lunedì 24 luglio 2017

Viticoltura Sostenibile. Biodiversità: ecco il modello di gestione avanzata del Soave

Ufficializzate in un unico documento le pratiche e linee guida che il Consorzio di Tutela persegue all’interno di tutta la filiera produttiva dal 1982 sul fronte della sostenibilità.

Si chiama “Modello di gestione avanzata del Soave – La biodiversità in vigna” ed è l’insieme delle linee guida che il Consorzio di Tutela attiva all’interno di tutta la filiera produttiva sin da 1982 e che adesso ha finalmente riunito all’interno di un documento di sintesi presentato e approvato nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione, a validazione dei diversi percorsi intrapresi dalle singole aziende in tema di sostenibilità

Scopo di questo modello è ottimizzare dal punto di vista della sostenibilità i risultati tecnici, l’attenzione ambientale e la tutela dell’operatore su tutto il comprensorio di riferimento per ridurre al minimo l’uso di fitofarmaci. In vista di tale obbiettivo sono coinvolti al massimo livello tutte le filiere collegate alla produzione integrata nel vigneto quindi produttori, tecnici di campagna, istituzioni, rivenditori e ditte produttrici dei presidi sanitari e delle macchine operatrici. I documenti di riferimento sono i disciplinari di produzione e le linee tecniche di difesa integrata che il Servizio fitosanitario regionale aggiorna di anno in anno.

Cinque le parole chiave di questo approccio: conoscenza, competenza, condivisione, misurazione, validazione.

Conoscenza
Grazie a 15 stazioni agro-metereologiche vengono rilevati i dati meteo nei 7000 ettari vitati del Soave in tempo reale. Questo garantisce un monitoraggio continuo dell’andamento stagionale ed è alla base di decisioni tempestive ed efficaci.

Competenza
Sulla base dei dati agro-metereologici raccolti la commissione fitosanitaria, che dal germogliamento alla fine della vendemmia si riunisce settimanalmente al Consorzio, monitora l’andamento climatico, effettua prelievi fogliari, di prodotto e di terreno e, infine, fornisce assistenza tecnica ai produttori, stilando le linee di pronto intervento in vigna.

Condivisione
La sostenibilità è un valore condiviso dalle oltre 3000 aziende produttrici che operano all’interno della filiera. Sulla base di questo valore condiviso ogni azienda ha individuato il percorso più idoneo – biodinamico, biologico, integrato… -  in vista di una gestione del vigneto “amica dell’ambiente”, per tutta la stagione vegetativa.

Misurazione
A fine campagna fitosanitaria il Consorzio di tutela, in base agli indici di Biodiversità previsti dal protocollo Biodiversity Friends, misura la qualità ambientale del “vigneto Soave” raggiunta attraverso i differenti “percorsi verdi” intrapresi dalle singole aziende. Questo protocollo, messo a punto nel 2010 dalla World Biodiversity Association, oltre alla qualità ambientale, considera anche i metodi di difesa dalle avversità, il ripristino della fertilità del suolo, la gestione delle risorse idriche, la presenza di siepi e boschi, la conservazione della biodiversità agraria, l’utilizzo di energie rinnovabili e le particolarità naturalistiche dell’area utilizzando gli Ortotteri come bioindicatori.

Validazione
A fronte dei parametri d’analisi utilizzati (indici di biodiversità per aria, acqua, suolo) il “Sistema Soave” viene validato dal Consorzio di tutela che è così in grado di rilevare l’impatto dell’attività vitivinicola sul territorio. Nella stagione 2016, in base all’indice di biodiversità del suolo IBS-BF, l’indice di biodiversità delle acque superficiali IBA-BF e l’indice di biodiversità lichenica per l’aria, il Sistema Soave ha raggiunto il risultato complessivo del 70% a fronte di una soglia minima del 60% per potersi certificare “Biodiversity friend”.

Quello del Soave è ad oggi l’unico consorzio italiano che utilizza il protocollo della biodiversità come sistema di misura – un vero e proprio termometro – in grado di valutare l’incidenza delle fasi produttive su terra, acqua, aria. In questo modo la biodiversità diventa una sorta di “ponte” che gradualmente conduce le aziende produttrici, già impegnate in tema di rispetto dell’ambiente, verso il vero obiettivo finale: la sostenibilità dell’intero sistema produttivo.

Città del Vino. Opportunità del P.S.R. dell'Umbria per il settore vitivinicolo al Simposio Europeo sull’Enoturismo

L’Associazione Nazionale Città del Vino ha recentemente organizzato a Torgiano (PG) un “Simposio Europeo sull’Enoturismo: Marketing e redditività d’impresa” incentrato sull’approfondimento degli aspetti tecnici imprescindibili allo sviluppo dei territori del vino italiani e non, all’internazionalizzazione dell’offerta, alla qualificazione degli standard, alla brand reputation. 

Sono stati chiamati a confrontarsi alcuni prestigiosi protagonisti del mercato del turismo del vino (docenti, responsabili di progetti nazionali e internazionali per la promozione del turismo enogastronomico, esperti di internazionalizzazione, giornalisti del settore ed esperti di comunicazione on line). Dei loro interventi vogliamo darvi nota, anche alla luce della rilevanza e delle opportunità che sempre più possono svilupparsi dall’enoturismo e dal marketing territoriale.

La 4° Sessione del Simposio - “IL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE. Illustrazione degli strumenti e delle possibilità per il territorio umbro: interventi, strategie, obiettivi” - è stata animata dall’intervento del Dott. Giuseppe Antonelli (Assessorato Agricoltura Regione Umbria) che ha illustrato misure, investimenti e priorità del P.S.R. per il settore vitivinicolo umbro che rappresenta una delle più importanti filiere del sistema agroalimentare regionale. Una realtà caratterizzata da una superficie vitata di 12.700 ettari (dato 2016), 985 ettari (di cui 760 ex diritti e 225 nuove autorizzazioni) di autorizzazioni all’impianto/reimpianto e 240 strutture di trasformazione (circa il 20% condotte da giovani imprenditori), 2 DOCG:Torgiano Rosso Riserva e Montefalco Sagrantino, 13 DOC: Amelia, Assisi, Colli Altotiberini, Colli Martani, Colli Perugini, Colli del Trasimeno, Lago di Corbara, Montefalco, Orvieto, Rosso Orvietano, Spoleto, Todi, Torgiano e 6 IGT: Umbria, Spello, Cannara, Allerona, Bettona e Narni.

La dimensione media delle aziende viticole umbre è di poco superiore all'ettaro. La produzione regionale di vino, a seconda delle annate, è pari a circa l'1-1,5% del totale nazionale. Qualità delle produzioni, investimenti nei vigneti e nelle cantine, promozione, innovazioni e sostenibilità ambientale delle produzioni, rappresentano le linee guida delle politiche regionali per aumentare la competitività del settore vitivinicolo.

Gli interventi a sostegno del settore sono attuati e finanziati attraverso le misure previste dall'OCM Vino - Programma nazionale di sostegno del settore vino (P.N.S.) che finanzia gli interventi gli interventi strutturali nelle cantine, per il rinnovamento dei vigneti, e la promozione sui mercati extra U.E., le assicurazioni per il settore, vendemmia verde e distillazione dei sottoprodotti, per il periodo 2014 – 2018 e dal P.S.R. per l'Umbria 2014 – 2020 che finanzia invece le misure dell'innovazione, la promozione sul mercato interno, le misure agroambientali, ovvero: Servizi di consulenza (Misura 2), Sostegno alla partecipazione a sistemi di qualità (Misura 3.1.1), Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori (Misura 6.1.1), Produzione integrata (Misura 10), Agricoltura biologica (Misura 11), Innovazione e cooperazione per lo sviluppo di filiere corte (Misura 16).

La Regione ha scelto di fissare una demarcazione per la misura investimenti (esclusività del sostegno), per la misura ristrutturazione e riconversione dei vigneti e per la misura promozione sul mercato interno e nei Paesi terzi (le risorse disponibili sono gestite per il 70% a livello regionale con progetti regionali ed il restante 30% dal MIPAAF con progetti nazionali).

Vendemmia 2017. Cortona Doc: caldo e siccità non precludono una buona annata, ma cala la quantità

Sarà una vendemmia all’insegna del calo delle uve raccolte quella che ci si aspetta nel territorio della Denominazione della Cortona Doc. 

Sono positive a oggi le previsioni di annata fatte dalle aziende del Consorzio Vini Cortona. Nei vigneti della Cortona Doc, lavoro importante per tutelare la qualità dell’annata. Per il Syrah, vitigno principe della Denominazione, vendemmia prevista nei tempi canonici. Gelo prima, caldo torrido e siccità poi, eppure è il lavoro in vigna a non compromettere la qualità del prodotto.

E' presto, naturalmente, per fare previsioni precise su quantità e qualità del prodotto finale, ma il Consorzio Vini Cortona ha comunque voluto valutare in anticipo quello che sarà il risultato di un’annata che al momento si presenta con il minimo storico di acqua piovana degli ultimi 50 anni.

Da un primo saggio nelle aziende della Doc un dato condiviso è il calo delle quantità, che al momento è calcolato in previsione sul -15% rispetto alla media stagione. Un calo dipeso soprattutto dalle alte temperature e dalla siccità che si stanno registrando tra giugno e luglio, due dei mesi più caldi degli ultimi cinquant’anni. «Nonostante questo sappiamo che i nostri viticoltori stanno applicando in vigna le misure per tutelare la qualità del prodotto finale – spiega il presidente del Consorzio Vini Cortona, Marco Giannoni – e anche le piogge dei giorni scorsi hanno aiutato a una migliore gestione del suolo, tutto ciò a oggi ci fa comunque ben sperare in una annata positiva dal punto di vista della qualità del prodotto finale».

Il punto di vista tecnico. Entrando nei dettagli tecnici, l’annata 2017 ha visto la vegetazione delle viti in anticipo rispetto alla media stagionale con una ottima cacciata e una buona fioritura tuttavia in parte a rischio per la gelata storica di aprile. Il risultato della gelata sono grappoli più spargoli con acini molto più piccoli, soprattutto per quanto riguarda i vitigni a bacca rossa del territorio, Sangiovese e Syrah. Questo comporterà un calo della qualità del raccolto. Il caldo torrido e la siccità storica del mese di giugno e luglio sono stati invece amministrati dai vignaioli della denominazione intanto con una diversa gestione del suolo, attraverso pratiche che hanno migliorato il livello di umidità del terreno. Dall’altro con la gestione della spalliera che ha visto potature meno importanti, lasciando il verde a copertura del grappolo e senza l’eliminazione totale di femminelle. Per quanto riguarda i tempi tecnici di vendemmia non si prevedono grandi anticipi dal momento che le alte temperature hanno comunque contribuito alla parziale chiusura degli stomi e quindi a una sorta di blocco del metabolismo che invece sta riprendendo in questi giorni con una invaiatura di buon livello. Il caldo comporterà un leggero aumento della gradazione delle uve, con un grado babo in media più alto di 2 o 3 punti rispetto alla media stagionale degli altri anni.

Vendemmia a Cortona vuol dire anche impiego. Sono centinaia infatti gli avventizi, soprattutto studenti e giovani, che in questi giorni stanno contribuendo al lavoro delle aziende. Il vino a Cortona rappresenta infatti sempre di più un importante indotto economico. Dalla creazione della Doc Cortona le aziende si sono moltiplicate di anno in anno e il settore ha richiamato numerosi investimenti. Attualmente vengono prodotte in media circa 700 mila bottiglie all’anno, mentre il valore economico, con un fatturato medio che supera i 3 milioni di euro. Oltre 500 sono gli addetti ai lavori coinvolti, senza contare l’indotto (tra turismo e aziende artigiane) che rappresenta per questo borgo toscano. A livello di mercati nel 2016 la bilancia è protesa verso l’estero per il 70% circa. Usa, Nord Europa sono i principali mercati, ma sono in crescita il Canada, Brasile, Cina e Giappone. La restante fetta percentuale va in Italia, Toscana, Lombardia e Lazio in particolare.

Ricerca e crescita costante, si alza il livello qualitativo delle produzioni vinicole al 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or

Sono 48 i vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, il doppio rispetto alla passata edizione. Ecco tutti i vincitori dell’annuale edizione del Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 


La Camera di Commercio di Asti con la collaborazione tecnica dell’O.N.A.V. (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino), come ogni anno bandisce il Concorso Enologico Nazionale per vini a DOC e a DOCG denominato “Premio Douja d’Or“ dove le aziende vinicole interessate inviano ad Asti i campioni di vino delle loro produzioni più prestigiose per le verifiche qualitative.


Sono stati resi noti, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio di Asti, i vincitori del 45° Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or. 316 produttori hanno presentato 863 vini doc e docg. Le aziende premiate, che hanno dovuto ottenere una valutazione minima pari a 87/100, sono state 175 per un totale di 299 vini. Tra i 90 produttori piemontesi che hanno ottenuto il riconoscimento, ben 40 sono della provincia di Asti. Come ha dichiarato lo stesso Presidente della Camera di Commercio Erminio Renato Goria.

I vini che hanno ottenuto un punteggio pari o superiore a 90/100, quest’anno sono 48, il doppio rispetto alla passata edizione, e sono stati insigniti dell’Oscar della Douja. Solamente nel Piemonte 19 aziende si sono meritate l’Oscar, 11 in più rispetto al 2016. Le aziende astigiane che hanno ottenuto l’ambito premio sono 6, quattro in più confrontate con l’anno precedente, con 7 etichette premiate a fronte delle 2 dello scorso anno.

L’organizzazione del Concorso è stata affidata come per le passate edizioni all’Onav (Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino) la cui sede nazionale è ad Asti. Rispetto alla passata edizione, che ha introdotto per il primo anno una soglia di valutazione più elevata, abbiamo assistito ad un incremento della qualità delle produzioni vinicole presentate in degustazione, ha precisato il Presidente Goria, segno di una costante crescita e ricerca da parte delle aziende del territorio per raggiungere sempre più alti livelli qualitativi. Tra le novità, la scelta della formula della valutazione dei campioni da parte di ogni singolo degustatore, rispetto a quella collegiale utilizzata nelle passate edizioni.

Altra novità di questa edizione del Concorso, l’attribuzione delle menzioni speciali alle imprese delle provincia di Asti i cui vini doc e docg del territorio hanno ottenuto il punteggio più elevato nell’ambito delle selezioni. 8 sono state le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento per le seguenti denominazioni: Alta Langa, Asti, Moscato d’Asti, Barbera d’Asti Superiore Nizza, Brachetto d’Acqui, Grignolino d’Asti e Malvasia di Castelnuovo Don Bosco.

Il punteggio finale attribuito ad ogni campione, spiega il Direttore dell’Onav Michele Alessandria, è il risultato della media delle valutazioni dei componenti la commissione escludendo la votazione più alta e quella più bassa. Da quest’anno è stato anche inserito un tetto massimo per i vini premiati pari al 35%. Tale tetto non è stato raggiunto anche se ci si è avvicinati molto a tale percentuale, tenuto conto che il 2017 è stata un’ottima annata come confermato dall’attribuzione di molti più Oscar rispetto allo scorso anno.

Il Concorso Enologico Nazionale Douja d’Or è una manifestazione che, selezionando il meglio del patrimonio enologico del nostro Paese, riesce sempre più ad essere volano di promozione per le eccellenze vinicole non solamente di Asti e del Monferrato. Parte del territorio astigiano è uno dei migliori esempi di sviluppo integrato e sostenibile, dove natura, cultura e storia, grazie al secolare lavoro dell’uomo, hanno saputo creare un paesaggio dalle peculiarità uniche in tutto il mondo, fino a ottenere dall’UNESCO il riconoscimento di Patrimonio Mondiale ai Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato.

Ecco l’elenco dei vini premiati che prenderanno parte al Salone Nazionale che si terrà dall’8 al 17 settembre a Palazzo Ottolenghi www.doujador.it/tutti-i-vini-premiati-2017/

Agroalimentare. Il marchio "Qualità Trentino" per assicurare qualità e riconoscibilità delle produzioni del territorio

Sono i disciplinari a definire la zona delle produzioni e vincolano la provenienza dei prodotti al territorio della provincia di Trento, specificata sul marchio di qualità. Oltre alla zona di provenienza, specificate anche le caratteristiche e le modalità di lavorazione. Da oggi adottati anche per birra, miele e prodotti da frutto.


Assicurare la riconoscibilità nei confronti del consumatore dei prodotti agroalimentari territoriali trentini ad elevato standard di qualità nelle attività di distribuzione, commercializzazione e vendita attraverso un rigoroso processo di certificazione: è questo l’obiettivo che ha portato ad istituire il marchio “Qualità Trentino”.

Il forte legame con il territorio assicurato dai disciplinari quindi. Un impegno che prosegue e anzi si incrementa oggi, con la decisione della Giunta provinciale, su proposta dell’assessore all’agricoltura Michele Dallapiccola, di adottare i disciplinari per i settori agroalimentari della birra, del miele e dei prodotti da frutto e di aggiornare quello della produzione degli ortaggi e loro trasformati e che si vanno ad aggiungere a quelli già approvati per Lampone, Mora, Mirtillo, Ribes, Uva Spina, Mela, Fragola e Fragolina, Ciliegia, Patata, ortaggi e loro trasformati, farina di mais da polenta, latte vaccino o ovicaprino e prodotti lattiero caseari, carni bovine e/o suine lavorate e loro trasformati, prodotti dell’acquacoltura e carni bovine fresche.

Nei disciplinari vengono individuati criteri oggettivi e selettivi e norme più rigorose e specifiche di quelli istituiti dalla legislazione comunitaria e nazionale. Come ha tenuto a sottolinare l’assessore Dallapiccola: “La qualità di vita di un territorio si misura anche dalla qualità delle sue produzioni agroalimentari. E’ anche con questi strumenti che vogliamo vincere la sfida dell’attrattività del nostro territorio”.

“Quello della valorizzazione della qualità dei prodotti del nostro territorio – ha aggiunto l’assessore – è un percorso destinato a proseguire ampliando ulteriormente l’elenco delle eccellenze agroalimentari della nostra terra, che sono frutto di un ambiente sano ma anche di una storia e di una identità”.

Prosegue quindi in Trentino l’investimento, in termini di promozione, di un settore, l’agroalimentare, che riveste un ruolo fondamentale per la tutela dell’agricoltura e favorisce l’inserimento dei giovani agricoltori. Considerando anche che la produzione, la distribuzione e la promozione dei prodotti agricoli ed agroalimentari di qualità riveste un ruolo rilevante anche a livello comunitario.

Il Marchio di Qualità con indicazione di origine si prefigge in primo luogo di comunicare e identificare la qualità del prodotto agroalimentare territoriale secondo criteri noti, oggettivi e selettivi e, in secondo luogo, di specificare l’origine del medesimo. Di conseguenza la conformità ai requisiti di qualità sarà verificata da organismi di controllo indipendenti ed accreditati.

Nel caso di prodotti agroalimentari trentini il marchio, sotto il profilo grafico, sarà armonizzato con il Marchio territoriale, a cui si affiancherà nella prospettiva di sviluppare ulteriormente la promozione di un'immagine unitaria del Trentino sui mercati nazionali ed internazionali, ma anche di promuovere e valorizzare le complementarietà e le sinergie funzionali con le altre forme di promozione dell’offerta distintiva del territorio provinciale.

Il marchio Qualità Trentino è di proprietà della Provincia Autonoma di Trento e la sua gestione è affidata a Trentino Sviluppo S.p.A.  (delibera di Giunta nr. 986 del 13 maggio 2011), oggi Trentino Sviluppo S.p.A.. La proposta grafica risulta conforme alle indicazioni degli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale approvati dalla Commissione europea nel 2006.

venerdì 21 luglio 2017

Al via la quarta edizione di Che Grana... il Grignolino, l’evento che si propone di contribuire a promuovere e divulgare la conoscenza dello storico vitigno piemontese

Incontri, degustazioni abbinate a prodotti tipici e lo speciale wine tasting alla scoperta delle anime del Grignolino.

Che Grana... il Grignolino si svolgerà come di consueto a Grana, piccolo comune del basso Monferrato nel cuore della produzione del Grignolino d’Asti, che per l'occasione si trasformerà in un banco d’assaggio tutto dedicato allo storico vitigno piemontese. Il Comune di Grana ospita la manifestazione, d’intesa con l’associazione Go Wine da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani.

Go Wine, da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, ha raccolto l’attenzione di una pattuglia di produttori vinicoli del territorio intenti a richiamare una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, a favore di uno dei vini che storicamente firmano il patrimonio viticolo della regione Piemonte.

I produttori presenti direttamente e disposti lungo il Corso Garibaldi, animeranno le degustazioni raccontando il territorio ed i vini in degustazione. Una speciale Enoteca raccoglierà le etichette di altre aziende in modo da offrire uno spaccato significativo sulla produzione in Piemonte, e nelle diverse denominazioni.

Uno spazio infine sarà riservato ai prodotti tipici, presenti: la Pro Loco di Grana, la Pro Loco di Montemagno e la Farinata "Da Fabrizio", che prepareranno alcune specialità creando un menù da gustare in abbinamento alle degustazioni del Grignolino. Ed inoltre.. Camminata al tramonto nei Vigneti e non mancherà l’intrattenimento musicale a cura di TRIOLINA.

L’ appuntamento è fissato per sabato 22 luglio 2017 dalle ore 19.00 alle ore 23.30.

Le aziende presenti direttamente al banco d'assaggio:

AMELIO LIVIO – Grana (At) ameliovini@virgilio.it
Grignolino d’Asti 2016

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO            
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti Terre dei Roggeri 2016

CASTAGNERO – Agliano Terme (At) silvia.castagnero@gmail.com
Grignolino d’Asti Ferlingot 2015

CRIVELLI MARCO – Castagnole M.to (At) info@ruchecrivelli.it
Grignolino d’Asti 2016

GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana (At) azienda.garrone@libero.it
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti 2015

LA FIAMMENGA – Penango (At) tenutalafiammenga@gmail.com
Grignolino d’Asti Gioan 2015

TENUTA DEI RE – Castagnole M.to (At) info@tenutadeire.it
Grignolino d’Asti 2016

TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno (At) info@tenutamontemagno.it
Grignolino d’Asti Ruber 2016

I vini delle aziende presenti in Enoteca:

Grignolino d’Asti Emilio 2016
Alemat, Ponzano Monferrato (Al)

Grignolino d’Asti PiandelPrete 2016
Bersano, Nizza Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Limonte 2016
Braida di Bologna Giacomo, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, Agliano Terme (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale di Casorzo e zone limitrofe, Casorzo (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantine Post dal Vin, Terre del Barbera, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti San Patelu 2016
Crotin 1897, Maretto (At)

Grignolino d’Asti Il Grignolino di Gianni Doglia 2016
Doglia Gianni, Castagnole Lanze (At)

Grignolino d’Asti L’Anarchico Testabalorda 2016
Durando Fratelli, Portacomaro (At)

Grignolino d’Asti Montalto 2016
Gatto Pierfrancesco, Castagnole Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Brunot 2016
Goggiano, Refrancore (At)

Grignolino d’Asti 2016
Marchesi Incisa della Rocchetta, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti Fiortere 2016
Rabino Marco, Montaldo Scarampi (At)

Grignolino d’Asti Casalina Bio 2016
Rovero Fratelli, Asti

Grignolino d'Asti Arlandino 2015
Tenuta Santa Caterina, Grazzano Badoglio (At)

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2016
Accornero Giulio, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Grignò 2016
Beccaria Davide, Ozzano Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2016
Buzio Oreste, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2015
Canato Marco, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Il Ruvo 2016
Castello di Gabiano, Gabiano (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Gaudio 2016
Gaudio, Bricco Mondalino, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Tumas 2014
La Scamuzza, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2015
Olivetta, Castelletto Merli (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese .G 2016
Vicara, Rosignano Monferrato (Al)

Vino Rosso Ciuchinoi (100% uve Grignolino) 2016
Carussin, San Marzano Oliveto (At)

Vino Rosso Il Cornalasca (100% uve Grignolino)
Saccoletto Daniele, San Giorgio Monferrato (Al)

IL PROGRAMMA

SABATO 22 LUGLIO 2017

ore 17.00: convegno di presentazione

 ore 19.00: apertura dei banchi d’assaggio alla presenza dei produttori; punto gastronomicoe intrattenimento musicale.

 ore 20: wine tasting libero e alla cieca (a favore di professionisti ed enoappassionati, gratuito su prenotazione)

 Ore 23.30: chiusura delle degustazioni.

Costo delle degustazione del Grignolino euro 8,00 (degustazioni illimitate)

Un wine tasting per saperne di più…
Nell’ambito del programma dell’evento, Go Wine promuove un tasting alla cieca, riservato a quanti intendano approfondire le loro conoscenze sulla varietà e sui diversi stili di produzione.Il tasting si svolgerà con orario libero dalle 20, esclusivamente si prenotazione e a favore di coloro che partecipano come pubblico al banco d’assaggio.

Per prenotazioni contattare il numero 0173 364631 oppure inviare una e-mail a stampa.eventi@gowinet.it

Il menù di “Che Grana…il Grignolino”

Pro Loco di Grana
Acciughe Fritte
Agnolotti
Panna Cotta

Pro Loco di Montemagno
Verdure in pastella
Bruschette

Da Fabrizio
Farinata

Convengo inaugurale
Ore 17,00 in Via delle Scuole

 Intervengono:
sig. Cristiano Gavazza
Sindaco del Comune di Grana

dott. Filippo Mobrici
Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato

sig.ra Piera Genta
Giornalista de italiaatavola.it

sig. Mauro Giacomo Bertolli
Giornalista de food24 (Il Sole 24 Ore) e italiadelvino.it

avv. Massimo Corrado
Presidente Associazione Go Wine

Con la collaborazione e organizzazione  del Comune di Grana

Per informazioni

tel. 0173 364631
stampa.eventi@gowinet.it
www. gowinet.it

50 TOP PIZZA: È “PEPE IN GRANI” DI FRANCO PEPE LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA DEL 2017

Nella top 50 “comanda” la Campania con 19 locali; staccate Lazio (6) e Toscana (5). Ecco la classifica completa.

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi). A Enzo Coccia il Premio alla Carriera, Ciccio Vitiello Giovane dell’anno. Seguono sul podio “Gino Sorbillo ai Tribunali” e “Francesco & Salvatore Salvo”. A Francesco Martucci de “I Masanielli” il Premio Speciale Pizzaiolo dell’anno. 

È “Pepe in Grani” la migliore pizzeria d’Italia del 2017 secondo 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata alle pizzerie del Bel Paese, firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, da Albert Sapere e Barbara Guerra, curatori delle Strade della Mozzarella (LSDM), ed edita da Formamentis. Il locale di Caiazzo (Caserta) del maestro Franco Pepe si è aggiudicato il gradino più alto del podio della classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca e dell’arredamento. In seconda e terza posizione altre due mete sacre dell’arte pizzaiola partenopea: Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli) e Francesco & Salvatore Salvo di San Giorgio a Cremano (Napoli).

Nella serata che ha avuto come teatro la suggestiva sede di Castel dell’Ovo a Napoli, sono state svelate le prime 50 posizioni della classifica. Tra queste ben 19 i locali campani, a conferma della naturale leadership che la regione “madrepatria” della pizza continua a detenere. Ad essere ben rappresentata è però tutta la Penisola, a cominciare dal Lazio, che piazza 6 insegne nella top 50; la metà di queste tra l’altro (Sforno, Tonda e Sbanco), portano la firma di un unico interprete: Stefano Callegari. Solo un gradino sotto c’è la Toscana (5); seguono ex aequo Lombardia ed Emilia Romagna (4). Folto il gruppo a quota 2, con Puglia, Sicilia, Abruzzo e Trentino Alto Adige che si uniscono al Veneto, le cui 2 pizzerie sono entrambe posizionate tra le prime 10 dello Stivale. E stiamo parlando de “I Tigli” di Simone Padoan (San Bonifacio - Verona) e “Saporè” di Renato Bosco (San Martino Buon Albergo - Verona). Chiudono Piemonte e Basilicata con un locale.

Assegnati inoltre diversi Premi Speciali. Oltre a quelli, già annunciati, a Isabella De Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) come Pizzaiola dell’anno, a Pierluigi Roscioli (Antico Forno Roscioli, Roma) come Fornaio dell’anno e a “Morsi & Rimorsi” (Aversa - Caserta) come Pizzeria novità dell’anno, sono stati premiati:

Francesco Martucci de I Masanielli (Caserta) come Pizzaiolo dell’anno

Ciccio Vitiello di Casa Vitiello (Caserta) come Giovane dell’anno

Bonci – Pizzarium (Roma) per la Pizza dell’anno (Mozzarella di Bufala Campana a crudo, Funghi Prataioli e Prosciutto Crudo)

Francesco & Salvatore Salvo per la Miglior Carta dei Vini

La Gatta Mangiona (Roma) per la Miglior Carta delle Birre

Berberè (Castelmaggiore - Bologna) per la Miglior Carta degli Oli Extravergine di Oliva

I Tigli per il Miglior Servizio di Sala

La Masardona (Napoli) per la Miglior Proposta dei Fritti

Concettina ai Tre Santi (Napoli) per il Miglior Asporto

Di Matteo (Napoli) per la Frittatina di Pasta dell’anno

Dry (Milano) per il Miglior Comfort e Benessere Complessivo

Fandango Racconti di Grani (Filiano - Potenza) per la Sostenibilità Ambientale

Tonda per la Valorizzazione del Made in Italy

Gino Sorbillo ai Tribunali per la Miglior Comunicazione Web e Social

A Enzo Coccia (Pizzaria La Notizia 94, Napoli) è stato assegnato l’importante Premio alla Carriera

Carmine Donzetti e Vincenzo Esposito, a sorpresa, hanno ricevuto il Premio del Cuore per aver messo la loro arte della pizza al servizio di chi ha bisogno, senza cercare alcuna pubblicità

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi)

“50 Top Pizza - spiegano i tre curatori della guida, Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere – oltre ad essere un utilissimo vademecum per chiunque sia in cerca di un’ottima pizza (e noi ne segnaliamo ben 500) in qualsiasi angolo del Paese, rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso i diversi stili e prodotti tipici d’Italia. Un omaggio quindi al concetto di alta qualità Made in Italy, legato al totem gastronomico tricolore che ci ha resi celebri nel mondo.”

Ecco la classifica finale dal primo al cinquantesimo posto di 50 Top Pizza:

1 Pepe in Grani – Caiazzo (CE), Campania

2 Gino Sorbillo ai Tribunali – Napoli, Campania

3 Francesco & Salvatore Salvo - San Giorgio a Cremano (NA), Campania

4 Pizzaria La Notizia 94 – Napoli, Campania

5 I Tigli - San Bonifacio (VR), Veneto

6 I Masanielli – Caserta, Campania

7 Concettina Ai Tre Santi – Napoli, Campania

8 50 Kalò - Napoli , Campania

9 La Gatta Mangiona – Roma, Lazio

10 Saporè - San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

11 L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli, Campania

12 ‘O Fiore Mio – Faenza, Emilia Romagna

13 Dry – Milano, Lombardia

14 Santarpia – Firenze, Toscana

15 Pizzaria Starita a Materdei – Napoli, Campania

16 Sforno – Roma, Lazio

17 Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane - Napoli, Campania

18 La Masardona – Napoli, Campania

19 La Sorgente - Guardiagrele (CH), Abruzzo

20 La Kambusa - Massarosa (LU), Toscana

21 in Fucina – Roma, Lazio

22 Pizzeria Da Attilio – Napoli, Campania

23 Piccola Piedigrotta - Reggio Emilia, Emilia Romagna

24 Carmnella – Napoli, Campania

25 Pomodoro & Basilico - San Mauro Torinese (TO), Piemonte

26 Percorsi Di Gusto - L'Aquila, Abruzzo

27 Pizzarium – Roma, Lazio

28 Il Vecchio Gazebo - Molfetta (BA), Puglia

29 Berberè - Castelmaggiore (BO), Emilia Romagna

30 Pizzeria Da Albert – Trento, Trentino Alto Adige

31 Casa Vitiello – Caserta, Campania

32 Tonda – Roma, Lazio

33 Korallo Pizza & Drink – Trento, Trentino Alto Adige

34 La Braciera – Palermo, Sicilia

35 La Divina Pizza – Firenze, Toscana

36 Pizzeria Apogeo - Pietrasanta (LU), Toscana

37 Ranzani13 – Bologna, Emilia Romagna

38 Lievito Madre al Duomo – Milano, Lombardia

39 Ristorante Pizzeria Le Parule – Ercolano (NA), Campania

40 Mistral dal 1959 – Palermo, Sicilia

41 La Pizzeria Sud – Firenze, Toscana

42 Pizzeria Montegrigna Tric Trac – Milano, Lombardia

43 10 Diego Vitagliano Pizzeria – Pozzuoli (NA), Campania

44 La Campagnola – Bitritto (BA), Puglia

45 Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 – Aversa (CE), Campania

46 Sbanco - Roma, Lazio

47 Marghe – Milano, Lombardia

48 Lievito Madre al Mare – Napoli, Campania

49 Fandango Racconti di Grani - Filiano (PZ), Basilicata

50 Pizzeria Di Matteo – Napoli, Campania

http://www.50toppizza.com/ - redazione@50toppizza.com - FB