano di qualità, la Svizzera rappresenta da sempre un mercato strategico grazie ai suoi consumatori consapevoli, evoluti e pronti a recepire i messaggi che le aziende di IGM incorporano e diffondono” afferma Piero Mastroberardino, presidente dell’Istituto. “Per le nostre aziende la Svizzera è una destinazione di primaria importanza, il quinto paese dopo USA, Germania, UK e Canada. L’obiettivo della missione è di presidiare il posizionamento di pregio del prodotto italiano e valorizzare le diversità regionali puntando a un pubblico ampio: non soltanto gli addetti ai lavori, ma anche gli appassionati”.

L’Istituto del Vino di Qualità – Grandi Marchi, nasce nel 2004 dall’intuizione di un gruppo di produttori storici del Belpaese: formare una compagine di aziende vitivinicole particolarmente affini fra loro per caratteristiche interne, storia, tradizioni e comunione di intenti, al fine di promuovere la viticoltura e il vino di qualità, diffondendo e sostenendo la cultura enologica italiana, soprattutto oltreconfine.

Le 19 aziende riunite intorno al progetto rappresentano l’eccellenza delle espressioni vinicole regionali  del nostro paese che, con i suoi 642.000 ettari di vigneto, la sua incredibile varietà di contesti pedoclimatici e una vendemmia che va da fine luglio a fine novembre, è in grado di offrire vini con caratteristiche uniche ed eterogenee. Un’alleanza in cui ciascuna azienda, senza rinunciare alle proprie peculiarità, pone a disposizione del gruppo elementi convergenti verso finalità comuni, con l’intento dichiarato di generare valore per l’intero comparto.

Da allora, l’Istituto, che esprime il 7% dell’export vinicolo nazionale e vanta ben 12 regioni rappresentate, ha portato i suoi vini a visitare quasi tutto il mondo: ha toccato 23 Paesi vicini e lontani, è stato 63 volte in Russia, 42 volte negli Stati Uniti, 31 volte in Giappone, 29 in Canada e 28 in Cina per un totale complessivo di oltre 330 eventi e 62.000 operatori incontrati. E ha stretto rapporti duraturi con organi e istituzioni nazionali e internazionali, incluso l’Institute of Masters of Wine, l'associazione più esclusiva di esperti di vino esistente al mondo, portandola finalmente in Italia a celebrare il suo 8° Simposio.

Vendemmia 2017. Con uve sane e ottimo grado zuccherino, si annuncia un ottima annata per il Primitivo di Manduria

La raccolta per la grande denominazione pugliese si mantiene sulla stima dello scorso anno (20milioni di litri). Il calo delle rese è stato contenuto con un aumento di superficie dei vigneti a Doc. E sul fronte della contraffazione il Consorzio ottiene il blocco per prodotti ingannevoli in Cile, Spagna e Italia.

La vendemmia 2017 del Primitivo di Manduria si è conclusa confermando i pronostici: qualità eccellente con uve sane e grado zuccherino al punto giusto. La prospettiva favorevole era infatti stata preannunciata durante il monitoraggio e le analisi della fase di maturazione delle uve ed espressa dai vertici del Consorzio di Tutela prima ancora di tagliare i primi grappoli. 

Ultimi giorni di raccolta per le uve della Doc, ha dichiarato Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria. Considerati i vari fattori, la previsione della vendemmia di quest’anno è paragonabile nelle quantità alla scorsa campagna. È da registrare un calo delle rese in campo, legato sia ad una minor carico dei vigneti sin dalla fioritura, sia a due settimane di caldo intensissimo verso la  fine luglio. Molti agricoltori hanno quindi preferito dedicarsi alla produzione a Doc rispettando chiaramente i parametri qualitativi e la composizione ampelografica prevista dal disciplinare.

Il calo, ha spiegato il Presidente, è stato quindi contenuto grazie ai nuovi impianti che hanno permesso un aumento di superficie dei vigneti a Doc. Il prodotto dal punto di vista organolettico è perfetto: uve senza muffa e maturazione con grado zuccherino ottimale. Il 2017 sarà ricordato come l’anno del caldo record (in Puglia si sono toccati anche 45°) e assenza di piogge, ma il vento di tramontana, una gestione oculata delle risorse idriche e la provvidenziale capacità di adattamento e resistenza alle alte temperatura della varietà Primitivo ha permesso di conservare bene lo stato dei grappoli. Una minor produzione si è registrata per le uve destinate alla Docg perché il grado zuccherino non si è presentato cosi elevato per il Dolce Naturale.

Proprio perché è così amato all’estero anche per il suo straordinario appeal, ha continuato Erario, il Primitivo di Manduria è il prodotto sul quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione. Una situazione alla quale il Consorzio ha risposto, negli ultimi due anni, con una controffensiva senza precedenti in termini di vigilanza e tutela. Sono state messe in atto una ventina di azioni di contrasto in sede stragiudiziale e le denunce stanno portando a interventi d’ufficio da parte delle autorità competenti nei Paesi mondiali. Attualmente in Cile, in Spagna e anche in Italia, la vigilanza e la tutela del Consorzio ha bloccato la commercializzazione di falsi e ingannevoli marchi di Primitivo di Manduria. Con il riconoscimento Erga Omnes per la DOC il Consorzio sta agendo non più nell’interesse dei soli soci, ma di tutti coloro che producono, trasformano ed imbottigliano il Primitivo di Manduria sul territorio nazionale. Sono state implementate le funzioni di tutela, di promozione, e, con i nuovi fondi, si è aggiunto un compito importante, quello di vigilanza. Le misure di intervento, ha concluso Erario, sono attive costantemente non solo per difendere i produttori ma anche i consumatori. Un risultato che è frutto di una crescita culturale e di un’attenzione sempre crescente alla tutela dell’unicità e tipicità che distingue la produzione di questa denominazione. Sono previsti venti milioni di litri per questa vendemmia, una cifra che permetterà di produrre circa 25 milioni bottiglie destinate soprattutto ai mercati esteri come Messico, Sud Est Asiatico, Europa, Cina, Russia e Brasile, Uk, Belgio, Olanda e Germania. 

martedì 19 settembre 2017

L'Italia della birra artigianale. La migliore prodotta con cereali alternativi è quella di Birra del Borgo

Si chiama Enkir e la produce Birra del Borgo, il noto birrificio di Borgorose in provincia di Rieti. Viene prodotta con il primo cereale addomesticato sulla terra.

Si è da poco concluso, nell’ambito del Drinktec, a Monaco, l’European Beer Star Award 2017, uno dei più prestigiosi concorsi birrari al mondo che si tiene ogni anno, dal 2004, in Germania. L'Enkir è stata premiata con l’oro per la categoria “migliore birra prodotta con cereali alternativi”.

Per Birra del Borgo è il secondo oro ottenuto nell’ambito della stessa competizione. L’European Beer Star 2014 aveva infatti visto trionfare la Reale Extra, aggiudicatasi la medaglia d’oro nella categoria India Pale Ale.

L'utilizzo dei cereali alternativi nella produzione di birra artigianale, dopo che una legge in Italia ha definito che il malto d'orzo può essere sostituito con malto di altri cereali, sta prendendo sempre più piede. Si annoverano così produzioni che utilizzano segale, riso, frumento, mais, avena, farro e come in questo caso l'enkir che è all’origine di questa birra. La Enkir è infatti ottenuta con il 55% di Triticum Monocuccum, nome scentifico dell'enkir, il primo cereale addomesticato sulla terra. Viene aggiunto al malto d’orzo conferendo alla birra meravigliose note resinose e speziate oltre che equilibrio, delicatezza e morbidezza.

Un riconoscimento importante per l’Italia della birra di qualità oltre che per Birra del Borgo. “Da anni ci impegniamo per creare prodotti unici e dal carattere inimitabile, questo premio per noi è davvero significativo, ci spinge a portare avanti il lavoro sulla qualità e la ricerca iniziato a Borgorose nel 2005 con la nascita del birrificio”., ha commentato Leonardo di Vincenzo, fondatore di Birra del Borgo.

Al concorso partecipavano in questa edizione ben 46 Paesi da tutti i continenti, per un totale di oltre 2.151 birre (suddivise in 60 categorie) valutate da una giuria composta da oltre 100 esperti internazionali.

I criteri chiave di assegnazione del premio sono l'esperienza sensoriale e il soddisfacimento dei requisiti descritti dalla categoria di appartenenza. Le degustazioni sono condotte sui parametri standard di colore, aroma, gusto e impressioni generali ma le discriminanti che decretano il podio sono il carattere e la personalità della birra oltre alla sua qualità. Criteri di scelta che perfettamente si coniugano con lo spirito di Birra del Borgo e con la particolare ideazione e realizzazione di questa speciale birra.

venerdì 15 settembre 2017

Cambiamenti climatici. Il settore del Cognac guarda al futuro con nuove varietà di vitigni resistenti

Quattro varietà di vite resistenti ottenute da incroci con l'Ugni Blanc, vitigno per eccellenza impiegato nella produzione del Cognac. L'annuncio in occasione di una giornata dedicata alla stampa organizzata dall''Ufficio Interprofessionale Nazionale del Cognac, in presenza di INRA e IFV.

Prendere in considerazione la conservazione e la difesa dell'ambiente e garantire uno sviluppo economico sostenibile, attuando pratiche viticole che vedono in primis la riduzione dell'uso di fitosanitari. In questa direzione si sta muovendo l'industria del Cognac che vede nell'innovazione varietale e gestione della filiera del programma Référentiel Viticulture Durable Cognac, i strumenti chiave per affrontare questa priorità.

Varietà resistenti una forte leva per ridurre l'uso dei fitosanitari

Nei primi anni 2000, il Cognac National Interprofessional Bureau (BNIC), un reparto di ricerca e sviluppo del settore del Cognac, ha realizzato diversi programmi di ricerca in collaborazione con l'Istituto Nazionale per la Ricerca Agricola (INRA) con l'obbiettivo di creare e selezionare varietà di vite resistenti a malattie come peronospera, oidio e muffa grigia allo scopo di ridurre di oltre il 90% l'utilizzo della chimica nel vigneto e le cui uve corrispondano oltremodo alle aspettative qualitative atte a produrre vino base con un profilo organolettico idoneo alla produzione del Cognac. In sostanza devono avere le stesse caratteristiche dell'Ugni Blanc, quali produttività, acidità elevata e basso contenuto di zucchero, unite ad un ciclo vegetativo che meglio si adatti al cambiamento climatico.

Un nuovo passo verso varietà resistenti

Da una popolazione di 43 incroci ottenuti da vitigno Ugni Blanc (genitore), sono state selezionate quattro varietà di vite resistenti che per le loro attitudini agronomiche e tecnologiche sono risultate quelle più adatte alla produzione di Cognac. Queste nuove varietà di uva sono state piantate nel 2015 su campi sperimentali ed il primo raccolto è previsto nei prossimi giorni. Ma saranno necessari tre raccolti per verificare la loro idoneità alla produzione del distillato. Parallelamente queste varietà di uva saranno piantate in campi di circa 1 ha, per testare le loro attitudini ad essere utilizzate in larga scala, come parte del programma nazionale OsCaR, coordinato da INRA. L'impianto dei vigneti inizierà nel 2018 e terminerà nel 2020. I risultati ottenuti serviranno poi a costituire un dossier per l'iscrizione nel catalogo delle varietà coltivate.

Una nuova generazione di varietà di uva già nel vivo della sperimentazione

Nel 2011-2012 fu istituito un altro programma di ricerca in collaborazione con l'INRA e l'Istituto Francese del Vino (IFV) con l'obbiettivo di ottenere e selezionare nuove incroci che incorporano diversi geni sia per la resistenza all'oidio sia alla peronospera (resistenza piramidale) che potrebbero essere disponibili nel 2030.

Quella del Cognac è una filiera dinamica, da ​​sempre attenta alla conservazione dell'ambiente ed in grado di assicurare una redditività a lungo termine grazie ad uno dei prodotti più conosciuti ed apprezzati al mondo. Un indotto economico per il Paese che si traduce con un fatturato di 3 miliardi di euro e di oltre il 98% di volumi esportati in 160 paesi.

Enoturismo, difesa dell’ambiente, vitigni autoctoni: al via la Convention d’Autunno di Città del Vino

I sindaci delle Città del Vino tornano a riunirsi per la Convention d’Autunno, quest’anno in programma in Calabria nelle terre del Cirò, tra Torre Melissa, Cirò e Cirò Marina, in provincia di Crotone. Dal 21 al 24 settembre.



Un nuovo appuntamento che vede all’ordine del giorno una serie di temi cari all’Associazione dei comuni italiani a vocazione vitivinicola, fondata a Siena nel 1987. E tra questi: il turismo del vino, il piano regolatore delle Città del Vino, ma anche la valorizzazione dei vitigni autoctoni e gli eventi e le iniziative del 2018. 


In programma è previsto il simposio sul Turismo Enogastronomico – Le terre del vino nuove “città d’arte”; cultura ed enogastronomia strumenti per fare dei territori nuove destinazioni turistiche – PSR opportunità per una promozione dell’economia efficiente. Si discuterà infatti delle possibilità aperte dal PSR Calabria per lo sviluppo dell’agricoltura e della vitivinicoltura di qualità.

Il Programma di Sviluppo Rurale è infatti uno strumento di programmazione comunitaria basato sul FEASR-Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, che permette alle Regioni di sostenere e finanziare gli interventi del settore agricolo-forestale e accrescere lo sviluppo delle aree rurali. Nasce dal Regolamento UE n.1305/2013 e ha una durata di sette anni (2014/2020). L’Unione Europea mette a disposizione della Calabria risorse finanziarie per € 1.103.562.000 offrendo ai potenziali beneficiari la possibilità di aumentare la competitività del settore agricolo e forestale.

La programmazione rivolge particolare attenzione all’innovazione e alla ricerca, alla salvaguardia dell’ambiente e del clima, al presidio dei territori, alla prevenzione del rischio idrogeologico, al mantenimento e miglioramento della biodiversità, alle aree interne e svantaggiate, ma anche a una nuova politica della montagna per valorizzare un patrimonio che costituisce circa l’80% del territorio calabrese.

Durante la Convention i sindaci visiteranno il territorio di Cirò e le cantine Tenuta Baroni Capuano e Librandi (nella foto). 

giovedì 14 settembre 2017

Ambasciatori del vino italiano. Il Soave vola a Pechino per raccontare il GIAHS-FAO

Il Consorzio del Soave torna a parlare del GIAHS, il programma FAO a cui aspira a candidarsi, e lo fa da una arena decisamente internazionale: la CATF, China International Agricultural Trade Fair, in programma a Pechino.

Il Soave sarà presente a Pechino per raccontare il GIAHS-FAO. Quello del Soave è l’unico consorzio vitivinicolo italiano ad essere stato selezionato per la CATF, China International Agricultural Trade Fair, la fiera internazionale di Pechino (21-24 settembre), per testimoniare il percorso di ricerca in vista della candidatura al GIAHS-FAO. 

Invitato ufficialmente dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali quale comprensorio produttivo italiano in corsa per la candidatura al prestigioso riconoscimento FAO, il Soave avrà uno spazio dedicato al cui interno sarà illustrato il percorso di studio e ricerca che ha portato le Colline Vitate del Soave prima ad ottenere il riconoscimento ministeriale di Primo Paesaggio Rurale di interesse storico d’Italia per poi proseguire col nuovo percorso di ricerca in vista del GIAHS.

La CATF di Pechino rappresenta una vetrina particolarmente strategica per il Soave, vino che, tra le altre, rientra a pieno titolo nella lista dei 100 prodotti tutelati secondo l’accordo bilaterale sottoscritto nel recente summit Cina-Europa. Sono attesi alla CATF di Pechino oltre 3000 espositori, provenienti da più di 40 paesi, distribuiti su una superficie di 70.000 metri quadri. Lo scorso anno sono stati 45 i padiglioni allestiti, 400.000 i visitatori, provenienti da 45 paesi, 1200 i giornalisti accreditati, arrivati da 30 paesi. La rassegna, alla sua 15esima edizione, è dedicata ai prodotti agricoli, al food&beverage, agli animali domestici, ai prodotti ago-industriali quali sementi ed agrofarmaci, ai macchinari agricoli, all’internet delle cose e all’informatizzazione in agricoltura.

«Si tratta di una tappa molto significativa per il nostro comprensorio produttivo – sottolinea Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave – che da anni è impegnato sul fronte della tutela e della valorizzazione del paesaggio. Abbiamo appreso con grande soddisfazione che siamo stati gli unici ad essere stati selezionati tra i consorzi vitivinicoli italiani per partecipare a questa prestigiosa rassegna estera e poter così testimoniare da un’arena internazionale il valore e la qualità non solo del Soave ma di tutto il vino italiano».

Il programma GIAHS, avviato dalla FAO, ha come obbiettivo quello di individuare a livello mondiale alcuni paesaggi particolarmente ricchi in biodiversità che nascono dal co-adattamento di una comunità antropica con l’ambiente circostante e che si manifestano con il mantenimento di paesaggi di particolare interesse estetico e storico-culturale grazie alla continuità di tecniche agricole tradizionali. Il progetto GIAHS non si propone solo di tutelare paesaggi e tecniche gestionali di tipo tradizionale, ma di applicare i principi della conservazione dinamica, cioè di sfruttare tali tecniche per uno sviluppo sostenibile delle aree interessate, con benefici diretti ed indiretti per la popolazione, facendo diventare quindi il paesaggio tradizionale il motore dello sviluppo rurale di queste aree.

I Giahs nascono nel 2002 e per quindici anni restano unicamente un progetto di ricerca. Solo il recente successo di questo programma, con più di trenta siti iscritti, ha convinto la FAO che valesse la pena di elevarlo a rango di programma mondiale e di presentarlo al di fuori di Asia e Sud America dove si è maggiormente sviluppato fino ad oggi. A differenza dell’UNESCO World Heritage List, dove il paesaggio agrario non viene menzionato ma semplicemente incluso nella generale definizione di “paesaggio culturale”, il programma GIAHS nasce specificatamente a salvaguardia dei paesaggi appartenenti al patrimonio agricolo mondiale, abbinati alla produzione di cibo, alle pratiche agricole tradizionali, alla biodiversità bioculturale.

Il programma GIAHS si propone quindi di promuovere un’agricoltura sostenibile, che si è sottratta ai processi di industrializzazione, che conserva uno stretto legame tra paesaggio e prodotti alimentari locali, e che mantiene le comunità rurali associate ai luoghi di produzione e ai loro paesaggi, quale risposta alla sfida alimentare del nostro pianeta.

Il governo italiano ha sottoscritto nell’autunno 2016 un accordo con la FAO per collaborare a questo programma. Il Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico, istituito dal Ministero delle Politiche Agricole, rappresenta lo strumento per accedere al patrimonio FAO.

L’ingresso in questo programma, oltre a certificare ancora una volta i requisiti di sostenibilità ambientale e di tutela e valorizzazione del paesaggio, potrebbe aprire le porte ad importanti finanziamenti internazionali a favore delle comunità territoriali che si impegnano a produrre e a generare reddito nel rispetto della biodiversità e del paesaggio.

mercoledì 13 settembre 2017

Disciplinari. Arcole doc: meno vitigni, più territorio

Approvate nel corso dell’ultima assemblea dei soci le modifiche al disciplinare di produzione, che entreranno in vigore già a partire dal prossimo anno. Bene intanto la vendemmia che, nonostante le bizzarrie del tempo, si preannuncia interessante per la generale qualità delle uve.


Arcole doc: meno vitigno, più territorio. Questo in sintesi quanto emerso nel corso della recente assemblea dei soci che ha approvato le modifiche al disciplinare di produzione già presentate nei mesi scorsi in Regione Veneto.


Le modifiche approvate definiscono una nuova visione della denominazione soprattutto alla luce delle grandi novità introdotte nel territorio Veneto a seguito del riconoscimento della DOC Prosecco, della DOC Pinot Grigio e della modifica del disciplinare per la DOC Garda. Ne emerge una zona di produzione dove si è deciso di puntare sulla caratterizzazione territoriale piuttosto che sulla varietà dei vitigni proposti.

"La DOC Arcole – sottolinea Stefano Faedo, presidente del Consorzio di Tutela - ha oggi la necessità di rivedere tutto l’impianto delle regole produttive, non solo in funzione della forte crescita dei vigneti passati in pochi anni da 2.500 ettari ai quasi 5000 di oggi, ma anche in funzione di una semplificazione e caratterizzazione della denominazione. Proprio alla luce dell’evoluzione varietale crediamo opportuno snellire il sistema articolato delle tipologie proposte puntando sulla denominazione, rinunciando a tutta una serie di tipologie legate al vitigno che nel corso di questi primi 15 anni non sono stati sufficientemente utilizzate e valorizzate".

"Per questo l’idea che proponiamo - ha continuato il presidente - è di concentrare la denominazione su 3 tipologie tese a valorizzare i vitigni a bacca bianca presenti sul territorio con l’Arcole Bianco, l’Arcole Pinot Grigio e l’Arcole Chardonnay e di semplificare in 4 tipologie i vini provenienti dai vitigni a bacca rossa in Arcole rosato, Arcole rosso, Arcole Nero ed Arcole Merlot".

Il Nuovo disciplinare di produzione verrà applicato già a partire dalla vendemmia 2018.

La nota del Consorzio chiude poi con la valutazione della stagione vendemmiale 2017 in cui si evince che le uve a fronte di numerosi eventi metereologici impattanti quali la gelata di aprile e l’estrema siccità di questa estate, nell’insieme si presentano una qualità mediamente buona. Le gelate di metà primavera hanno infatti colpito a macchia di leopardo e questo ha condizionato in parte alcune varietà precoci, come il pinot grigio che, complice anche le alte temperature del mese di agosto, ha anticipato la maturazione e quindi la vendemmia.

Per quanto riguarda i valori organolettici, si prevede una diminuzione dell’acidità a causa del calore che ha parzialmente ridotto il contenuto malico delle uve, ma un grado zuccherino nella norma e in alcuni casi superiore, che favorisce principalmente le varietà a bacca rossa con vini più morbidi e rotondi. Inoltre l’escursione termica della seconda decade di agosto ha permesso di recuperare alcuni valori, ottimizzando così la maturazione.

Dagli ultimi rilievi, emerge che le uve sono comunque in uno stato fitosanitario ottimale in quanto la stagione, seppur bizzarra dal punto di vista climatico, non ha permesso lo sviluppo di alcune criticità tipiche come la peronospora e lo oidio. Sono stati infine limitati i danni da scottatura grazie ad una avveduta gestione della parete fogliare.

Vitigni resistenti. Dalla Svizzera, cinque nuove varietà resistenti alla botrytis

La diffusione dei nuovi vitigni è iniziata quest’anno tramite la filiera di certificazione svizzera. Tra questi presente anche il Nerolo, un incrocio con il nostro Nebbiolo.


Sviluppati dall'istituto di ricerca Agroscope, queste cinque nuove varietà di uva a bacca rossa sono state ottenute da incroci con il Gamaret, vitigno che offre una buona resistenza al marciume grigio, con varietà di uve europee ad elevato potenziale qualitativo: Merlot, Cabernet Franc, Humagne rouge ed il nostro Nebbiolo. 


Sono stati battezzati rispettivamente: Cabernello (Gamaret x Cabernet franc), Merello e Gamarello (Gamaret x Merlot), Cornarello (Gamaret x Humagne rosso) e Nerolo (Gamaret x Nebbiolo). Nascono da un progetto a cura di Agroscope, centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica, con l'intento di selezionare e creare nuove varietà di vite per una viticoltura nel segno della sostenibilità e conservazione della biodiversità. 

I cinque nuovi vitigni, derivanti dalla selezione di meticci di Vitis vinifera (selezione intraspecifica) sono stati omologati e la loro diffusione è già iniziata nell'anno in corso tramite la filiera di certificazione svizzera. Le nuove varietà hanno fornito prova di una buona resistenza al marciume grigio; un comportamento agronomico ed enologico ottimale in una larga gamma di situazioni pedoclimatiche, permettendo di produrre vini con le caratteristiche dei vitigni prestigiosi dai quali derivano, anche in condizioni viticole non ottimali a livello di esigenze climatiche.

Oltre a queste varietà resistenti, Agroscope svilupperà, nell'ambito di un altro programma di ricerca, nuove varietà di uve a bacca bianca multiresistenti (botrytis, oidio e peronospora) che dovrebbero essere registrate entro il 2019.

Il gamaret

Creato nel 1970 nella stazione di ricerca Agroscope Changins-Wädenswil, il Gamaret nasce da un incrocio tra Gamay e Reichensteiner (vitigno a bacca bianca tedesco), ed è stato realizzato per ottenere un vitigno simile al Gamay, ma più resistente e con un colore più ricco. Lanciato ufficialmente sul mercato nel 1990, è fratello del Garanoir e del Mara. Il nome proviene dai due vitigni da cui deriva. Il Gamaret è precoce ed è estremamente resistente alla botrite. Presente anche in Val d'Aosta, la coltivazione di questo vitigno è diffusa soprattutto in Svizzera, e dal 2008 è autorizzata anche nella regione francese del Beaujolais. Produce vini colorati, speziati, molto tannici e spesso utilizzati per gli assemblaggi. Il Gamaret, se vinificato in purezza, da vini rossi ben colorati e strutturati, ricchi in tannini ed adatti ad un moderato invecchiamento; nel complesso un vino piacevole ed equilibrato, talvolta con note speziate. 

martedì 12 settembre 2017

Eventi. Dal campo alla cantina, il meglio del settore vitivinicolo, Rive scalda i motori

La Rassegna Internazionale di Viticoltura ed Enologia in programma dal 12 al 14 dicembre 2017 sta raccogliendo il consenso dell’eccellenza italiana ed internazionale del settore.

Rive è un appuntamento unico nel settore: per la prima volta, l’intera filiera del vino, dal campo alla cantina, si confronterà all’interno della stessa rassegna. Nei circa 30mila metri quadrati di area espositiva coperta e scoperta che Pordenone Fiere dedicherà alla fiera, troveranno posto, suddivisi per categoria merceologica, le tecnologie più avanzate, i materiali più innovativi e i servizi più all’avanguardia per tutti gli attori della filiera del vino, dalla vite al campo. Rive 2017 sarà un’occasione per viticoltori, enologi, vinificatori e distributori di conoscere lo stato dell’arte del settore vitivinicolo, confrontandosi con colleghi e produttori.

Contestualmente all’esposizione si svolgerà Enotrend: una fitta proposta di workshop e convegni di alto livello che affronteranno i temi caldi della vitivinicoltura italiana con il coordinamento del Comitato Scientifico.

Tra i tanti espositori che hanno già confermato la loro presenza a Pordenone figurano leader di mercato come i Vivai Cooperativi Rauscedo (vivaismo viticolo), John Deere e New Holland (meccanizzazione), Vignetinox (viticoltura), Gortani, Tirelfrigo e Lasi (vinificazione ed enologia).

Chi opera nel vivaismo viticolo,a Rive troverà aziende attive nell’ambito della produzione e progettazione di macchinari e materiali per la preparazione e la conservazione delle barbatelle. Ampi spazi saranno dedicati anche ai viticoltori, con strumenti e attrezzature per la coltivazione della vite, un’area dedicata alla meccanizzazione e un focus sui prodotti chimici e biologici per la lotta contro i patogeni.

Per la successiva fase della vinificazione saranno in esposizione macchine, attrezzature e prodotti per i processi di trasformazione dell’uva in vino e per l'affinamento. Al centro dell’attenzione della fiera anche l’enologia, con servizi di consulenza e attrezzature per la conservazione e la degustazione e la fase finale di commercializzazionedel vino, che comprende tutti i prodotti per l’imbottigliamento, il confezionamento, l’ispezione e la misurazione del prodotto ai fini della vendita e della distribuzione.

Ecco un breve profilo di alcuni degli espositori che parteciperanno a Rive 2017.

Vivai Cooperativi Rauscedo, la più grande azienda vivaistica produttrice di barbatelle nel mondo, con sede in provincia di Pordenone e una produzione annua di più di 85 milioni di esemplari. Il 42% delle barbatelle prodotte dai Vivai Rauscedo viene esportato in 30 Paesi diversi.
Vignetinox, un’azienda di Fiume Veneto che dal 1979 opera nel settore delle attrezzature per vigneti, producendo fili ed accessori in acciaio inossidabile per palificazione. Vignetinox è la prima realtà italiana ad aver brevettato un sistema di coltivazione industriale mirato a ridurre le ore di manutenzione e gestione del vigneto.

Gortani srl: con sede ad Amaro, in provincia di Udine, da più di trent’anni produce serbatoi per lo stoccaggio di liquidi alimentari, tra cui serbatoi per lo stoccaggio termocondizionato e non termocondizionato, vinificatori con tecnologia Enomatic e autoclavi per le procedure di spumantizzazione.

Presenti a Rive due tra i principali attori a livello mondiale nel campo delle macchine agricole: si tratta delle americane New Holland, fondata nel 1895 in Pennsylvania, ora parte del gruppo italiano CNH di FCA e John Deere, la cui prima registrazione risale al 1837 a Gran Detour.

Volendo nominare solo i modelli di punta rivolti alla viticoltura di entrambe le aziende, ricordiamo da una parte le vendemmiatrici EnoControl di New Holland, specializzate nella lettura di mappe pre-elaborate per la vendemmia che smistano l’uva raccolta in base alla qualità; per John Deere citiamo invece la gamma di trattori multifunzione 5G, con motorizzazione stage IIIB a carreggiata stretta, perfetti per la manovrabilità negli interfilari stretti. New Holland presenterà in anteprima delle novità tecnologiche per la lavorazione del vigneto.

Tirelfrigo è un’azienda attiva da 60 anni nel campo della termoregolazione industriale. Dal 1946 offre standard di eccellenza per il settore enologico, progettando impianti su misura per l’appassimento delle uve, la termovinificazione e la stabilizzazione, oltre che refrigeratori di vino e riscaldatori di mosto.

LASI è un’azienda italiana leader nella progettazione e realizzazione di impianti completi in acciaio inossidabile per il settore enologico: tra i suoi prodotti di punta vanta autoclavi, fermentatori, serbatoi, presse pigiatrici e macchinari innovativi come Mythos e Leonardo, coperti da brevetti internazionali.

Per ulteriori informazioni: www.exporive.com - www.enotrend.it

venerdì 8 settembre 2017

Eventi. Innovazione e sostenibilità al centro di SIMEI, la prima fiera al mondo per le tecnologie del settore enologico

Innovazione e sostenibilità: questi i temi centrali del ricco calendario di eventi che si terranno durante la 27° edizione di SIMEI, fiera biennale leader mondiale delle tecnologie per enologia e imbottigliamento organizzata da Unione Italiana Vini dal 1963, in programma dall'11 al 15 Settembre 2017 per la prima volta a Monaco di Baviera, in partnership strategica con Drinktec, la prima fiera al mondo per il liquid food e il beverage.

Da oltre 50 anni, infatti, SIMEI non solo rappresenta la più importante vetrina internazionale di macchinari, attrezzature, prodotti e soluzioni per la produzione, l’imbottigliamento e il confezionamento nel settore vitivinicolo, ma anche un appuntamento fondamentale di aggiornamento, informazione e formazione.

Gli eventi in programma, sono il frutto di un confronto internazionale tra imprese, fornitori e istituti di ricerca sulla produzione sostenibile nel settore enologico e dell’imbottigliamento. Scopo di questi importanti momenti formativi è, infatti, quello di approfondire il ruolo determinante dell’innovazione tecnologica a sostegno delle garanzie produttive e della sostenibilità ambientale sociale ed economica.

Temi. Le sessioni previste si svilupperanno nell’ambito di tre macro-temi.

1. " Come misurare la sostenibilità apportata dall’innovazione tecnologica nell’ambito del packaging primario", dove il tema della sostenibilità viene declinato sui processi di progettazione dell’intero ciclo di vita dell’imballo e della chiusura.

2. “Innovazione e sostenibilità in materia di etichettatura, a tutela del produttore e del consumatore” che vuole analizzare il campo delle etichette, principale strumento di marketing dei produttori per interagire con i consumatori e unico supporto di comunicazione valida delle autorità per fornire tutte le informazioni di cui i consumatori necessitano
per fare una scelta consapevole.

3. “La sostenibilità di sistema, esperienza di cluster territoriali e dell’Unione Europea” che affronterà l'impatto della sostenibilità ambientale sociale ed economica sui territori portando a esempio progetti promossi da realtà nazionali e internazionali che hanno fatto della sostenibilità il loro motore.

Per ogni tema sono previsti dibattiti e workshop tecnici che vedono quali protagonisti importanti realtà nazionali e internazionali, tra cui il CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins), il CERVIM (Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione della Viticoltura Montana), la Stazione Sperimentale del Vetro, la Confederazione Europea del Sughero e la Spirits Valley.

Format.  Unione Italiana Vini propone un format innovativo e interattivo coinvolgendo un numero molto ampio di attori della comunità scientifica ed esperti di settore e della tecnica impegnati nello sviluppo del mondo vitivinicolo. Personalità autorevoli a livello internazionale, rappresentanti dell’accademia, delle aziende vitivinicole (i “buyer”), dei “fornitori di tecnologie” (gli espositori) si alterneranno sul palco affrontando in modo costruttivo, critico e proattivo le tematiche in oggetto.

Come partecipare. I Seminari, tutti in lingua inglese, si svolgeranno dal 11 al 14 settembre, in sessioni di 1 o 2 ore. I visitatori potranno accedere alle aree gratuitamente ed usufruire dei servizi connessi ai vari Workshop. Al termine di ogni sessione sarà possibile approfondire i temi con i relatori sia negli spazi adiacenti le aule sia direttamente presso gli stand.

Dove. Tutti gli eventi saranno ospitati all’interno di due Conference Room posizionate nei padiglioni C2 e C3. Le aree utilizzano supporto OST (Open Space Technology), quindi dotate di impianto audio-video, videoproiettore, assistenza tecnica.
Iscrizione. Ogni sala ha un numero limitato di 100 posti seduti. È possibile iscriversi a www.simei.it/eventi  

Durante SIMEI si terrà inoltre la cerimonia di premiazione dei vincitori del concorso “Innovation Challenge”, istituito da Unione Italiana Vini per offrire un riconoscimento alle innovazioni nel comparto enologico e dell’imbottigliamento (Cerimonia di premiazione in programma per martedì 12 settembre alle ore 17 nel padiglione C2).

SIMEI@drinktec:
11-15 settembre 2017
Monaco di Baviera (Germania)
Polo Fieristico Messe München
Padiglioni C2 e C3

Programma Eventi - SIMEI Knowledge & Innovation

ILLUSTRAZIONE DELLA NUOVA MACCHINA “LUCIDA BOTTIGLIE”
Prima Industries
DATA: 11/09/2017, ORA: 14:00 – 15:00, SALA: C3
Relatore: Flavio Atti (Prima Industries)

DALL’UNIONE EUROPEA LA DEFINIZIONE DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE DEL VINO
CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins)
DATA: 12/09/2017, ORA: 10:00 – 12:00, SALA: C3
Relatori: Pau Roca Blasco (FEV), Michele Galatola (EU Commission – DG Environment), Monika Christmann (OIV), Stefano Stefanucci (Equalitas), Ignacio Sanchez Recarte (CEEV)

L'impronta ambientale di prodotto (PEF) è un'iniziativa della Commissione Europea, che mira a sviluppare metodologie e soluzioni armonizzate per la misurazione volontaria dell’impatto ambientale dei vini.

A tal fine, è in corso un progetto pilota coordinato dal CEEV con lo scopo di definire le regole standard per misurare tale impatto. Durante il seminario verrà presentato lo stato di avanzamento del progetto pilota e gli ultimi risultati ottenuti; verranno inoltre valutati i benefici generali e le conseguenze che tale iniziativa avrà sull’intera filiera.

I risultati del progetto pilota sono destinati a diventare le regole PEF specifiche che dovranno essere applicate da tutte le parti interessate del settore vitivinicolo dell'Unione Europea e internazionale che volontariamente decidono di misurare le prestazioni ambientali dei loro vini.

IL RUOLO DELL’ENOLOGO
Union Internationale des Oenologues
DATA: 12/09/2017, ORA: 11:30 – 13:00, SALA: C2
Relatore: Serge Dubois (Union Internationale des Oenologues)

La continua evoluzione del mercato del vino richiede un adattamento da parte dell’enologo che deve soddisfare le diverse aspettative dei consumatori. In 60 anni si è passati da un’enologia curativa a un’enologia preventiva, dove a poco a poco l’enologo si è preso possesso delle cantine per la vinificazione e l’invecchiamento. Poi ha partecipato a decisioni che riguardano la vigna. Ma doveva andare oltre, e negli ultimi anni abbiamo visto l’enologo uscire dalle cantine per incontrare i consumatori stessi, con due obiettivi - per ascoltare le aspettative dei consumatori e per adattare il vino alle loro aspettative.
L’enologo ha anche avuto un ruolo attivo nella tutela dell'ambiente e la salute dei consumatori.

TRATTAMENTO E MANUTENZIONE DELL’ACCIAIO INOSSIDABILE CON PRODOTTI NON PERICOLOSI
Ricerca Chimica
DATA: 12/09/17, ORA: 12:00 - 12.30, SALA: C3
Relatore: Ermanno Delia (Ricerca Chimica)

Il nome “acciaio inossidabile” nasceva quando ancora non erano totalmente note le caratteristiche chimiche di questo metallo: in realtà questo materiale è soggetto comunque a corrosione e contaminazione superficiale. E’ importante utilizzare una giusta soluzione per ottenere le proprietà "Stainless". La soluzione proposta è un sistema di nuova generazione che utilizza prodotti NON PERICOLOSI per l’uomo.

MODERNIZZAZIONE IN MATERIA DI ETICHETTATURA DEI VINI - LA CORRETTA INFORMAZIONE DEL CONSUMATORE
CEEV (Comité Européen des Entreprises Vins)
DATA: 12/09/2017, ORA: 14:00 – 16:00, SALA: C2
Relatori: Joao Onofre (EU Commission – DG Agriculture and Rural Development), Felice Assenza (MIPAAF), Monika Christmann (OIV), Jean-Marie Barillere (CEEV), Paolo De Castro (MEP), Pau Roca Blasco (FEV)

Le etichette dei vini sono in genere, per i produttori di vino il principale strumento di marketing per interagire con i consumatori e per le autorità, l'unico supporto di comunicazione valida per fornire tutte le informazioni di cui i consumatori necessitano per fare una scelta consapevole. Questo seminario discuterà relazione della Commissione sulla comunicazione delle informazioni nutrizionali e gli ingredienti delle bevande alcoliche, e l'opportunità offerta al settore vitivinicolo per esplorare sviluppi innovativi nel settore delle informazioni sui prodotti alimentari, anche on-line, per proporre i modi più efficaci per fornire informazioni utili ai consumatori.

L’EVOLUZIONE DEL COMPARTO OLIO DA OLIVE SUL FRONTE DEL PACKAGING E DEL MARKETING. DALLA SCELTA DEI MATERIALI AL VISUAL DESIGN
Olio Officina
DATA: 12/09/2017, ORA: 14:00 – 15:00, SALA: C3
Relatore: Luigi Caricato (direttore di Olio Officina)

Una materia prima nobile - tra i grassi alimentari cui si riconosce ormai universalmente il ruolo di functional food, oltre che di "alimento nutraceutico” - deve essere ben gestita, affinché la qualità nutrizionale e sensoriale intrinseca al prodotto olio extra vergine di oliva sia ben protetta e tutelata, anche nel lungo periodo e nella gestione del trasporto e della collocazione della merce nei punti vendita. La scelta dei materiali per effettuare un confezionamento idoneo e più efficace ha creato molte attenzioni specifiche, e molto è cambiato nel settore di riferimento rispetto al passato, con maggiori motivazioni e attenzioni anche al marketing e al visual design. Quali possono essere le strategie future, a partire dal nuovo corso intrapreso dalle imprese olearie?

ETICHETTA COME STRUMENTO DI GARANZIA DELLA SALUTE (LIWH)
Rotas Italia
DATA: 12/09/17, ORA: 16:00 – 17:00, SALA: C2
Relatore: Francesco Celante (Rotas Italia)

Attraverso il messaggio contenuto nell’etichetta, il produttore garantisce al consumatore: il rispetto delle regole di produzione del vino, la trasparenza su come opera in vigneto ed in cantina, la corrispondenza tra il ciò che sta dentro alla bottiglia e le informazioni in etichetta.   È evidente quindi che chi produce bevande alcoliche deve garantire che il prodotto non sia nocivo per la salute ma deve anche assicurare al consumatore che ciò che sta bevendo è quello che crede di bere.
Tutti gli attori della filiera devono essere consapevoli dell’importanza etica e sostanziale delle informazioni contenute in etichetta
Dialogherà con il pubblico Francesco Celante, fondatore Rotas Italia ed uno dei massimi esperti mondiali in materia di anti-contraffazione, Consulente tecnico del Tribunale in materia di anti-contraffazione.

PREMIAZIONE INNOVATION CHALLENGE LUCIO MASTROBERARDINO
DATA: 12/09/17, ORE: 17:00 – SALA: C2
A seguire aperitivo

PRESSE SOTTOVUOTO “VACUUM SYSTEM”. IMPIANTO PER IL RECUPERO DEL GAS IN FASE DI PRESSATURA E UTILIZZO DEL GAS DI FERMENTAZIONE
Siprem International
Relatori: Roberto Berto, Samuele Spadoni (Siprem International)
DATA: 13/09/2017, ORE: 09:30 – 10.00,SALA: C2

SOSTENIBILITA’ A 360°: IL PROGETTO “MAREMMA TERRA DI VINI”
Cantina Sociale di Pitigliano, Cantina Sociale Vini di Maremma, Podere San Cristoforo, Rocca di Montemassi e Castello d’Albola
DATA: 13/09/2017, ORA: 10:00 – 12:00, SALA: C3
Relatori: Stefano Stefanucci (Equalitas), Stefano Ferrante (Casa Vinicola Zonin)

Maremma Terra di Vini è un progetto territoriale che si pone l’obiettivo di far intraprendere un percorso volto alla certificazione di sostenibilità (di prodotto e di azienda) a cinque realtà produttive maremmane, rappresentative della filiera vitivinicola: Cantina Sociale di Pitigliano, Cantina Sociale Vini di Maremma, Podere San Cristoforo, Rocca di Montemassi e Castello d’Albola. Il progetto porterà le aziende a quantificare l’impatto dei parametri misurabili e oggettivi connessi alla realtà produttiva (biodiversity, Water Footprint, Carboon Footprint) e a valutare lo stato di sostenibilità delle buone prassi di vigneto e cantina adottate da queste aziende.

FILTRO UNICO: LA SOLUZIONE ALL-IN-ONE PER I PICCOLI E MEDI PRODUTTORI
VLS Technologies
DATA: 13/09/17, ORA: 10:30 – 11:00, SALA: C2
Relatori: Stefano Giacobini e Francesco Chinni (VLS Technologies)

Tutti i vantaggi della filtrazione tangenziale in un’unica soluzione che semplificherà l’intero processo di filtrazione.

LEES STOP PER LA FILTRAZIONE TANGENZIALE DI PRODOTTI AD ALTO CONTENUTO DI SOLIDI
VLS Technologies
DATA: 13/09/17, ORA: 11:00 – 11:30, SALA: C2
Relatori: Stefano Giacobini e Francesco Chinni (VLS Technologies)

Filtrazione tangenziale e relativi vantaggi, presentazione nuova tecnologia per la filtrazione di liquidi con elevati solidi in sospensione.

MODALITA’ DI VERIFICA DELLA CONFORMITA’ ALLA LEGISLAZIONE ALIMENTARE, UN’OVERVIEW
Stazione Sperimentale del Vetro
DATA: 13/09/2017, ORA: 14:00 – 16:00, SALA: C2
RELATORI: Nicola Favaro e Martina Scarpa (Stazione Sperimentale del Vetro)

La sempre maggiore attenzione al tema della migrazione delle sostanze chimiche dei materiali di imballaggio a contatto con bevande e alimenti sta guidando un’evoluzione della legislazione mondiale in materia. La conformità alle normative specifiche in vigore nel paese di distribuzione del prodotto, è obbligatoria e deve essere verificata preventivamente. La verifica della conformità alla legislazione nazionale è spesso uno dei principali oneri burocratici che il produttore di vetro si trova ad affrontare quando esporta i suoi prodotti in vetro. In realtà, queste legislazioni sono spesso molto diverse da un paese all'altro, e il recupero e la valutazione delle informazioni corrette per quanto riguarda i limiti, le procedure di test, gli standard e così via, raramente rappresentano un compito banale.
I rivenditori operanti nei singoli paesi, inoltre, richiedono in genere la conformità anche a norme interne supplementari, aumentando la complessità di tale attività di verifica. L'obiettivo della presentazione è quello di fornire una panoramica introduttiva sulle legislazioni in vigore nei principali paesi europei ed extra-europei. Saranno infine descritti i principali protocolli di prova applicati dalla SSV per verificare la conformità a tali normative.

LA PERCEZIONE DEL VALORE DEL VINO
Rotas Italia
DATA: 13/09/17, ORA: 15:00 – 16:00, SALA: C3
Relatore: Francesco Celante (Rotas Italia)

La funzione estetica dell’etichetta dà valore aggiunto al vino, influenza la decisione d’acquisto, protegge e aumenta il valore del brand.

RESISTENZA MECCANICA DEL VETRO: OTTIMIZZAZIONE DELLE LINEE DI RIEMPIMENTO
Stazione Sperimentale del Vetro
DATA: 14/09/2017, ORA: 10:00-12:00, SALA: C3
RELATORI: Nicola Favaro e Martina Scarpa (Stazione Sperimentale del Vetro)

Il vetro è riconosciuto come il miglior materiale di imballaggio per numerosi prodotti a causa della sua elevata resistenza chimica, trasparenza, barriera di permeabilità ai gas ed altre. Tuttavia, v'è ancora spazio per miglioramenti, in particolare per trovare nuove soluzioni per ridurre il rischio di rottura. Una delle principali cause di rottura contenitori di vetro è correlata ai graffi introdotti sulla superficie del contenitore di vetro dal contatto vetro-vetro o vetro-metallo lungo la linea di imbottigliamento. Per ridurre il rischio di rottura dei contenitori di vetro lungo tutto il loro ciclo di vita, è necessario un miglioramento delle prestazioni della linea di riempimento.
L'obiettivo del workshop è quello di fornire una panoramica aggiornata delle principali tecnologie che possono essere implementate sulle linee di riempimento o confezionamento per ridurre il più possibile il rischio di rottura tra i contenitori di vetro o tra contenitori e parti metalliche.

TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE DEGLI SPIRITI
Spirits Valley Association
DATA: 14/09/2017, ORA: 10:30 – 12:30, SALA: C2
Relatori: Adrien LEBRUN (Cognac Embouteillage), Anne-Helene (Bouchage Delage)
Moderatore: Julien Courtey-Fevrier (Spirits Valley)

L'obiettivo principale del seminario è dare una presentazione generale ad alcuni elementi e problematiche cruciali della produzione di spiriti – etichettatura, chiusure ed imbottigliamento - mettendone in risalto le specificità e le differenze dalla produzione del vino, in particolare: la diversità dei formati di bottiglia e caraffa esistenti nell’industria delle bevande alcoliche e la diversità di liquidi imbottigliati.
Una sezione del seminario tratterà la recente attuazione di nuove linee di imbottigliamento in alcuni grandi aziende di spiriti per aggiornare i propri strumenti e ad adempiere ad un elevato standard di qualità.
Un altro aspetto oggetto di approfondimento e di confronto tra produzione di spiriti e di vino sarà quello delle chiusure: materiali utilizzati per la produzione delle chiusure e procedimenti di assemblaggio.

IL RUOLO SOCIO-ECONOMICO E AMBIENTALE DELLE VITICULTURE “EROICHE” PER LA VALORIZZAZIONE DEI TERRITORI
CERVIM
DATA: 14/09/2017, ORA: 14:30 – 16:30, SALA: C3
RELATORE: Roberto Gaudio (CERVIM)

Il Cervim (Centro di Ricerche, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione della Viticoltura Montana) è un centro di studi, a valenza internazionale, che ha come interesse le viticolture caratterizzate da difficoltà strutturali permanenti, quali: altitudini superiori a 500 mt ad esclusione degli altopiani; pendenze del terreno maggiori del 30%; sistemi viticoli su terrazze o gradoni; sistemi viticoli delle piccole isole.
L'obiettivo del workshop è mettere in evidenza, a livello tecnico-scientifico, non solo le problematiche, ma l'importante ruolo socio-economico-ambientale delle viticolture "eroiche" per i territori in cui sono inserite.

SYSTECODE: UN APPROCCIO GLOBALE AI TAPPI DI SUGHERO DI ALTA QUALITA’
C.E. Liège Confederazione Europea del Sughero
DATA: 14/09/2017, ORA: 15:00 – 16:00, SALA: C2
Relatore: João Ferreira (C.E. Liège Confederazione Europea del Sughero)

SYSTECODE è un sistema di certificazione che assicura la conformità con l'ICCSMP (International Code of Practices for Manufacturing Stopper Cork). È un accreditamento ufficiale avviato e realizzato da CELiege e supportato da controlli annuali effettuati dall'organismo internazionale di certificazione Bureau Veritas. Questo controllo assicura che le aziende che producono tappi di sughero rispettino le pratiche industriali più efficaci. Celiege lancia ora la settima edizione del ICCSMP, che come nelle edizioni precedenti include le scoperte più recenti e gli ultimi progressi tecnologici. Per l'industria, è uno dei più importanti fattori di modernizzazione e di distintività (data l'adesione di numerose aziende in Europa e in altre regioni) nonché una garanzia che le aziende aderenti operino nel pieno rispetto delle norme ambientali, di sicurezza e di contatto con gli alimenti.