giovedì 20 luglio 2017

Vino&Ricerca. Nasce la rete SUSGRAPE, il progetto italo-sloveno per l’innovazione sostenibile in viticoltura

Grazie a soluzioni ICT, il progetto SUSGRAPE punta ad abbattere l'uso di sostanze chimiche ed emissioni di CO2 nei vitigni. Allo studio anche lo sviluppo di nuovi biopesticidi.

Introdurre innovazioni a sostegno dei viticoltori italiani e sloveni per produzioni migliori sia dal punto di vista del prodotto sia per quanto riguarda il minor impatto ambientale. E’ questa l’esigenza da cui prende le mosse il progetto transfrontaliero SUSGRAPE – avviato grazie a un finanziamento Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 –  coordinato da AREA Science Park.

Attraverso l’adozione di tecnologie ICT in viticoltura, si punta a ottenere  la riduzione dell’uso di sostanze chimiche, delle emissioni di CO2, dei consumi d’acqua per l’irrigazione, aumentando allo stesso tempo la salubrità e la qualità del prodotto finale. L’idea di SUSGRAPE nasce dalla necessità delle aziende vitivinicole partner del progetto di transitare verso modalità di lavorazioni agricole più sostenibili, rispetto a quelle attualmente in uso, nel contrasto alle due patologie che solitamente pregiudicano la salute della pianta e ne compromettono la produzione: la peronospora e l’oidio. Uno dei principali obiettivi è anche saggiare le potenzialità della microbiologia applicata all’agricoltura, attraverso analisi genetiche transfrontaliere delle popolazioni batteriche che caratterizzano le viti, con lo scopo di sviluppare nuovi biopesticidi.

Intorno al progetto è già nata una rete stabile composta da diciassette imprese, due centri ricerca, un’università  –  aperta a nuovi ingressi futuri – tra cui, oltre ad AREA Science Park di Trieste, spiccano il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB, Primo Principio, Camera di Commercio Italo-Slovena di Capodistria, Università del Litorale in Slovenia, Consorzio di Tutela Vini del Collio e Vinakoper, storica azienda vitivinicola slovena con più di 500 ettari di produzione.

“La penetrazione della tecnologia digitale nelle aziende agricole italiane è una priorità inserita nel piano Industria 4.0 del Governo, che nel giro di cinque anni dovrebbe proiettare l’Italia ai vertici europei, aumentando gli ettari lavorati con tecnologie innovative dall’1 al 10% – sottolinea Federico Longobardi, direttore tecnico di Primo Principio. Con SUSGRAPE contiamo di dimostrare al mercato agricolo che chi investe in tecnologie e competenze appropriate ottiene risultati di eccellenza. Poniamo le basi per la diffusione capillare di tecnologia IoT (internet delle cose, o meglio delle piante) in agricoltura, il cui successo sarà ovviamente legato alla sostenibilità economica dell’investimento richiesto ai produttori”.

Con SUSGRAPE sarà sperimentato un Sistema di Supporto Decisionale (DSS) nella gestione della vigna da adottare in due diverse zone agricole sul confine italo-sloveno. Il DSS è composto da un sistema di monitoraggio ambientale associato allo sviluppo di due modelli previsionali agronomici integrati in un software.

Offerte di lavoro. L'OIV cerca un gestore di database vitivinicoli. Data di inizio dell'incarico: 1 ottobre 2017

Le mansioni del canditato ideale, sotto l'autorità del direttore generale, si sostanziano nella creazione e implementazione di un database unico su SQL Server con integrazione, raccolta e utilizzo dei dati esistenti. Partecipazione all'analisi statistica e lo svolgimento di altre funzioni connesse e di segreteria eventualmente necessarie.

L'OIV è un'organizzazione intergovernativa che stabilisce le norme scientifiche e tecniche della filiera vitivinicola a livello mondiale. Si occupa inoltre della raccolta, dell'elaborazione e della diffusione di dati statistici e tecnici, in particolare mediante database statistici relativi alle varietà di vite, alle indicazioni geografiche e ai corsi di formazione internazionali.

I database esistenti sono attualmente gestiti in modo indipendente in Excel e Access e vi è consentito l'accesso parziale e statico attraverso il sito web dell'OIV. Il fine è disporre di un database permanente
che in una fase successiva possa essere utilizzato (per ricerche, rapporti, grafici, ecc.) sia internamente sia attraverso il sito web dell'OIV mediante estrazioni che permettono l'esplorazione visiva e ludica di dati configurabili.

Le condizioni di assunzione sono:

1 – Classificazione: categoria III
Statuto del personale dell'OIV (www.oiv.int – L’OIV – Documenti fondamentali);
2 – periodo di prova di 3 mesi;
3 – regime fiscale proprio delle organizzazioni internazionali (esenzione dalle imposte
sulle retribuzioni);
4 – orario di lavoro: settimana di 39 ore;
5 – congedi annuali: 30 giorni lavorativi;
6 – previdenza sociale e copertura sanitaria;
7 – trattamento retributivo lordo mensile tra 2.523 € e 3.013 € (13 mensilità) [pari a uno
stipendio netto annuale non imponibile compreso tra 25.500 € e 30.600 €], in base alle
qualifiche e all'esperienza + regime indennitario specifico (bonus, indennità di trasferta,
buoni pasto, assegni famigliari e altri).

Qualifiche richieste:

1 – Studi superiori scientifici (laurea specialistica o master) con specializzazione o
conoscenze approfondite in informatica e statistica; esperienza di almeno 3 anni;
2 – padronanza degli strumenti informatici specialistici (Excel, Access, SQL,
HTML, PHP, ecc.);
3 – ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due delle lingue ufficiali
dell'Organizzazione: francese, tedesco, inglese, spagnolo e italiano;
4 – essere cittadino di uno Stato membro dell’OIV;
5 – capacità di sintesi e buona capacità analitica e redazionale per l'elaborazione di
rapporti e analisi congiunturali;
6 – la conoscenza del settore vitivinicolo e il possesso di competenze statistiche
settoriali costituiscono un punto a favore;
7 – capacità di gestire il lavoro in funzione delle priorità;
8 – attitudine al lavoro di squadra e alla comunicazione interna ed esterna.

Termine per la presentazione delle domande di assunzione: 31 agosto 2017

Modulo di candidatura

Guide Enogastronomiche. New York Style, Chicago Style, Oceania Style, Asia Style, Nord Europa Style, Giappone Style, Sud America Style, ecco le migliori pizzerie d'oltreoceano

Tappa internazionale per 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata al mondo della pizza, con una classifica stilata in forma anonima da un team di ispettori che si sono basati, oltre che ovviamente sulla qualità delle pizze, anche sul servizio, la carta dei vini e delle birre, la capacità di ricerca e l’arredamento.

Edita da Formamentis, realtà la cui attività è dedicata soprattutto alla formazione professionale nel settore agroalimentare ed enogastronomico, e curata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori del fortunato format LSDM (Le Strade della Mozzarella), e da Luciano Pignataro, giornalista che da anni si dedica alla scoperta delle migliori pizzerie italiane, la guida proprio in questi giorni entra nella fase “calda” del suo countdown che porterà proprio oggi, giovedì 20 luglio, negli splendidi spazi di Castel dell’Ovo a Napoli, a scoprire i primi 50 maestri pizzaioli della penisola.

“Ma la pizza ormai è una sorta di patrimonio comune – hanno spiegato i curatori – e quindi, sin dall’inizio, abbiamo pensato che non potesse mancare, nella nostra guida, una sezione internazionale. Abbiamo dunque coinvolto ispettori di tutti i continenti che ci hanno segnalato quei locali che, nei quattro angoli del mondo, fossero in grado di distinguersi nella proposta di uno tra i prodotti più iconici del panorama gastronomico mondiale”.

E dato che, come dicono i newyorkesi “se non accade a New York, semplicemente non è accaduto”, gli organizzatori hanno scelto proprio la Grande Mela come teatro di questa sfida. Location d’eccezione il ristorante Ribalta di Rosario Procino, un posto di cultura e gastronomia partenopea oltreoceano che porta la firma in cucina dello chef Pasquale Cozzolino. In gara i campioni di 7 differenti stili di pizza per un challenge serrato che ha visto arrivare alla finalissima 5 candidati per ognuna delle categorie previste.

Ecco i vincitori, premiati alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Melara, Direttore di Formamentis:

Migliore Pizzeria New York Style: Di Fara Pizza, Brooklyn, NY;

Migliore Pizzeria Chicago Style: The Art of Pizza, Chicago;

Migliore Pizzeria in Oceania: Rosso Pomodoro, Sidney (Australia);

Migliore Pizzeria in Asia: Fire and Ice Pizzeria, Kolkata (India);

Migliore Pizzeria in Nord Europa: Baest, Copenaghen (Danimarca);

Migliore Pizzeria in Giappone: I Love Pizza, Osaka;

Migliore Pizzeria in Sud America: Bràz Pizzeria, Rio de Janeiro (Brasile).

La giuria ha inoltre voluto assegnare un premio speciale sul tema dell’innovazione e sostenibilità a Matthew Kenney’s Vegan Pizzeria 00+Co di New York.

http://www.50toppizza.com/  -  ispettore@50toppizza.com - FB

Dalla viticoltura alla ristorazione: il territorio casertano celebra le sue eccellenze. Ecco il programma

Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta).

Vite centenaria di Casavevecchia
Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. 

Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).

mercoledì 19 luglio 2017

Gli effetti dei cambiamenti climatici in viticoltura, nel Vigneto Italia, da nord a sud, si guarda già alla vendemmia 2017

11 luglio, inizio invaiatura Pinot Nero
In gran parte d’Italia, si tratti di Chardonnay, Nebbiolo o Sangiovese, è quasi tempo di tirar fuori le presse e organizzare la vendemmia. Toscana, Alto Adige e Trentino, Lombardia, Campania, Puglia, Basilicata: ecco le interviste sull'andamento della stagione 2017.

Si comincia con la Toscana, dove l’assenza di piogge in inverno – primavera ha creato una situazione di grande complessità. Le radici della vite si spingono in profondità e le consentono di soffrire meno di tante altre colture ma comunque lo stress idrico comincia a farsi sentire ed è una delle ragioni che determinerà un raccolto anticipato. Si aggiunga la mitezza della stagione primaverile che ha determinato germogliamento e fioritura precoci. Ma ecco alcuni sintetici commenti dalla Toscana, tutti accomunati dal tema della siccità e della gelata di metà aprile, si tratti delle zone interne o della fascia costiera.

Marco Fizialetti, responsabile vendite di Castello di Querceto, Greve in Chianti: Annata difficile la 2017, prima la gelata di metà aprile che fortunatamente non ha interessato i nostri appezzamenti più significativi data la loro altitudine. E poi la carenza di precipitazioni: la situazione al momento non è critica, le piante non sono in sofferenza ed il loro sviluppo vegetativo ci fa pensare ad una vendemmia anticipata di circa due settimane. Certo non dovesse piovere da qui a settembre potremmo entrare in una fase complicata.

Alessandro Campatelli, direttore ed enologo di Riecine, Gaiole in Chianti: Annata di impegnativa gestione della vigna, per supportarla sono state fondamentali le lavorazioni primaverili e il non ricorrere a pratiche come la sfogliatura e la cimatura che avrebbero tolto copertura ed energia alle piante. Finalmente nella prima settimana di luglio una pioggia intensa ha ridato vitalità e spinta alle viti.

Giulio Carmassi, responsabile tecnico di Gagliole, Castellina in Chianti: Fa parte del dna della vite e del sangiovese in particolare sopportare livelli di stress idrico elevati ma quest’anno siamo pressoché al limite, con un 50% in meno di piovosità nei primi sei mesi dell’anno rispetto ai valori di quello precedente. L’invaiatura sta iniziando con 15 giorni circa di anticipo e in questa fase sarebbe essenziale per la vigna contare su un apporto idrico per sintetizzare gli antociani e iniziare i processi di maturazione. Che dire? Auguriamoci che piova!

Paola De Blasi, responsabile di produzione a I Veroni, Rufina: In una situazione come l’attuale è stata davvero preziosa l’attenta gestione del verde con costanti cimature e la sfemminellatura manuale, che ha permesso di portare avanti solo le foglie primarie e destinare solo a loro le risorse idriche. Ad oggi la stagione sembra molto avanti ma i giochi sono tutti da farsi ed è difficile prevedere se la vendemmia rispetterà i suoi tempi, per ora possiamo solo sperare che i bellissimi e numerosi grappoli che riempiono le nostre vigne trovino le riserve idriche necessarie per invaiatura e maturazione fenolica.

Fabrizio Lazzeri, tecnico di Tenute Silvio Nardi, Montalcino: Nonostante siccità e afa la maggior parte delle nostre vigne stanno reagendo bene perché insistono su terreni profondi, provvisti di buone riserve idriche. La maturazione è in anticipo, i vinaccioli sono già in fase di indurimento  ed il diradamento dei grappoli in atto. I grappoli sono piccoli e ben formati, con acinellatura nella norma, peso contenuto, buona buccia e consistenza. Presumibilmente l’anticipo sarà di circa 10/15 giorni.

Simone Mariotti agronomo di Tenuta di Trinoro, Val d’Orcia: L’innalzamento delle temperature oltre le medie del periodo si è svolto gradualmente e ha consentito alle piante di adeguarsi a questo regime anche se non si possono negare le avvisaglie di qualche sofferenza. Oggi possiamo ipotizzare una decina di giorni di anticipo rispetto al consueto ma i giochi sono ancora tutti da fare.

Stefano Di Blasi, enologo consulente di Campo alle Comete, Bolgheri: La stagione 2017 sarà ricordata come una delle più asciutte degli ultimi anni, fortunatamente i nostri vigneti sono impiantati su terreni profondi e le radici possono spingersi verso il basso alla ricerca dell’acqua. Quanto alle temperature non sono state molto più alte della media grazie alla costante ventilazione garantita dalla prossimità del mare. Anticipo di raccolta? Non posso dirlo, sarà il prossimo mese e mezzo a decidere i giochi.

Al nord la situazione è diversa, in Alto Adige ad esempio a inizio luglio varie precipitazioni hanno assicurato ai terreni un buon apporto idrico. Dice il duo Gerhard Sanin e Andrea Moser, rispettivamente agronomo ed enologo di Cantina Kaltern:  La vigoria generale delle viti va da moderata a normale, sicuramente un buon segno dal punto di vista qualitativo. I tralci hanno già cominciato il loro processo di lignificazione e maturazione, la pianta quindi si sta fin d´ora concentrando sull´accumulo di sostanze negli acini, tant’è che a inizio luglio si sono già avvistati nei vigneti più precoci di Pinot nero i primi segni di invaiatura. Tutte le carte sono in regola per un’ottima vendemmia ma solo quando l’ultimo grappolo sarà in cantina potremo affermarlo in modo certo.

Per il Trentino parla Anselmo Guerrieri Gonzaga di San Leonardo: Il problema siccità non ha interessato le nostre vigne, l'uva è molto bella e perfettamente sana, anche grazie alla conduzione biologica che si sta rivelando preziosa nello sconfiggere la peronospera, molto insidiosa quest’anno nella nostra regione.

Aggiunge Matteo Moser, enologo di Moser Trento: Le abbondanti precipitazioni di fine giugno, inizio luglio unite ad un importante calo delle temperature  hanno da un lato attenuato i problemi di siccità e dall’altro ritardato la maturazione dell’uva. Al momento la vendemmia 2017 per il Trentino si prospetta molto buona, con corretto equilibrio qualitativo e quantitativo, di poco anticipata rispetto alla media.

Lombardia: dalla Franciacorta Giulio Barzanò afferma che a Mosnel Dopo le piogge degli ultimi giorni le riserve idriche sono buone, si prevede la vendemmia attorno a ferragosto per le vigne che non sono state colpite dalla gelata di metà aprile. Dovremo invece attendere l’inizio di settembre per quelle danneggiate e che hanno dovuto ricacciare una seconda gemma, dalla quale deriverà una sia pur contenuta produttività.

Della situazione in Oltrepò ne parla Ottavia di Vistarino, Conte Vistarino: Le dimensioni della proprietà, con 200 ettari vitati su un totale di 800, ci consentono di poter contare su situazioni molto diverse e di individuare appezzamenti che per la loro conformazione reagiscono meglio anche in annate non semplici come la 2017. Ad oggi è in corso l'invaiatura con un anticipo di circa 10 giorni rispetto alla media stagionale. Nel nostro caso non si può parlare al momento di stress idrico ma non guasterebbe qualche giorno di pioggia per garantire le giuste riserve di nutrimento e avere un’equilibrata maturazione dell’uva.

E infine il sud Italia, dove sono altri gli scenari ad iniziare dalla Campania. Dice Pierpaolo Sirch, agronomo e Ceo di Feudi di San Gregorio: Per quanto riguarda l’Irpinia difficile parlare di anticipi, è troppo presto per varietà che si inizieranno a raccogliere a ottobre. Al momento l’escursione termica tra giorno e notte è molto accentuata, i pochi millimetri di pioggia caduti di recente assieme alle contenute temperature notturne (15-20 gradi) hanno portato un po' di refrigerio in vigna. Ma Feudi può parlare anche di Puglia, con le sue due aziende di Cefalicchio nelle Murge e Ognissole nel Tarantino. Nonostante i nostri vigneti siano assistiti dall'irrigazione – prosegue Sirch - certamente la mancanza di precipitazioni si fa sentire e le temperature elevate stanno rallentando le funzioni delle piante. Si notano i primi segnali d'invaiatura ma al momento non ci sembra si possa parlare di anticipi rilevanti.

E poi la Basilicata con il Vulture, Basilisco e Viviana Malafarina: Annata veramente anomala per il nostro territorio, poca neve e pochissima pioggia ad eccezione di un paio di precipitazioni ad aprile e giugno, la seconda anche importante. Ma la peculiarità del Vulture è avere terreni vulcanici che negli strati tra ceneri e basalto custodiscono sacche di umidità, preziose nei periodi più siccitosi. Sui tempi di maturazione siamo in linea con gli standard e ci attendiamo per metà agosto l’invaiatura del nostro Aglianico.

Alla fine, il filo conduttore di tutte le interviste è stata la considerazione che è inutile sbilanciarsi, nelle annate difficili come in quelle da manuale, fin quando l’uva non è in cantina. E a volte è ancora troppo presto!

Formazione. Sommelier con AIS Veneto: mettersi sotto esame per poter rispondere delle aspettative

L’Associazione Sommelier regionale ha realizzato un sondaggio tra i corsisti degli ultimi 12 mesi per valutarne il livello di soddisfazione. Un ulteriore passo avanti per migliorare il dialogo con il grande pubblico e con i tanti aspiranti sommelier. Il calendario dei corsi città per città.

Valutare sé stessi prima di valutare gli altri. Sembra essere questo il concetto di partenza di AIS Veneto, associazione dei sommelier della regione che ha deciso di realizzare una vera e propria indagine tra i corsisti.

“Nel corso dell’ultimo anno è stato realizzato un sondaggio a campione su diversi livelli che ha coinvolto più di un migliaio di corsisti – spiega Marco Aldegheri, presidente AIS Veneto – perché volevamo capire più chiaramente quale fosse il profilo dell’aspirante sommelier veneto ma anche se la nostra formazione rispondesse alle aspettative e quale fosse il livello di soddisfazione dei partecipanti. E i risultati sono stati decisamente interessanti…”.

Parlando di età, infatti, il sommelier è giovane, dato che il 53% dei partecipanti risulta essere tra i 18 e i 35 anni, il 41% tra i 36 e 55 anni ed il restante 6% un over 55. Quasi colmato invece il divario donne-uomini: il 42% dei corsisti è rappresentato dal gentile sesso, il 58% da uomini. Ancor più interessante illivello di scolarizzazione, con il 41% di laureati, il 53% di diplomati e solo il 6% con una licenza di scuola media inferiore.

Significativa la motivazione che spinge ad iscriversi ad un corso AIS: se il 20% decide di farlo per qualificare ulteriormente le proprie competenze lavorative, più del 53% dei corsisti dichiara di essersi iscritto per seguire la propria passione per il mondo del vino.

Le maggiori sorprese sono però arrivate dalle risposte sulla valutazione della formazione: “Eravamo pronti a qualche tirata d’orecchie, lo ammetto –prosegue Aldegheri – ed effettivamente qualche critica costruttiva ci ha dato grandi spunti di riflessione. Verificare però, nero su bianco, che oltre il 92% dei corsisti giudica la nostra formazione di livello buono e addirittura ottimo è stata una bella soddisfazione, che ci fa capire quanto sia importante il confronto diretto con il pubblico per offrire un servizio sempre più personalizzato e all’altezza del mercato”.

In questo percorso si inserisce anche la collaborazione con la finanziaria Consel/Banca Sella, attivata già da gennaio 2017, che per la prima volta ha reso possibile dilazionare il pagamento del costo d'iscrizione in più rate

Un’opportunità in più che l’associazione veneta, tra le prime in Italia, ha voluto avviare per rispondere alle tante richieste arrivate da aspiranti sommelier“Questo servizio aggiuntivo – conclude Aldegheri - ci ha consentito di aprire il mondo della sommellerie a quante più persone possibile, con un occhio di riguardo per i più giovani. Un servizio fondamentale per un pubblico come il nostro, che rappresenta un target piuttosto giovane ed evoluto, che non ha alcuna difficoltà ad utilizzare un tablet o uno smartphone, anche per realizzare i propri sogni. Questa opzione è solo la logica conseguenza di un percorso evolutivo con tante novità che abbiamo realizzato negli ultimi anni, come i sistemi di registrazione e di pagamento on-line in tutte le iniziative targate AIS Veneto, attraverso l’accesso del nostro portale”.

Ed accedere al finanziamento è davvero semplice: non appena raggiunto il numero minimo di allievi previsto, gli utenti registrati riceveranno la comunicazione di avvio del corso unitamente a tutte le modalità di pagamento, compreso il link attraverso cui richiedere l'attivazione del finanziamento. E per tutti coloro che si iscriveranno al primo livello sarà possibile beneficiare anche quest’anno della promozione ad Interessi Zero.

Un modo nuovo e veloce per avvicinarsi al mondo del vino da protagonisti. Il percorso didattico per diventare sommelier è infatti alla portata di tutti, grazie ad un programma di studio sviluppato su tre livelli che permette di accedere al settore enologico cogliendone il profilo tecnico, culturale e professionale.

Il calendario dei corsi che verranno attivati da AIS Veneto, città per città.

BELLUNO: A Belluno si terrà un corso di 2° livello, che si svolgerà dal 26 settembre al ristorante De Gusto Dolomiti di Belluno.

PADOVA: Nella provincia di Padova si terranno corsi di tutti i livelli.

Due quelli di 1° livello: dal 18 settembre, tutti i lunedì, presso il Ristorante al Tezzon di Camposampiero (PD); dal 19 settembre, tutti i martedì, all’Hotel Galileo di Padova;

Tre i corsi di 2° livello: da sabato 9 settembre all’Hotel Galileo di Padova inizierà il corso mattutino (9.30 – 12.00); da lunedì 11 settembre presso SB Hotel di Padova e dal 18 settembre al Ristorante La Bulesca di Selvazzano Dentro (PD) si svolgeranno invece i consueti corsi serali.

Infine si terrà 1 corso di 3° livello che comincerà l’11 settembre presso l’Hotel Galileo di Padova.

ROVIGO: La delegazione di Rovigo organizza un corso di 1° ed uno di 3° livello.

Il 1° livello inizierà il 20 settembre presso Hotel Villa Regina Margherita di Rovigo (RO) e si terrà tutti i mercoledì.

Il 3 ottobre prenderà invece il via il corso di 3° livello, che avrà luogo tutti i martedì, presso Al Ponte di Luisia (RO).

TREVISO: La delegazione trevigiana avvierà sei corsi di diversi livelli.

Due i corsi di 1° livello: tutti i lunedì, a partire dal 2 ottobre, si terrà il corso a Vittorio Veneto (TV), presso Ipssar Beltrame. Da Lunedì 9 ottobre si svolgerà invece la formazione presso l’Hotel Maggior Consiglio di Treviso

Tre i corsi di 2° livello: a Oderzo (TV) il corso si svolgerà presso il PrimHotel, da lunedì 25 settembre. Lunedì 2 ottobre prenderà invece il via a Valdobbiadene il ciclo di lezioni che si terranno all’Hotel Diana.

Infine martedì 3 ottobre comincerà il corso all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso.

Infine il 3° livello inizierà il 25 e si svolgerà tutti i lunedì sempre all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso.

VENEZIA: Nella provincia di Venezia prenderanno il via cinque corsi di vari livelli.

Saranno due i corsi di 1° livello: inizieranno Lunedì 25 settembre presso Hotel Base di Noventa di Piave (VE) e martedì 26 settembre presso Novotel di Mestre (VE).

Due anche i corsi di 2° livello, che prenderanno il via entrambi martedì 27 settembre nelle diverse sedi del Novotel di Mestre (VE) e Hotel Amadeus di Venezia.

Infine, lunedì 2 ottobre, comincerà il corso di 3° livello a Mestre (VE) nella sede del Novotel.

VERONA: La delegazione veronese attiverà sei diversi corsi su più livelli.

1° livello: Dal 20 settembre presso l’Hotel Borghetti di Verona e dal 2 ottobre all’Hotel Expo Verona di Villafranca di Verona.

I corsi di 2° livello saranno 2 e si terranno a partire dal 20 settembre alla Tenuta San Martino di Legnano (VR) e dal 25 settembre al CTC Hotel di SanGiovanni Lupatoto (VR).

Due anche i corsi di 3° livello: il 26 settembre partiranno le lezioni al CTC Hotel di San Giovanni Lupatoto (VR), il 4 ottobre quelle che si svolgeranno alla Novatek di Bosco Chiesanuova (VR).

VICENZA: Per concludere, la delegazione AIS Vicenza attiverà quattro corsi sui tre livelli.

Il 1° livello prenderà il via lunedì 18 settembre nella sede dell'Istituto San Gaetano di Vicenza.

Due i corsi di 2° livello che partiranno il 18 settembre all’hotel Cà Sette di Bassano del Grappa (VI) e il 19 settembre all’Istituto San Gaetano di Vicenza. Il corso di 3° livello si svolgerà tutti i mercoledì, a partire dal 13 settembre, sempre presso l'Istituto San Gaetano di Vicenza.

Per informazioni, dettagli sul calendario, costi ed iscrizioni: www.aisveneto.it

lunedì 17 luglio 2017

Viticoltura sostenibile e tutela del paesaggio, il Consorzio Vini Collio punta ancora sul territorio

Due giorni di formazione per una viticoltura attenta all’ambiente. La tutela del paesaggio, obiettivo di ogni attività del Consorzio. Focus su ruscellamento e deriva.


 Il  Consorzio scende di nuovo in campo a favore del suo territorio, organizzando due giornate di corsi teorico-pratici per formare i viticoltori a contrastare l’inquinamento e promuovere una viticotura sostenibile. 


Nelle giornate del 19 e 20 luglio 2017, il Consorzio Collio, assieme al Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari (DiSAFA) dell’Università di Torino e ad Agrofarma, organizza corsi di formazione e dimostrazione volti a sensibilizzare un uso corretto degli agrofarmaci.

L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto TOPPS, si terrà presso l’azienda Venica & Venica a Dolegna del Collio, localita Cerò 8.

Il tema della prima giornata sarà la riduzione del rischio di ruscellamento da agrofarmaci che approfondirà i concetti di bacino idrografico, diagnosi di bacino e di campo e il livello di rischio. L’obiettivo sarà individuare le best practices da adottare per prevenire il rischio di ruscellamento. L’attività si concluderà con una visita in campo.

La giornata di giovedì sarà invece focalizzata sulla riduzione del rischio di deriva e inquinamento puntiforme da agrofarmaci. Dopo una prima fase teorica che esaminerà, tra gli altri, il concetto di deriva, la definizione delle aree di rispetto e le linee guida da seguire, seguiranno esercitazioni pratiche presso il centro aziendale per analizzare le soluzione tecniche che possono ridurre la deriva e l’inquinamento puntiforme.

A coronamento dei due giorni di formazione seguirà la manifestazione dimostrativa “Collio in campo: tecnologie innovative per una distribuzione sostenibile dei prodotti fitosanitari nel vigneto” che si terrà sempre presso l’azienda Venica & Venica a partire dalle 16:45. Durante la manifestazione saranno presentate le attrezzature esposte e saranno effettuate prove dimostrative in vigneto.

venerdì 14 luglio 2017

INCENDI: COLDIRETTI: A FUOCO 2500 ETTARI TRA PASCOLI, VIGNETI E ULIVETI AL VIA PRIMA TASK FORCE DEGLI “AGRICOLTORI RANGER”

Non solo boschi, ma anche animali allevati e almeno 2500 ettari di terreno a pascolo, vigneti e uliveti andati a fuoco nell’ultimo mese concentrati soprattutto in Sicilia, ma sparsi lungo tutta la Penisola. 

E’ quanto stima la Coldiretti che di fronte alla devastante ondata di incendi che mette a rischio, l’ambiente, l’economia il lavoro il turismo e purtroppo anche le vite umane ha immediatamente promosso l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, prevenzione e valorizzazione dei boschi. 

La prima rete nazionale degli agriturismi a tutela dei boschi italiani fondata sull’azione di monitoraggio di “agricoltori ranger” diffusi capillarmente in tutte le aree agricole italiane, decisa dall’Assemblea di Terranostra sarà impegnata nella prevenzione degli incendi con la segnalazione alle autorità responsabili delle emergenze. Una azione di difesa dei campi coltivati e dei 12 miliardi di alberi presenti nei boschi italiani che coprono ormai 1/3 della superficie nazionale.

 “Nella lotta agli incendi è determinante la tempestività di intervento ed è importante creare una rete diffusa di sorveglianza grazie alla presenza capillare degli agricoltori” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “le imprese agricole sono disponibili ad impegnarsi nelle attività di manutenzione, gestione, prevenzione e sorveglianza d di boschi e foreste nei confronti degli incendi. Occorre cogliere - sottolinea Moncalvo - le opportunità offerte dalla legge di orientamento che invita le pubbliche amministrazioni a stipulare convenzioni con gli agricoltori per lo svolgimento di attività funzionali “alla salvaguardia del paesaggio agrario e forestale”.

L’emergenza è drammatica anche perché nel primo semestre del 2017 in Italia sono caduti appena 251 millimetri di pioggia, ben il 30% in meno rispetto alla media di riferimento che hanno causato una storica siccità e creato le condizioni per la siccità e il diffondersi degli incendi provocati spesso da atti criminali. Gli incendi provocano danni incalcolabili dal punto di vista economico e ambientale dovuti alla perdita di biodiversità (distrutte piante e uccisi animali) e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del paese e concorrono ad assorbire l'anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici.

Ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi, e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati.

Solo il sostegno al lavoro nei boschi può, effettivamente, rappresentare la condizione per una manutenzione ordinata a disinnescare fenomeni spesso dolosi di incendi e attivare reti di volontariato in grado di supportare l’attività degli organi preposti all’attività di spegnimento, nell’evidenziare la necessità di dare attuazione immediata all’articolo 70 della delega ambientale che prevede che siano in ogni caso remunerati i seguenti servizi: fissazione del carbonio delle foreste a dell’arboricoltura da legno di proprietà demaniale, collettiva e privata; regimazione delle acque nei bacini montani; salvaguardia della biodiversità delle prestazioni ecosistemiche e delle qualità paesaggistiche; utilizzazione di proprietà demaniali e collettive per produzioni energetiche.

DONNE DEL VINO: «I VITIGNI AUTOCTONI RARI SONO UN’OPPORTUNITÀ DI BUSINESS»

LO DICONO LE PRODUTTRICI DAL FESTIVAL COLLISIONI DI BAROLO DOVE SONO IMPEGNATE NELLE DEGUSTAZIONI INTERNAZIONALI CURATE DAL GIORNALISTA IAN D’AGATA.


I vitigni autoctoni rari non sono solo delle “curiosità turistiche” da assaggiare visitando i territori del vino: possono diventare un progetto economico che caratterizza le aziende più piccole.


Da Collisioni 2017, Barolo, inizia una nuova sfida delle Donne del Vino italiane: «I vitigni autoctoni rari sono un patrimonio eccezionale di oltre 800 varietà – dice la presidente Donatella Cinelli Colombini - interessano gli stranieri in quanto espressione più autentica della territorialità e sono sempre più presenti nelle carte dell’alta ristorazione. Crediamo possano diventare un’opportunità di business per numerose cantine italiane guidate da donne».

Da sempre, le donne sono custodi di questo tesoro inestimabile e silenzioso: tutte le cantine italiane guidate da donne hanno almeno una vigna in cui viene coltivata un’uva autoctona, spesso molto rara. Molte varietà ancora non si conoscono bene, altre sono addirittura a rischio di estinzione. Da sempre le Donne del Vino sono consapevoli di questa ricchezza che viene dalla terra e quest’anno al Festival Collisioni di Barolo, nelle Langhe, la hanno raccontata a 30 esperti provenienti da tutto il mondo.

Da Singapore, Corea, Stati Uniti, Australia, Dubai, Canada, Russia, sono giornalisti, sommelier, ristoratori e wine educator arrivati in Langa per il Progetto Vino, iniziativa collegata al festival musicale e orchestrata dal giornalista Ian D’Agata, uno dei massimi esperti al mondo di vitigni autoctoni. È autore di “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year. Senior editor Vinous, è anche il direttore scientifico Vinitaly International Academy.

«Scelte coraggiose, di investimento a lungo termine, che vogliamo raccontare al mondo – ricorda la presidente - abbiamo cominciato durante l’ultimo Vinitaly con una delle più grandi degustazioni mai fatte davanti a un pubblico di cento esperti internazionali. Ora a Collisioni sempre affiancate da Ian D’Agata: in lui le Donne del vino hanno trovato un grande alleato, capace di incoraggiarle e di comunicare il loro importante lavoro di salvaguardia del patrimonio ampelografico italiano».

E le Donne del Vino sembrano aver convinto gli esperti di Collisioni: «Avete scelto la direzione giusta – è opinione unanime - siamo interessati ai vostri vitigni autoctoni e rari, vogliamo conoscere le storie che nascondono, vogliamo berli. Comunicate come dobbiamo berli, con quali cibi si abbinano meglio».

Ecco i vitigni autoctoni e le donne del vino che hanno partecipato alla degustazione di Collisioni:

PIEMONTE

Giulia Alleva

Vitigni: Grignolino e Freisa

Tenuta Santa Caterina – Grazzano Badoglio (Asti)

http://www.tenuta-santa-caterina.it

Elena Bonelli

Vitigni: Nascetta e Barolo

Ettore Germano – Serralunga D’Alba (CN)

http://www.ettoregermano.com

Mariuccia Borio

Vitigni: Uvalino e Moscato d’Asti

Cascina Castlet – Costiglione D’Asti (AT)

http://www.cascinacastlet.com

Silvia Castagnero

Vitigni: Grignolino e Barbera

Silvia Castagnero – Agliano Terme (AT)

http://www.cascinacastlet.com

Cinzia Travaglini

Vitigni: Nebbiolo

Giancarlo Travaglini – Gattinara (VC)

http://www.travaglinigattinara.it

LOMBARDIA

Giovanna Prandini

Vitigni: Turbiana

Perla del Garda - Lonato del Garda (BS)

http://www.perladelgarda.it

VENETO

Noemi Pizzighella

Vitigni: Corvina, Rondinella, Corvinone

Le Guaite di Noemi – Mezzane di Sotto (VR)

http://www.leguaite.it

FRIULI VENEZIA GIULIA

Annalisa Zorzettig

Vitigni: Pignolo e Tocai Friulano

Zorzettig – Cividale del Friuli (UD)

http://www.zorzettigvini.it

EMILIA ROMAGNA

Silvia Mandini

Vitigni: Ortrugo e Malvasia di Candia aromatica

Mossi 1558 – Ziano Piacentino (PC)

http://www.mossi1558.com/it/

TOSCANA

Donatella Cinelli Colombini

Vitigni: Sangiovese e Foglia tonda

Donatella Cinelli Colombini – Montalcino (SI)

http://www.cinellicolombini.it/it/

Antonella Manuli

Vitigni: Procanico

La Maliosa – Manciano (GR)

http://fattorialamaliosa.it

MARCHE

Angiolina Velenosi

Vitigni: Pecorino e Montepulciano

Velenosi – Ascoli Piceno (AP)

http://www.velenosivini.com

LAZIO

Marina Perinelli

Vitigni: Olivella e Cesanese d’Affile

Casale della Ioria – Acuto (FR)

http://www.casaledellaioria.com

CAMPANIA

Lucia Ferrara

Vitigni: Pallagrella Bianco e Casavecchia

Sclavia – Liberi (CE)

http://www.sclavia.com

Info: www.ledonnedelvino.it 

VERTICE SUI BALCANI OCCIDENTALI. A TRIESTE PROTAGONISTI I VINI SIMBOLO DEL COLLIO

Ribolla e Collio bianco, questi i vini che, dopo un’attenta selezione, sono stati scelti dal cerimoniale di Palazzo Chigi, in collaborazione con l’Enoteca di Cormons, la Cantina Produttori e l’azienda Edi Keber. 


Vini del Collio per la cena dei Capi di Stato e dei Ministri di tredici Paesi europei (Italia, Croazia, Slovenia, Austria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia, Montenegro e Serbia) che ha concluso il IV Vertice dei Balcani Occidentali. 


Si è svolto il 12 luglio 2017 a Trieste il IV Vertice dei Balcani Occidentali, strutturato in tre sessioni di lavoro politiche (Capi di Stato e/o di Governo, Ministri degli Affari Esteri, Ministri dello Sviluppo Economico), in una sessione plenaria e in alcuni side events, il vertice ha dato particolare rilievo ai temi economici con un focus su ampliamento della rete infrastrutturale balcanica e collegamento con quella europea, energia, crescita delle Piccole e Medie Imprese, innovazione e  sviluppo,  mercato comune.

Il summit nel capoluogo giuliano ha seguito quello dello scorso anno tenutosi a Parigi, ed ha previsto la partecipazione dei rappresentanti di sei Paesi balcanici - Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Macedona, Albania - e degli Stati membri dell'Ue, tra cui l'Italia, dell'Alta Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza comune dell'Ue, Federica Mogherini, e le grandi istituzioni finanziarie internazionali come la Berd e la Bei.

In sostanza è di futuro che si è parlato. Prospettive per il futuro di una delle regioni più complesse del mondo per storia, composizione culturale e tradizioni. Comprendere i Balcani infatti, significa comprendere il pensiero delle popolazioni che vi abitano, onde valutare in modo corretto i simboli, le date, gli usi, i costumi, le nostalgie e le ambizioni di questi popoli. Una crescita economica sostenibile costituisce la base per un futuro prosperoso nella regione e per raggiungere questo obiettivo è necessario incrementare la connettività e le opportunità di approfondimento dell’integrazione economica.

Già a pranzo i partecipanti all’incontro internazionale sono stati accolti con la Ribolla gialla brut, spumante metodo Charmat, e con la Ribolla gialla ferma Doc Collio della Cantina Produttori, entrambi vini perfetti come aperitivo. Da poco entrata nel Consorzio Vini Collio, la Cantina Produttori Cormons è ormai leader nella produzione di Ribolla spumantizzata, valida alternativa al solito Prosecco, con ben 500 mila bottiglie annue, di differenti formati.

Una varietà tipica delle colline friulane e goriziane, diffusa anche nella vicina Slovenia, la Ribolla è il vino simbolo dell’incontro tra popoli del centro Europa. Nel medioevo era oggetto di omaggi ai potenti, dai Patriarchi agli imperatori. È anche la componente del Collio bianco di Edi e Kristian Keber, storico uvaggio di (Tocai) Friulano, Ribolla e Malvasia, la stessa tipologia di vino che fu offerto ai sovrani italiani per la loro prima visita a Gorizia, nel 1922.

Con il parallelo incontro trilaterale Gentiloni-Merkel-Macron, Trieste si è rivelata una prestigiosa vetrina per tutto il Collio che punta alla Docg e che si candida ad entrare nella tentative list dell’Unesco, per diventare patrimonio dell’umanità.

La Cantina Produttori Cormons ha, peraltro, una lunga tradizione di legami internazionali, da quando nel 1985 ci fu la prima vendemmia del Vino della Pace, inviato annualmente ad ogni Capo di Stato del mondo, con etichette realizzate da artisti di tutto il pianeta. La prima giornata del “Western Balkans Summit”, l’11 luglio, si era conclusa con un cocktail di benvenuto in Prefettura, a base di bollicine della Cantina Produttori e polipo, con ospite il ministro agli Esteri Angelino Alfano.

Colline di Conegliano e Valdobbiadene. Ruolo dell'Unesco per la tutela di un paesaggio sostenibile

Dopo il grande successo del primo appuntamento, Insieme per l'Unesco torna a parlare della grande opportunità che la Candidatura a Patrimonio dell'Umanità rappresenta per le Colline di Conegliano e Valdobbiadene. 


L'evento, organizzato da Regione del Veneto in collaborazione con ATS, è previsto il 19 luglio all'auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, alle ore 20.30. Questa volta il focus sarà il Ruolo dell'Unesco per la tutela di un paesaggio sostenibile. 


L’appuntamento è aperto alla cittadinanza, agli imprenditori, a operatori e amministratori dei Comuni del territorio. Il programma prenderà il via con i saluti di Innocente Nardi, presidente ATS “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” di Regione del Veneto. Amerigo Restucci, responsabile Comitato Scientifico del sito “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene” introdurrà i lavori che inizieranno con la relazione tecnica di Leopoldo Saccon, coordinatore in loco del Dossier candidatura.

Interverranno Sandro Cinquetti, direttore Dipartimento di Prevenzione presso ULSS 7 "Fitofarmaci e salute" e Diego Tomasi, direttore CREA-VE Conegliano "Quale paesaggio per la DOCG Prosecco Patrimonio UNESCO?". A moderare la giornalista Elisabetta Gavaz..

L'invito all'evento è inoltre disponibile qui, e alla pagina Facebook della candidatura.

Maggiori informazioni sulla candidatura, e il dossier sfogliabile e scaricabile, sono a disposizione nel sito dedicato www.collineconeglianovaldobbiadene.it.

VALORIZZAZIONE E RICONOSCIBILITA’ DEL TERRITORIO MAREMMANO ATTRAVERSO IL VINO: OBIETTIVO PRIMARIO DEL CONSORZIO TUTELA VINI DELLA MAREMMA TOSCANA

A tre anni dalla sua fondazione, nel 2014, il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana è in continuo sviluppo con nuove idee per rafforzare la conoscenza della Maremma partendo dal suo prodotto principe, il vino. 


Fondamentali sono stati l’adesione al piano di sviluppo biennale di promozione e comunicazione della Regione Toscana e l’accesso a co-finanziamenti europei a cui ha preso parte questa realtà giovane, dinamica e con un grande potenziale di crescita, ottenendo ottimi risultati a livello nazionale e internazionale.


Ne sono un esempio gli eventi oltreconfine a cui ha partecipato il Consorzio nei mesi scorsi, come Wein Kultur a Vienna (Austria) seguito da Prowein in Germania e poi gli appuntamenti italiani come le Anteprime Toscane e il Vinitaly, grandi momenti di scambio accanto ad iniziative organizzate sul territorio come la kermesse enoica appena conclusa, Maremmachevini, che ha ospitato pubblico italiano e straniero. L’utilizzo meticoloso delle risorse messe a disposizione dalla Regione Toscana e dall’Unione Europea ha favorito la partecipazione a manifestazioni di questo calibro che hanno il pregio di promuovere la scoperta di un territorio ancora poco conosciuto, ma ricco di storia che caratterizza questa zona vitivinicola.

La grande diversità del terroir permette infatti di offrire, come non succede in altre zone toscane, un’ampia scelta di vini, grazie sia all’apporto di una notevole biodiversità nelle varietà coltivate – dalle internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet franc, Merlot, Syrah, Viognier, Sauvignon, Chardonnay, Petit Verdot, alle tradizionali Ciliegiolo, Alicante, Vermentino, Sangiovese, Ansonica – sia alla grande varietà delle condizioni pedoclimatiche che contraddistinguono un territorio così vasto come quello della provincia di Grosseto. Il risultato è un’offerta più “equilibrata” di vini – non esclusivamente basata sul vitigno Sangiovese come accade in buona parte delle altre aree toscane – in grado di soddisfare palati ed esigenze diverse, dai bianchi freschi della costa a base perlopiù di Vermentino - la tipologia di bianco della DOC più imbottigliata e più richiesta sul mercato – a quelli più strutturati delle aree interne a ridosso delle Colline Metallifere e del territorio del Tufo, ai rosati sempre più oggetto di interesse da parte del mercato, ottenuti con l’utilizzo di Sangiovese, Syrah, Ciliegiolo, Alicante, Merlot fino all’Aleatico, per finire con i rossi ottenuti dall’impiego in purezza o in blend di varietà autoctone e/o internazionali, dal Sangiovese al Cabernet Sauvignon e Merlot, dal Ciliegiolo e Alicante al Syrah, Cabernet franc e Petit Verdot, per citare ovviamente i più diffusi.

Ma un altro punto di forza di questo territorio e della Denominazione che meglio esprime le sue varie sfumature e complessità, ovvero Maremma Toscana, è rappresentato dal concetto di sostenibilità associato ai vini provenienti da queste terre. Sono pochi, infatti, i territori viticoli – e, più genericamente, rurali - che possono vantare un’associazione quasi naturale col concetto di sostenibilità come la Maremma e i suoi vini sono in grado di fare, suscitando nel consumatore sempre più interesse. E sono molte le aziende maremmane che producono i propri vini nel rispetto assoluto per il territorio secondo un approccio sostenibile, tanto che il Consorzio si è fatto promotore di progetti che tendono proprio a valorizzare tali aspetti, facendosi agente comunicatore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le caratteristiche naturali della zona, con l’obiettivo di proporre al mercato un territorio e una Denominazione che non si caratterizzi soltanto per la qualità dei suoi vini ma che esprima attenzione e rispetto per il luogo di origine.

Il vino resta perciò il motore trainante che grazie alle operazioni realizzate dal Consorzio mira ad ottenere effetti positivi su tutta la filiera produttiva agro-alimentare, ma anche turistica e culturale. Si muove in questa direzione anche il sodalizio di successo tra i tre Consorzi della zona: Doc Maremma Toscana – Montecucco – Morellino di Scansano, che è stato fondamentale in diverse occasioni per offrire una rappresentanza sostanziosa delle aziende vitivinicole della zona, dando un’immagine coesa e compatta al fine di promuovere le proprie eccellenze.

“È nostro compito garantire un’offerta promozionale efficace agli associati e proporre nuovi spunti ai produttori e viticultori che mostrano interesse per la nostra realtà”, afferma il Presidente del Consorzio, Edoardo Donato, e conclude: “Il nostro progetto è in continuo divenire e ha lo scopo primario di aiutare la nostra terra, la Maremma, a varcare i confini locali”.

L’impegno del Consorzio nelle attività di promozione della Denominazione Maremma Toscana e del territorio stanno portando non solo ad un incremento dei dati riferiti alle rivendicazioni e alla commercializzazione dei prodotti della DOC, con una visibilità sempre più crescente sul mercato, ma anche ad una crescita continua degli associati, a testimonianza della bontà del lavoro impostato dal Consorzio e delle azioni promozionali messe in atto.

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana nasce nel 2014 dopo il conferimento della DOC con l’obiettivo di promuovere la qualità dei suoi vini e garantire il rispetto delle norme di produzione previste dal disciplinare, dedicandosi, inoltre, alla tutela del marchio e all’assistenza ai soci sulle normative che regolano il settore. Ad oggi il Consorzio conta 262 aziende associate, di cui 186 viticoltori (per la maggior parte conferenti uve a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 75 aziende “verticali” - che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini - per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno.

GUIDE. 50 TOP PIZZA, RUSH FINALE IL 20 LUGLIO A NAPOLI CON LE BEST CINQUANTA DEL 2017

LA GUIDA ONLINE SULLE PIZZERIE DEL BELPAESE SI PREPARA A SVELARE LA CLASSIFICA DALLA 50ESIMA ALLA PRIMA POSIZIONE. A CASTEL DELL'OVO L'ISTALLAZIONE MOSAICO PER CELEBRARE L'ITALIA DELLA PIZZA DA NORD A SUD.

50 Top Pizza è pronta a incoronare le cinquanta migliori pizzerie italiane di quest’anno nel gran finale in programma giovedì 20 luglio a Napoli, nel suggestivo Castel dell’Ovo (sala Italia, ore 19:00). Dopo le tappe di avvicinamento di Roma e New York, la prima guida online sulle pizzerie d’Italia - edita da Formamentis e firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro e da Barbara Guerra e Albert Sapere, curatori del format LSDM (Le Strade della Mozzarella) – arriva nella città partenopea per l’evento conclusivo che svelerà le best cinquanta, ma anche la migliore pizzeria napoletana fuori dall’Italia. 

Grande attesa inoltre per i premi speciali che spazieranno dal Pizzaiolo dell’anno al Premio alla carriera, fino alla Miglior carta dei vini e al Miglior servizio di sala. Un rush finale quindi che potrebbe riservare delle sorprese e che nel frattempo si preannuncia come un appuntamento ‘da mangiare con gli occhi’. Per l’occasione, infatti, il forte normanno sul Golfo di Napoli ospiterà un’installazione a cielo aperto che celebrerà l’arte pizzaiola italiana attraverso un grande mosaico composto da venti pizze, ciascuna realizzata con un ingrediente tipico di ogni regione.  

“Con questa guida – sottolineano i curatori – abbiamo dato, a nostro giudizio, il giusto riconoscimento ai migliori maestri del settore che ogni giorno nelle loro rispettive pizzerie lavorano sodo per coniugare qualità, creatività e ricercatezza, senza tralasciare le tradizionie le regole d’oro, dall’impasto alle materie prima, che contraddistinguono questo autentico simbolo del made in Italy. Allo stesso tempo, abbiamo cercato di raccontare, e quindi di mappare per la prima volta, un prodotto cardine della nostra tradizione culinaria, diventato ormai un must dentro e fuori dai confini nazionali con continue aperture di nuovi locali e soprattutto con l’affermarsi di una presenza sempre più qualificata anche all’estero”.

50 Top Pizza rappresenta una sorta di viaggio virtuale da Nord a Sud della Penisola che offre gratuitamente sul sito www.50toppizza.com la possibilità di conoscere le cinquecento migliori pizzerie italiane, attraverso una classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca, dell’arredamento. Presente inoltre, una sezione internazionale che raccoglie i locali top dei quattro angoli del mondo, premiati a New York lo scorso 30 giugno.

I premi speciali di 50 Top Pizza: Pizzaiolo dell’anno; Fornaio dell’anno (già assegnato all’Antico Forno Roscioli di Pierluigi Roscioli; Roma); Pizzaiola dell’anno (già assegnato a 1947 Pizza Fritta di Isabella De Cham; Napoli); Premio alla carriera; Giovane dell’anno; Miglior carta dei vini; Miglior carta delle birre; Miglior servizio di sala; Miglior comfort e benessere complessivo; Sostenibilità ambientale; Miglior comunicazione web e social; Valorizzazione del Made in Italy; Miglior carta degli olii extra vergine d’oliva; Pizzeria novità dell’anno (già assegnato a Morsi & Rimorsi di Gianfranco Iervolino; Aversa – CE); Pizza dell’anno;  Frittatina di pasta dell’anno; Miglior proposta dei fritti; Miglior asporto.

Agricoltura hi tech, Cibo del Futuro, Internet delle cose, torna Maker Faire Rome: la grande fiera dell'innovazione

“Maker Faire Rome – The European Edition”, dopo il grande successo dell’edizione 2016, torna alla Fiera di Roma dall’1 al 3 dicembre 2017 il più grande evento europeo sull’Innovazione – quinta edizione. Aperte le “Call for Makers, Università, Centri di Ricerca e Scuole”.

L’attesa è finita. Torna, alla Fiera di Roma, dall’1 al 3 dicembre, la “Maker Faire Rome – The European Edition 4.0”. L’evento, giunto alla sua quinta edizione, è organizzato dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera e ha registrato, l’anno scorso, oltre 110mila presenze in 3 giorni con centinaia di espositori provenienti da più di 40 Paesi.

Maker Faire Rome è la fiera dove si può toccare con mano la rivoluzione digitale che sta cambiando il nostro modo di produrre e il nostro modo di vivere. È il luogo della ribalta per le aziende e gli innovatori che utilizzano la nuova cultura digitale come mezzo per affrontare la sfida dei mercati. È la fiera dove si racconta, con semplicità, il futuro che ci aspetta e quello che è già tra noi.

Con “Maker Faire Rome - The European Edition 4.0” la città di Roma diventa, per 3 giorni, l’hub della cultura dell’innovazione europea. Una manifestazione che in pochi anni è, ormai, un punto di riferimento fondamentale per innovatori, artigiani digitali, imprenditori e non solo e che può vantare numeri in costante crescita. Nella passata edizione e in soli tre giorni, ha fatto registrare oltre 110mila presenze (dalle 36mila della prima edizione, nel 2013, al Palazzo dei Congressi dell’Eur); 649 progetti “maker” selezionati (erano “appena” 250 nel 2013); su 1.200 domande di partecipazione da 60 diversi Paesi (nel 2013 erano 400) e ben 88 sponsor (nel 2013 si è partiti con 12).

Massiccia ed entusiastica la partecipazione degli studenti all’anteprima loro dedicata, l’Educational Day: nel 2016 sono accorsi alla Fiera di Roma in 25mila (erano 6mila nel 2013). Notevoli anche i numeri dell’Area Kids: 12.500 sono stati i partecipanti ai laboratori per i giovanissimi (erano meno di un quarto nel 2014).

I Temi

Tanti, attuali e coinvolgenti i temi dell’edizione 2017. Si va dall’Industria 4.0, all’Internet delle cose; dalla manifattura digitale all’artigianato 4.0; passando per il Cibo del Futuro; le nuove tecnologie legate all’agricoltura; mobilità smart; riciclo e riuso, edilizia sostenibile; robotica; realtà virtuale e aumentata, salute e benessere; scienza e biotecnologie. Questi sono solo alcuni dei temi al centro delle Call che chiamano a raccolta gli innovatori da tutta Europa.

Tutte le Call

· Call for Makers

Dal 15 giugno si è aperta la Call per i Maker, gli appassionati di tecnologia, educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, chef, artigiani, designer, agricoltori, ricercatori, startupper, insomma tutti coloro che creano e stupiscono con la forza delle proprie idee. I Maker sono persone con un forte approccio innovativo, creano prodotti per avvicinare la nostra società a un futuro più semplice e alla portata di tutti.

La Call rimarrà aperta fino al 15 settembre.

· La Call for University e Research Institutes

L’obiettivo della “Call for Universities and Research Institutes 2017” è quello di porre i riflettori sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale e lo sviluppo dell’imprenditorialità individuale e collettiva, facendo partecipare alla MFR17 i progetti delle Università statali e gli Istituti di Ricerca pubblici. Una giuria qualificata selezionerà i progetti più innovativi che verranno ospitati nel corso di Maker Faire Rome 2017.

La Call rimarrà aperta fino al 30 settembre.

· La Call for Schools

La Call for Schools in collaborazione con il MIUR, si rivolge agli Istituti scolastici di secondo grado nazionali e appartenenti ai Paesi dell’Unione Europea. Una giuria selezionerà i progetti più innovativi che verranno ospitati nel corso di Maker Faire Rome 2017 all’interno di un’area dedicata interamente alle scuole. Nel 2016 furono oltre 300 i progetti presentati da 274 scuole (di cui 68 non italiane) per un totale di 57 stand.

La Call rimarrà aperta fino al 20 ottobre.

Le candidature alle Call possono essere presentate, esclusivamente on line, tramite il sito www.makerfairerome.eu (dove ci sono tutti i regolamenti), cliccando sulla relativa icona.

Per restare costantemente aggiornati: www.makerfairerome.eu - #MFR17; Facebook: @Maker Faire Rome; Twitter: @MakerFaireRome; Instagram: @Maker Faire Rome; Ufficio stampa: tel. 06-6781178 – ufficiostampa@innovacamera.it – press@makerfairerome.eu.

MAKER FAIRE MAKER FAIRE è nato nel 2006 nella zona di Bay Area di San Francisco come un progetto della rivista Make: magazine. Da allora è cresciuto in una grande rete mondiale di eventi di punta e di eventi indipendenti. Clicca sui link attivi per saperne di più sulla storia di Maker Faire e del Movimento Maker o se vuoi sapere come organizzare un Maker Faire o dare vita, nel luogo in cui vivi, ad un Campus Maker.

MAKER FAIRE ROME – THE EUROPEAN EDITION 4.0

Organizzata dalla Camera di Commercio di Roma, attraverso la sua Azienda speciale Innova Camera, MFR punta a rimettere al centro del dibattito sull'innovazione. È la fiera dove, business, education e consumer si mescolano e creano una magica alchimia. È la fiera dove si impara, ci si diverte e si fanno affari. Maker Faire Rome – The European Edition è la più grande Maker Faire al di fuori degli Stati Uniti e la seconda al mondo per numero di visitatori con 110 mila presenze registrate nell’edizione del 2016.

giovedì 13 luglio 2017

I rosati di Puglia: poker d’assi. Un convegno con esperti e istituzioni per aprire la tradizionale festa dei vini rosati e degli oli di qualità

I rosati pugliesi pronti a volare sui mercati mondiali, la Puglia può – deve -  investire meglio e di più sul poker d’assi che la rende terra “eletta” del vino rosato di altissima qualità. 


Di questo si parlerà al convegno che aprirà Charme in Rosa, la festa dei vini rosati e degli oli di qualità di Puglia firmata dall’Associazione Italiana Sommelier di Lecce, guidata da Amedeo Pasquino, giunta quest’anno alla sua settima edizione. 


Venerdì 14 luglio alle 19.30, infatti, la sala antica di Torre del Parco a Lecce ospiterà esperti e istituzioni per discutere di questa straordinaria chance che il Salento e la Puglia hanno: i quattro “moschettieri” della produzione enologica pugliese, amati ormai dagli appassionati di tutto il mondo, perfetti per essere declinati in rosa, ovvero Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia e Bombino Nero.

“I  rosati di Puglia: poker d’assi” è il titolo del convegno al quale interverranno il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Leonardo Di Gioia, il senatore della Repubblica Dario Stefàno, l’imprenditore  Piernicola Leone de Castris, il professore Andrea Luvisi docente del nuovo corso di laurea Viticoltura ed Enologia dell’Università del Salento, il preside della facoltà di Economia dell’UniSalento Amedeo Maizza e Leda Cesari, giornalista e responsabile della Comunicazione per AIS Lecce.

A seguire, la presentazione del libro di Giuseppe Baldassare, docente e membro della Commissione Nazionale Formazione AIS, “Puglia Terra dell’Oro - Alimentazione Salute Bellezza”. Modererà Vincenzo Magistà, direttore di Telenorba.

La serata, come da tradizione, proseguirà con la maxi degustazione che vede in rassegna 150 rosati di Puglia e 50 oli extravergine di oliva pugliesi, quest’anno in abbinamento alle specialità gastronomiche realizzate dagli chef Gianluca Spagnolo per “Torre del Parco” e Cosimo Russo per il ristorante “Aqua – Le Dune” di Porto Cesareo, oltre a molte eccellenze gastronomiche locali.

Contributo di partecipazione 15 euro, comprensivi del bicchiere da degustazione e della possibilità di assaggiare liberamente i vini rosati, gli oli e le specialità gastronomiche. Per evitare la coda all’ingresso di Torre del Parco, inoltre, si possono acquistare i biglietti in prevendita sia presso la stessa struttura (viale Torre del Parco 1 - 0832.347694, aperto tutto il giorno), oppure contattando Giovanni Bruno, responsabile Eventi AIS Lecce,   al 347.4847606.

Formazione. Corso gratuito per pizzaioli professionisti

 Arriva Pizza Culture a Pollenzo – il corso di perfezionamento per pizzaioli professionisti.


Da lunedì 24 a venerdì 28 luglio a Pollenzo (Bra – Cn) l’Università di Scienze Gastronomiche ospita “Pizza Culture”, il primo Corso di Perfezionamento nato dall’accordo tra Slow Food Italia e Ferrarelle che mira a fornire una formazione completa in Scienza, Cultura e Management della Pizza.


Il corso, riservato a un numero massimo di 25 partecipanti, è totalmente gratuito. La Summer Experience proposta dal “Pizza Culture” e rivolta a pizzaioli professionisti si snoda attraverso un’offerta formativa di 35 ore messa in campo dai docenti dell’Università di Scienze Gastronomiche, dai formatori di Slow Food Italia e dai curatori delle Guide di Slow Food Editore.

L’obiettivo è offrire un approfondimento completo su tutti gli aspetti della pizza grazie a lezioni mirate di molti docenti: si parla di cereali e farine con il prof. Giovanni Dinelli, approfondendo numerosi temi quali dietetica e nutrizione con la prof.ssa Paola Durelli, chimica e microbiologia con i prof. Leonardo Scaglioni e Claudia Picozzi, e ancora di storia e cultura, olio extravergine di oliva, pomodoro e mozzarella, educazione sensoriale, abbinamenti e creazione delle carte di vini e birre con gli esperti di Slow Food. Insieme a Giuseppe Dadà, Direttore Qualità di Ferrarelle SpA, si parla invece a 360 gradi del mondo delle acque minerali: composizione, classificazione, degustazione, abbinamenti, proprietà e benefici dell’acqua minerale sono perciò oggetto di studio, per rimarcare l’importanza dello scegliere correttamente anche questa materia prima, fonte insostituibile di vita, alimentazione e salute.

Non mancano inoltre le visite ai mulini Bongiovanni e Sobrino del territorio e le preziose testimonianze di maestri pizzaioli come Massimiliano Prete della pizzeria Gusto Divino di Saluzzo.

Per informazioni e iscrizioni: pizzaculture@unisg.it – 0172 458527

Vendemmia 2017. Si preannuncia un’ottima annata per il Primitivo di Manduria, carica di grado, corposità e struttura

La previsione del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, l’ente che vigila e promuove la grande doc pugliese più esportata all’estero.

Si preannuncia un’ottima annata per il Primitivo di Manduria, carica di grado, corposità e struttura. Temperatura alte, lussureggiamento vegetativo, ottima formazione del grappolo con un anticipo di invaiatura. La vendemmia, stante l’attuale andamento climatico caratterizzato da giornate di sole e alte temperature, si prevede anticipata di una settimana rispetto all’anno scorso. Insomma sarà un annata tutta da degustare, carica di grado zuccherino; un 2017 da scrivere negli annuari  agronomici oltre che enologici.

Sono queste le primissime anticipazioni fornite dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, l’ente che vigila e promuove la grande doc pugliese più esportata all’estero e simbolo del made in Italy.

“Siamo fiduciosi e contenti per lo stato attuale dei nostri vigneti che ovunque si presentano con abbondanti esuberi fogliari. Le temperature in aumento hanno generato un lussureggiamento vegetativo che porterà un’alta gradazione. – dichiara soddisfatto Roberto Erario, presidente del Consorzio - Abbiamo avuto un inverno poco piovoso e molto freddo caratterizzato da eventi nevosi. Le temperature basse e la presenza di neve sul suolo e sulle piante hanno avuto un effetto sterilizzante sull'ambiente viticolo e hanno devitalizzato le fonti di inoculo che generano malattie. Nel complesso non ci sono state condizioni climatiche che hanno provocato infezioni e quelle lievi sono state controllate facilmente.

Anche se il germogliamento ad aprile ha subito ritardo, successivamente il primitivo ha recuperato alla grande perché le temperature hanno iniziato ad aumentare. A maggio si sono infatti registrati 20 gradi e, anche se si sono verificati eventi piovosi nella fase di  prefioritura, la probabilità di infezioni primarie non si sono realizzate perché l’elevata ventosità in seguito alla pioggia, ha asciugato la biomassa fogliare.

A giugno il vigneto è stato caratterizzato dall’allegagione (passaggio da fiore a frutto), abbiamo avuto una importante formazione del grappolo e un ingrossamento degli acini. Le temperature medie hanno superato i 25 gradi anche con forte ventosità. Ricordo che l’areale di produzione del Primitivo di Manduria riguarda anche i comuni vicino al mare e le brezze marine hanno dato un contributo utilissimo nella formazione dei composti aromatici.

La vite tra maggio e giugno ha iniziato a correre, abbiamo avuto anche crescite giornaliere di 3 cm e quest’anno si sta notando una vegetazione più rigogliosa rispetto all’anno precedente. Questo è indice di qualità perché più foglie ci sono, maggiore è la capacità fotosintetica della pianta e quindi più numerosi saranno i fotosintetati e gli elaborati che andranno a costruire il grappolo, elaborati che verranno poi trasformati in zuccheri.

Attualmente stiamo assistendo ad un aumento  esponenziale delle temperature con soglie di 33 - 35 gradi che ha permesso uno sviluppo rigoglioso della pianta. Ora ci troviamo nella fase di invaiatura, cioè l’inizio della maturazione dei frutti, contraddistinto da un cambiamento di colore, ovvero l’acino dal verde diventa rosso rubino.  

Insomma, questa annata sarà contraddistinta da un elevato grado zuccherino che darà un prodotto corposo, di struttura e dal profilo aromatico e polifenolico eccezionale, tipica espressione del Primitivo nell'area doc”.

Enogastronomia Laziale. Quando la Pinsa sposa il Cacchione, da Domus Pinsa, tra arte e storia, alla ricerca dell'abbinamento perfetto

Incantevole location quella del Palazzetto Cosmus Castaneus in Via delle Coppelle, una delle strade più belle e dense di storia della Capitale a due passi dal Pantheon. Qui è stata presentata alla stampa, e ha preso vita, la pinseria Domus Pinsa Deluxe che punta a replicare il successo degli altri punti vendita romani anche nel cuore della città. E con Studio DOMUS Deluxe uno spazio espositivo dedicato all'arte: si parte con la mostra Dark Cities: Paris.

di Savino Grieco*

La pinsa romana, di origini antichissime, può essere considerata a tutti gli effetti l'antenata della pizza il cui termine, molto presumibilmente, deriva dal participio passato pinsum (o pistum) del verbo latino pinsere, che significa schiacciare, macinare, pestare. Oggi è tornata in gran voga grazie al recupero dell'antica ricetta, risalente ad epoca romana, elaborata dai contadini delle campagne intorno a Roma che impastando acqua, cereali, sale ed erbe aromatiche, realizzavano una focaccia bassa e ovale da cuocere su pietre incandescenti e solo così la pinsa entra a far parte dei cibi quotidiani dei romani.

Possiamo affermare che l'idea di aprire questo locale proprio nel centro di Roma ben si addice all'origine della pinsa. La storia di Domus Pinsa parte dall'idea di Temistocle Santini che, nel 1956, aprì a Velletri la prima osteria, successivamente ampliata in trattoria e tramandata di generazione in generazione. Grazie alla continua ricerca, l'esperienza nella ristorazione porta la famiglia Santini alla creazione di diverse pinserie in diversi punti della città di Roma, fino ad approdare in Via delle Coppelle, 16/A.

Uno studio costante dei prodotti è il punto di partenza per una pinsa realizzata miscelando la farina di soia con quella di riso e di frumento integrale a cui si aggiunge lievito madre e una piccola percentuale di pasta acida essiccata. Le farine scelte tutte rigorosamente NO OGM e la lievitazione di 120 ore, ben più lunga delle 72 ore tipiche della pinsa romana, sono alla base di una pinsa leggera e altamente digeribile, rendendola dietetica, morbida internamente e croccante all'esterno. La cottura a regola d'arte viene fatta in forni a combustione laterale su piatti rotanti per ottenere un prodotto omogeneo e senza bruciature.

Insieme alle pinse classiche, potrete scoprire nel menù una serie di pinse speciali, create con ingredienti capaci di esaltare i sapori tipici della tradizione culinaria italiana. Le materie prime vengono selezionate ogni giorno e provengono dalla vicina campagna romana. In particolare, il carciofo romano, della zona di Cerveteri, viene utilizzato per realizzare il Carciò, una variazione del classico carciofo alla giudia, messa a punto dalla famiglia Santini.

A completare l'offerta una carta di vini pensata e ragionata da Roberto Coggiatti di RGS Consulting, proprio per andare ad esaltare il gusto di ogni singola pinsa, in un viaggio sensoriale alla ricerca del connubio più aderente possibile al territorio laziale. Tra quelli proposti, volevo segnalare, proprio per parlare di autenticità e tradizione, la presenza del "selvaggio" Cacchione della Cantina Bacco. Fiore all'occhiello di questa azienda laziale, è l’unico vino prodotto della zona a “piede franco”, ovvero con piante non innestate su radici americane (come la quasi totalità dei vitigni) la cui egemonia fu messa in discussione da un’epidemia di fillossera che colpì i vitigni alla fine del XIX secolo. Il Cacchione ne rimase immune, il vitigno è infatti coltivato direttamente nel terreno senza il filtro della barbatella americana, e questo è reso possibile soltanto in terreni vulcanici o suoli sabbiosi capaci di resistere all’attacco dell'insetto. Il Cacchione, di fatto, rappresenta oggi una risorsa fondamentale per i territori di Nettuno e Anzio ed è sinonimo di eccellenza, qualità e antica tradizione. Il risultato finale è un prodotto autoctono dal gusto originale e appunto selvatico. Tra i vini offerti merita sicura attenzione anche il rosato Igp Lazio "Il bandolo della Matassa", a base di sangiovese e montepulciano, dal naso accattivante di ciliegia e lampone e di spiccata freschezza. Lo produce la Cantina Le Macchie di Rieti. Per gli amanti dell'arte brassicola è presente infine una discreta selezione di birre artigianali italiane.

Ma oltre all'eccellenza dei prodotti offerti, Domus Pinsa punta alla bellezza dello scenario in cui si inserisce. Infatti, entrando nel locale, si potranno ammirare le colonne del Palazzetto Cosmus Castaneus, dove abitò, da cardinale, Giovanni Battista Castagna, poi divenuto papa per soli 12 giorni dal 15 al 27 novembre 1590 con il nome di Urbano VII.

La contaminazione tra la Roma storica e il design attuale del locale sarà la cornice per la galleria d’arte contemporanea Studio DOMUS Deluxe, spazio che all’interno del ristorante sarà dedicato all’arte e ogni mese presenterà autori pronti a raccontarsi nel salotto di Domus Pinsa.

Il primo a esporre è Daniele Cametti Aspri con la sua mostra Dark Cities: Paris. Romano, classe ’68, Cametti Aspri nel suo lavoro è costantemente alla ricerca dell’insolito, di uno straordinario all’interno dei luoghi comuni delle nostre città. Ama definirsi “fotografo a km 0” ed è fortemente influenzato dalla cinematografia statunitense, quella dei grandi spazi e dei paesaggi immensi dell’immaginario americano.

La mostra Dark Cities: Paris è a cura di Loredana De Pace e ci conduce nell’universo descrittivo della luce di Parigi ossia, in questo caso, della sua quasi assenza, sia dal punto di vista del soggetto ripreso, sia della sua riproduzione, in un delicato gioco fatto di ombre e oscurità che ci porta a scoprire lentamente luoghi noti e meno noti della capitale francese, in una visione lontana dal consueto.

Il progetto Dark Cities rappresenta per l’autore un viaggio nell’oscurità urbana delle maggiori capitali europee e parte proprio da Parigi, la Ville Lumière, la Città della Luce. (www.danielecamettiaspri.com)



DOMUS PINSA DELUXE
Via delle Coppelle, 16/A
Roma - 00198
www.domuspinsaroma.it
Facebook Domus Pinsa Deluxe


*Chef e storico panificatore lidense 

mercoledì 12 luglio 2017

VINO: I CAMPIONI MARCHIGIANI A COLLISIONI VERDICCHIO E ROSSO CONERO SUL PALCO DEL FESTIVAL AGRI-ROCK


Sette denominazioni, 21 aziende e 46 etichette. Sono in numeri della rappresentativa targata Istituto Marchigiano di Tutela Vini (Imt) che, da domani, sarà in trasferta a Barolo per raccontare a Collisioni - il festival agri-rock di letteratura e musica più atteso in Italia - il meglio della produzione enologica regionale. 


Si parte con due degustazioni (giovedì 13 luglio, ore 9.30 e 13.30) dedicate a Rosso Conero, Colli Pesaresi, Serrapetrona, Bianchello del Metauro e Marche Igt, mentre la giornata di venerdì (ore 9.30 e 13.30) è riservata al Verdicchio nella duplice accezione di Matelica e dei Castelli di Jesi. Olive all’ascolana, crocchette di pollo bio, Cascioburger, olio delle Marche, formaggi, salumi e Ciauscolo accompagneranno i vini nei tasting wine&food durante le mattinate di sabato (formula B2B) e domenica (aperta al pubblico).

Per il direttore del maxiconsorzio Imt, Alberto Mazzoni: “Collisioni è un appuntamento importante per promuovere il brand Marche a partire dall’eccellenza delle sue produzioni e in particolare dal vino, che sarà protagonista di momenti di incontro con il trade, la stampa di settore e anche per gli appassionati di vino. Quest’anno si festeggiano i 50 anni di due tra le Doc più rappresentative del nostro territorio: Verdicchio di Matelica e Rosso Conero, ma Collisioni è un ottimo palco di debutto anche per le Doc emergenti dell’offerta enologica regionale. Il gemellaggio con il festival agri-rock – conclude Mazzoni – riprenderà infatti anche quest’anno a settembre con l’edizione jesina della manifestazione, riservata al trade e alla stampa di settore”.

A Collisioni, che lo scorso anno ha registrato oltre 100mila presenze e che quest’anno vedrà esibirsi, tra gli altri, la star britannica Robbie Williams, parteciperanno le principali aziende regionali, pluripremiate dalle guide italiane ed estere. Il sistema vino nelle Marche, il cui export è cresciuto di quasi il 50% nell’ultimo decennio, vale circa 140 milioni euro e rappresenta la prima voce delle esportazioni regionali nel settore primario.

Le aziende IMT presenti a Collisioni: Di Sante; La Calcinara; Marchetti Maurizio; Piantate Lunghe; Moroder; Terre di Serrapetrona; Belisario; Bucci; Casalfarneto; Colonnara; Fulvia Tombolini; Garofoli; La Monacesca; Moncaro; Montecappone; Monte Schiavo; Sabbionare; Santa Barbara; Sartarelli; Tenuta di Tavignano; Umani Ronchi

VINO&EXPORT. RUOLO E OPPORTUNITA' VINO BIO MADE IN ITALY: IL CONVEGNO ALL'ICE

Nomisma Wine Monitor e Agenzia ITA presentano il Vino Bio Day, uno studio sul ruolo e le opportunità del vino Bio Made in Italy per i mercati internazionali. 

In Italia il comparto del vino biologico riveste un ruolo di primo piano con dati e numeri in costante aumento: crescita di aziende e di superfici, ma soprattutto crescita di attenzione da parte dei consumatori. Con 83 mila ettari di vite coltivati con metodo biologico, il nostro Paese ha il primato mondiale per incidenza di superficie vitata biologica (11,9% della vite coltivata è bio), seguita da Austria con l’11,7% e Spagna con il 10,2%.

“Vino Bio Day. Ruolo e opportunità del vino bio made in Italy sui mercati esteri” è il tema del seminario in programma il prossimo 18 luglio a Roma presso l'ICE, agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, dove saranno approfondite le opportunità e i percorsi di promozione del vino con un focus in particolare su Germania e Regno Unito, due mercati rilevanti per il vino e per il settore biologico in generale, essendo di fatto tra i primi importatori al mondo e fondamentali partner commerciali dell’Italia per il vino e che presentano grandi prospettive per il nostro Paese anche nel settore del biologico.

Organizzato in collaborazione con Winemonitor di Nomisma, il convegno inizierà alle 10.30 con i saluti introduttivi di Piergiorgio Borgogelli, direttore dell’Agenzia Ice, e Maria Ines Aronadio, dirigente dell’Ufficio agroalimentare e vini dell’Agenzia.

Quindi, Silvia Zucconi (Winemonitor) illustrerà “Dimensione e posizionamento del vino biologico italiano sui mercati internazionali”. Evita Gandini (Winemonitor) interverrà, invece, sul tema “Vino bio: cosa ne pensa il consumatore?”.

I lavori proseguiranno, come accennato, con un focus su Germania e Regno Unito e la relativa presentazione di opportunità e percorsi di promozione del vino biologico. Infine, Silvano Brescianini, vicepresidente del Barone Pizzini, parlerà della sua diretta esperienza in “Storie di successo nel bio: l’azienda Barone Pizzini”. La chiusura dei lavori sarà affidata a Lamberto Frescobaldi, vicepresidente UIV e Paolo Carnemolla, Presidente di Federbio. Modera gli interventi Lorenzo Tosi di “Vigne e vini”